37 e non sentirli: tanti auguri Roger Federer!

37 CANDELINE- Tanti auguri Roger Federer! In ogni parte del mondo, quasi come una festa degna di Natale o Pasqua, il tennista svizzero viene celebrato da fan del fuoriclasse, appassionati di tennis e persone celebri come calciatori e cantanti. Quest’anno l’elvetico spegne 37 candeline, ma nonostante ciò la voglia di vincere e la passione per lo sport più nobile del mondo è ancora elevata: sarà l’ultimo compleanno che festeggia nel circuito? Tutti sperano di no, anche perché il classe ’81 sa come gestirsi, nel caso nello stesso giorno sono nati anche il maggiorenne Felix-Auger Aliassime e il vincitore di Wimbledon juniores Chun Hsin Tseng che magari potranno percorrere una strada ricca di successi e che già ora possono fregiarsi di essere nati nel giorno del GOAT.
Lo stesso onore di cui può fregiarsi il 20 volte campione Slam, nato un giorno prima la Leggenda Rod Laver, domani ottantenne: oggi invece potranno festeggiare altre personalità importanti come il Premier Giuseppe Conte e l’allenatore di calcio olandese Louis Van Gaal. The King intanto è fuori dai campi dopo la sconfitta ai quarti di finale di Wimbledon contro il sudafricano Kevin Anderson, mentre l’anno scorso di questi tempi si approcciava alla finale contro il tedesco Alexander Zverev, che vinse in quel di Montreal. Ora si sta allenando in ottica Cincinnati, Ohio e poi per gli US Open: nel frattempo, ecco una carrellata di emozioni, minori rispetto al 2017, della stagione in corso:

[tps_title]DOMINIO DOWNUNDER[/tps_title]

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L’anno del Risorgimento del Fedal 2017 è ancora impresso negli  occhi di tutti, con i due campioni a dividersi gli Slam, con Roger vincitore anche nella primavera dei due mini-Slam e sull’erba di Halle, oltre che di Basilea e Shanghai, e Rafa dominatore assoluto della terra rossa, perdendo soltanto Roma, ma infilando la Decima in 3 tornei, oltre a tornare numero 1 al mondo.
Il 2018 non è stato molto differente, salvo vedere un Federer meno continuo dell’anno scorso: vinta la Laver Cup insieme e un Masters finale sfiorato sponda rossacrociata, lo svizzero ha conquistato subito la Hopman Cup a Perth, la 30esima edizione in coppia con Belinda Bencic, vincendo tutti i match, anche in finale con la Germania. Poi, un tabellone più morbido del 2017 a Melbourne, ed appena 2 persi in tutto il torneo, in finale peraltro, contro Marin Cilic, già giustiziato a Wimbledon; è il 20° Slam, come lui, nessuno mai. 

[tps_title]#1 E DISFATTA MINI-SLAM[/tps_title]

Lo svizzero ha la chance d’oro: con Nadal fuori dai giochi, Roger giunge a Rotterdam, dove vince a mani basse il torneo contro Grigor Dimitrov e torna in vetta come tennista più anziano a riuscirci. Poi, Indian Wells, e dopo un cammino immacolato, Borna Coric gli mette pressione, e la sua difficoltà nei momenti chiave, si vede nella finale contro la bestia nera Juan Martin Del Potro che porta a casa il primo 1000 stagionale. Il momento di calo si avverte, anche dal punto di vista fisico, e il periodo delle sconfitte cocenti continua anche a Miami, contro Thanasi Kokkinakis al primo turno: è giunto il momento del riposo, per lasciare la scena a Rafael Nadal e la sua terra di dominio. 

[tps_title]POLLICE ARRUGGINITO [/tps_title]

L’erba e lo svizzero sono sempre stati un connubio perfetto, ma questa volta il pollice verde si è un po’ arrugginito, peccando di lucidità nei momenti delicati: il ritorno a Stoccarda è stato scintillante, battendo Nick Kyrgios in forma smagliante, salvando un match point. Ma quel trionfo è stato forse il primo campanello d’allarme: le due settimane di fila hanno usurato Federer dal punto di vista mentale, e se in Germania ha migliorato lo score del primo turno dell’anno passato, ad Halle ha perso in finale contro Borna Coric, ma vincendo senza mai convincere, fino a Wimbledon, dove ha trovato sulla propria strada un giocatore come Kevin Anderson in forma smagliante, contro i 36 anni di un giocatore che pur vincendo e restando poco in campo, ha peccato del mix perfetto tra mente e fisico, non riuscendo a replicare un possibile bis, con la nuova marca Uniqlo, vera novità. 

[tps_title]IL FUTURO?[/tps_title]

La stagione fin qui ha portato 3 titoli e 2 finali perse rispetto ai 5 titoli su altrettante finali dell’anno passato: alla fine il dato è lo stesso, oltre il torneo esibizione della Hopman Cup. Ma rispetto all’anno scorso, Federer è apparso meno lucido nei momenti delicati, sulle palle break e quando ha dovuto chiudere i match, con un aspetto mentale e fisico da rivedere: forse quest’anno un paio di tornei su terra andavano fatti per dare continuità, saltando magari Stoccarda, dato che Halle è da tradizione. La Rogers Cup l’ha saltata, nonostante l’anno scorso abbia vinto la medaglia d’argento, facendo capire che la classifica davvero non interessa: l’obiettivo? Terminare la stagione giocando per vincere, ancora, sin dagli States: aldilà delle vittorie, che fanno piacere, la mancanza di Roger sui campi è notevole e quando manca, i rogeriani soffrono. Gli anni passano e il ritiro si avvicina, o si allontana? Questioni di punti di vista, intanto auguri Roger e grazie di essere ancora tra noi comuni mortali…!

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