Fabio Fognini saluta il tennis: “La Coppa Davis? Me la meritavo. Sarebbe stato più giusto così”

Fabio Fognini dice addio al tennis dopo Wimbledon e una carriera straordinaria. Tra emozioni, rimpianti e nuovi progetti, il tennista italiano si racconta con sincerità.
Fognini-Rompipallone.it-20250709

Un addio che segna la fine di un’epoca

Fabio Fognini ha detto addio al tennis. Dopo l’ultima, emozionante esibizione sul Centre Court di Wimbledon contro Carlos Alcaraz, il tennista ligure ha deciso di chiudere un capitolo che ha segnato profondamente la storia sportiva italiana. “Alla mia età venivo da anni durissimi, in cui recuperare dagli infortuni era diventata un’impresa”, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera, parlando di una decisione maturata nel tempo e condivisa prima con la moglie Flavia Pennetta, poi con i figli, “i nanetti”, e infine con tutta la famiglia.

Con uno champagne rosé e il cuore pieno di emozioni, Fognini ha chiuso simbolicamente una carriera intensa e spesso imprevedibile, ma sempre sincera.

Le imprese e il lascito

Nel suo palmarès ci sono momenti iconici che resteranno scolpiti nella memoria degli appassionati: la straordinaria rimonta contro Rafael Nadal a New York, la vittoria su Andy Murray nella Davis a Napoli nel 2014, e il trionfo a Montecarlo, il torneo che da bambino andava a vedere coi genitori. Fognini è stato il primo italiano capace di imporsi con continuità nell’era dei Big Three, battendo sia Nadal che Murray, e spingendosi fino alla Top 10 mondiale in singolo e in doppio.

Ma il suo vero impatto lo si misura oggi, con tanti giovani azzurri tra i protagonisti del circuito. Lo ha riconosciuto anche Flavio Cobolli, uno dei nuovi talenti italiani: “Se oggi siamo così tanti italiani in classifica, il merito è tuo”. Fognini ha ammesso con sorpresa: “Non mi ero accorto di aver rappresentato un esempio per i ragazzi. Me ne sto rendendo conto solo adesso”.

La Davis mancata: un sogno irrealizzato

Tra le poche ombre della sua carriera c’è la Coppa Davis, che l’Italia ha vinto due volte di fila recentemente, ma senza di lui. “Tocca un tasto delicato. Più che un rimpianto, è un sogno irrealizzato”, ha confessato. Fognini ha sempre risposto presente alla maglia azzurra, anche in condizioni fisiche precarie, e si è sentito parte integrante di quel percorso, pur senza alzare il trofeo. “Me la meritavo. Sarebbe stato più giusto così. Non è successo”, ha aggiunto con amarezza e lucidità.

Un uomo nuovo, tra famiglia e nuovi progetti

Oggi Fognini si definisce un uomo diverso, pronto a una nuova fase della vita: “Non voglio più correre, voglio camminare, finalmente”. L’obiettivo ora è godersi la famiglia e accompagnare i figli – Federico, Farah e Flaminia – nella crescita, senza pressioni. “Se faranno altro va bene lo stesso. Solo io so cosa ho sacrificato per il tennis”.

Accanto alla famiglia, c’è anche la nuova veste di manager e scopritore di talenti. Il primo della lista è proprio Cobolli, destinato a entrare presto tra i primi venti del ranking. E poi qualche esibizione, una possibile vacanza a New York per celebrare i dieci anni dalla vittoria di Flavia all’US Open e, soprattutto, tanto relax: “Adesso stacco tutto. Andiamo in Puglia e non voglio più pensare a niente”.

Una carriera vissuta fino in fondo

Mai banale, Fabio Fognini ha attraversato due decenni di tennis ad altissimo livello, scontrandosi con i migliori e costruendosi una carriera fatta di talento puro, testa calda e momenti memorabili. “Ho vissuto tutto intensamente, forse troppo. Ma è stato bellissimo”. Anche chi lo ha criticato, spesso per il suo temperamento, oggi riconosce in lui un protagonista autentico, un simbolo di un tennis italiano che ha saputo finalmente alzare la testa.

E forse l’aneddoto che meglio sintetizza il suo spirito libero e umano è quello condiviso con Roger Federer. “Nel 2012, prima di entrare sul centrale di Wimbledon, terrorizzato, chiesi a Roger: ‘Come cavolo si fa l’inchino?’ E lui: ‘Follow me’. E così ho fatto”.

Un’eredità viva

Il ritiro di Fognini non chiude solo una carriera, ma apre anche a una nuova fase del tennis italiano. Un’epoca in cui il talento ligure sarà ricordato come il ponte tra un passato glorioso e un futuro ancora più luminoso. Con le sue fragilità e la sua passione, Fabio Fognini ha lasciato il segno. Ora si prepara a vivere, forse per la prima volta, il tempo con la leggerezza che non ha mai potuto concedersi in campo.

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI