Alexander Zverev: “La O2 Arena è un posto speciale per me, ma nessuno avrebbe scommesso sulla mia qualificazione. Contro Thiem sarà dura”. Daniil Medvedev: “Questa esperienza mi aiuterà in futuro”

ALEXANDER ZVEREV: “SONO GIA’ FELICE DI ESSERE IN SEMIFINALE. CONTRO THIEM SARA’ UN MATCH COMPLICATO”- La netta battuta d’arresto contro Stefanos Tsitsipas, apparentemente, aveva complicato la corsa di Alexander Zverev alle ATP Finals, dove difende il titolo della scorsa stagione. Ma l’ultimo singolare del Round Robin ha rassicurato di nuovo il giovane tedesco, che con una prestazione solida e sicura ha superato in due set Daniil Medvedev, già eliminato dal torneo, e gli ha garantito la seconda qualificazione consecutiva alle semifinali del Master, estromettendo definitivamente, invece, Rafael Nadal. Al termine dell’incontro con il rivale russo, Zverev, pur ammettendo di ambire alla vittoria, ha ribadito il proprio feeling particolare con questo torneo e con la O2Arena di Londra, e si è dichiarato già soddisfatto di avere centrato di nuovo la qualificazione, che considera un risultato importante: “Non importa se vinco o perdo questo weekend. Ovviamente voglio vincere, e farò tutto quello che potrò per riuscirci, avere questo genere di esperienza e arrivare in semifinale l’anno scorso e quest’anno è fantastico, e spero di potere raggiungere di nuovo questi obiettivi in futuro e in altri grandi eventi”.

In conferenza stampa, poi, il campione in carica ha parlato della prossima sfida e del rivale che dovrà affrontare in semifinale, Dominic Thiem, che sta vivendo una settimana straordinaria e ha sconfitto nel proprio girone Roger Federer e Novak Djokovic, con due prestazioni eccezionali, proprio come Sascha lo scorso anno. Zverev ha riconosciuto i grandi meriti dell’austriaco, e ha ammesso di aspettarsi un incontro duro e complicato, in cui servirà lottare: “Dominic sta giocando un tennis incredibile, forse al livello migliore che abbiamo mai visto da lui. Battere Roger e Novak su questo campo è davvero qualcosa di speciale. E farlo consecutivamente è veramente molto, molto difficile. Quello di domani sarà un match davvero duro, ma non vedo l’ora di affrontarlo. Onestamente, sono già felice di essere in semifinale, e vedremo come andrà domani sera”.

“LE SCONFITTE DI NOLE E RAFA SONO LE PIU’ GRANDI SORPRESE. NON GIOCHERO’ LA DAVIS PERCHE’ HANNO SNATURATO LA COMPETIZIONE”- Zverev si è soffermato, però, anche su un’analisi del torneo e delle sue dinamiche, sottolineando i grandi risultati dei giovani, ma anche le principali sorprese, ovvero l’eliminazione dei primi due tennisti al mondo, Novak Djokovic e Rafael Nadal, che hanno scosso gli equilibri dell’evento. “I giovani hanno giocato un tennis molto migliore probabilmente anche rispetto allo scorso anno. Ma penso che la più grande sorpresa, in realtà, sia che Novak è stato eliminato, perché penso che le condizioni del campo siano le migliori per il suo tipo di gioco. Ma un’altra sorpresa è sicuramente Rafa. Probabilmente, nessuno si aspettava che lui fosse estromesso dal nostro gruppo, perché era molto complicato, e per me e Tsitsipas qualificarci era una sfida dura, immagino che nessuno ci avrebbe scommesso, soprattutto per quanto mi riguarda, con la stagione che ho avuto. Ma abbiamo giocato un ottimo tennis negli ultimi cinque giorni, e questo sicuramente ci ha aiutato. Il torneo non è ancora finito, sarà interessante vedere chi vincerà. Magari avremo il più anziano vincitore nella storia, o ce la farà forse uno di noi ragazzi, magari avremo un nuovo campione. Vedremo come va, anche se spero che ci sia un secondo successo di fila per me”.

Infine, Zverev ha commentato la propria decisione, per molti sorprendente, di non disputare la Coppa Davis a Novembre, che ha motivato proprio alla luce del nuovo formato. Da questa stagione, infatti, la storica competizione a squadre non si è più disputata con il classico sistema, ma si svolgerà in una unica settimana a Madrid, e proprio questo cambiamento, che ha stravolto la struttura di uno degli eventi più radicati nella tradizione del nostro sport, ha portato Sascha a questa scelta, non senza polemiche: “L’ho già detto molte volte. Per me con questo formato non è più la coppa Davis. Credo fosse l’evento storicamente più significativo del tennis con i suoi oltre 100 anni di vita e le sfide in casa e in trasferta. La Davis è l’atmosfera, è il giocare partite combattute in tre giorni al meglio dei tre set su cinque. Quella è la Davis per me e non disputarla in una settimana. Quella non è la Davis. Coppa Davis è andare in Australia, Sud America, come facevo io quando era la vera Davis. Spero che la gente capisca che è qualche cosa più dei soldi che ci stanno mettendo sul tavolo. Si tratta della storia del tennis.”

 

 

 

 

 

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