ATP di Bercy: preview dell’ultimo Masters 1000 della stagione

ATP di Bercy: preview dell’ultimo Masters 1000 della stagione

Siamo giunti ormai all’epilogo. Il nono atto dei Masters 1000 si svolge come da tradizione a Parigi-Bercy, Novak Djokovic pare inarrestabile. Federer è discontinuo, Nadal è al rientro: riusciranno a fermarlo? Oppure Bercy sarà ancora una volta il torneo delle sorprese?

di Redazione Tennis Circus

“Beati gli ultimi perché saranno i primi”, citazione celebre e concetto rivoluzionario di una potenza devastante. Ma nel’arido e materialistico mondo del tennis non funziona proprio, perché da quando la giostra dei Masters 1000 domina il circuito si è sempre evidenziata una costante fissa: il torneo indoor parigino, un tempo punta di diamante del finale di stagione, viene snobbato da molti se non da troppi, perdendo di qualità e importanza proprio perché è il nono e ultimo dell’anno. C’è chi ha già chiuso la stagione per spossatezza, c’è chi malconcio cerca solo di recuperare da malanni e infortuni,  c’è chi, infine, è già qualificato per le Atp Finals di Londra e  salta a cuor leggero questo torneo per preservare le ultime energie rimaste. Quindi, fatalmente, il campo di partecipazione di Bercy non è quasi mai paragonabile a quello degli altri Masters 1000, molto più fortunati perché piazzati meglio in calendario. E chi si presenta, tra i superstiti, a volte mostra prestazioni scoraggianti non degne del livello che gli compete. Quest’anno la sorte sarà più propizia? C’è da augurarselo perché il glorioso torneo indoor di Bercy non meriterebbe altri vincitori e finalisti di “modesti natali” come quelli, ad esempio, dell’anno scorso.

L’approccio dei tre Grandi è stato il seguente: Federer è alla ricerca del tennis perduto e tenta di rigenerarsi tra le mura amiche di casa, disputando il torneo di Basilea. Djokovic, reduce dalla sua trionfale campagna d’estate e dal successo a Shanghai, non si è lasciato ingolosire dalla frenetica rincorsa al Numero Uno e decide saggiamente di concedersi due settimane di requie. D’altra parte non è un bimbetto alle prime armi: a breve ritornerà inevitabilmente a sedersi sul trono mondiale data la sua ritrovata superiorità sul resto della concorrenza, qualche settimana di attesa in più non cambia nulla. Nadal è fermo da New York,  i medici gli hanno dato il via libera e c’è la curiosità di rivederlo all’opera su un palcoscenico che non gli ha mai arriso più di tanto in passato.

Gli altri? Del Potro è alle prese con un’altra tappa del suo doloroso calvario e dovrebbe essere fuori almeno fino a Melbourne, anche se le ultime voci dall’Argentina lo danno impegnato in un tentativo di recupero ai limiti dell’impossibile per provare ad esserci a Londra. Zverev, già aritmeticamente qualificato per le Atp Finals insieme ai tre sopracitati, gioca a Basilea. Tra chi anela un posto tra i magnifici otto, solo Cilic e Tsitsipas si presentano in Svizzera mentre il resto della compagnia composto da Thiem, Anderson, Isner, Nishikori, Coric, Fognini, Khachanov ed Edmund è al via nell’altro 500 della settimana a Vienna. Rimangono quattro (o tre) posti a disposizione e siamo dunque alla stretta finale.

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Riassumiamo ora, nel modo più sintetico possibile, l’andamento parziale di questi due tornei propedeutici, per capire qualcosa in più su quello che ci aspetta a Parigi.

A Basilea iI croato Marin Cilic incappa in una delle sue giornate-no e viene sorpreso negli ottavi dal rumeno Copil, buon giocatore, ma nulla più. Grande torneo il suo, comunque, perché riesce a ergersi fino alla semifinale dove però, molto probabilmente, il suo cammino verrà interrotto da Sascha Zverev che viene da un parziale di sei set a zero contro gli avversari dei primi tre turni. Federer esordisce contro Krajinovic, la sua condizione atletica non sembra essere migliorata rispetto a Shanghai e il match segue lo stesso copione dei suoi altalenanti incontri in Cina:  dopo un primo set  agevole, il secondo parziale resta un tabù e al terzo vince all’ultimo tuffo. Più semplice il match successivo contro Struff grazie anche alla complicità del tedesco che dopo un avvio minaccioso non mette più in campo una palla lasciando via libera all’elvetico, mentre nei quarti la battaglia contro Simon è durissima: rischia lo 0-4 in avvio, recupera, concede set point, ma si erge al tie break e lo domina da par suo. Ci sono innumerevoli break e controbreak nel secondo fatidico set che Roger cede ancora una volta. Scatta 3-0 nell’ultimo parziale, si fa recuperare sul 4-4 per poi chiudere vincendo gli ultimi due games. Il solito Federer a corrente alternata degli ultimi tempi; contro Medvedev, vincitore su Tsitispas, sarà un altro incontro ad alta tensione, visto anche quanti grattacapi il giovane russo gli ha procurato a Shanghai.

Nella capitale austriaca i “pezzi pregiati” cadono uno ad uno abbastanza precocemente: Fognini è ancora  menomato alla caviglia e saluta il torneo sconfitto dal ragazzone magiaro Fucsovics, Khachanov viene sbattuto fuori in malo modo da Nishikori, Edmund è vittima a sorpresa della zampata maligna dell’attempato Verdasco, mentre Isner sembra pensare più a moglie e figlioletto, che al tennis, e cede il passo all’istrionico Monfils. Nessuno di loro arriva ai quarti di finale compromettendo così le chances di qualificazione alle ATP Finals. E nei quarti Nishikori fa passi da gigante per la corsa al Masters, asfaltando l’ incolpevole enfant du pays Thiem. Kei approda così d’autorità in semifinale, dove partirà da favorito contro il kazako acquisito Kukushkin. Un altro match importante nella “corsa per Londra” è il quarto di finale Anderson-Coric: il verdetto è favorevole allo Struzzo Kevin che si aggiudica il tie break e poi approfitta del ritiro del croato. Ora se la vedrà con Verdasco, anch’egli beneficiato dall’abbandono del suo avversario Monfils.

A questo punto lasciamo ad altre mani più esperte il compito di raccontare l’esito finale dei due tornei, per accingerci ad analizzare il tabellone di Parigi-Bercy. Il sorteggio si svolge considerando come praticamente certa la partecipazione di Rafael Nadal, mentre Roger Federer, per la grande gioia del direttore Guy Forget, è ancora in dubbio dato che la sua avventura nel torneo casalingo di Basilea si è prolungata almeno fino alle semifinali e si sa come lo svizzero non sia particolarmente entusiasta all’idea di disputare due competizioni consecutive, specie alla vigilia di un appuntamento tanto importante come le Atp Finals.  Proseguiamo così in modo ipotetico, ma ottimistico, confidando che Roger non diserti l’appuntamento francese.

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La testa di serie numero uno è naturalmente Nadal che se la vedrà ai sedicesimi con il vincente di Verdasco- Chardy; se il toro maiorchino sarà in discreta forma non faticherà a passare il turno. Agli ottavi Shapovalov dovrebbe costituire un ostacolo un po’ più arduo, tuttavia le ultime prestazioni del giovane canadese non lasciano presagire nulla di buono. Se il problema occorso a Coric a Vienna non dovesse essere grave, Borna potrebbe essere il favorito per incrociare lo spagnolo ai quarti, ma attenzione al solido Medvedev, mentre le quotazioni di Thiem sono in netta discesa dopo l’opaca prestazione nel torneo di casa. In buona sostanza, dipende molto da Rafa: gli avversari sono temibili, ma non insormontabili.

Il secondo quarto è presidiato da Sascha Zverev: all’esordio gli toccherebbe Tiafoe, ovvero nulla di impossibile, poi Schwartzmann o De Minaur. Il giovane australiano sta crescendo bene, l’argentino non dovrebbe essere un grosso problema per il tedesco, in ogni caso sarebbe strano se non arrivasse ai quarti dove a sbarrargli la strada lo aspetta uno di questi tre: Isner, Edmund o Khachanov. Se Zverev non si lascia andare ai suoi soliti inspiegabili black out, dovrebbe rispettare la sua classifica ed ergersi fino alle semifinali.

Nella parte bassa Roger Federer rappresenta un’incognita: primo perché non sappiamo se veramente ci sarà, secondo perché la condizione traballante e il gioco ad intermittenza potrebbero pregiudicare le sue prestazioni. Il tabellone gli riserva un avvio non proibitivo: Raonic pare in profonda crisi, Tsonga è desaparecido da diversi mesi; se Roger perdesse con uno di questi due allora si prospettano davvero tempi bui per lui. Agli ottavi Fognini (ma ci sarà ?) o Fucsovics non costituiscono sulla carta delle feroci insidie, ai quarti invece tutt’altra storia perché troverebbe Nishikori che ha dato prova di essere tornato molto competitivo, oppure Anderson che è l’ultimo dei tennisti che vorresti incontrare su una superficie veloce come quella di Bercy. A meno che non vengano entrambi sorpresi da una delle gradite rivelazioni di quest’anno: il georgiano Basilashvili. Quasi impossibile invece il verificarsi dell’affascinante ipotesi della rivincita contro il suo carnefice di New York, John Millman.

Nell’ultimo quarto super Nole ha ancora una volta l’occasione di regolare i conti:  all’esordio supererà senza troppi problemi il povero Cecchinato, reo di averlo umiliato al Roland Garros, poi potrà vendicarsi anche di Tsitsipas, l’unico ad averlo battuto da luglio a questa parte. Cilic è uscito con le ossa rotte da Basilea, Dimitrov è lontano parente del tennista che quasi dodici mesi orsono si laureò Maestro 2017 e quindi l’avversario di Djokovic ai quarti potrebbe anche essere il regolare e disciplinato Bautista Agut. Il serbo è quasi certo che procederà spedito fino alla semifinale.

Tirando le somme si può affermare che il sorteggio abbia gettato le basi per una competizione piuttosto equilibrata. Il livello di competitività (e la presenza) di Roger e Rafa saranno determinanti per stabilire le gerarchie e l’eventuale sbilanciamento nel torneo tra parte alta e bassa del tabellone. Sarà interessante vedere se si sovvertirà o sarà confermato il rapporto di forze tra gli sfidanti per la qualificazione alle Atp Finals. Paris- Bercy resta un torneo diverso dagli altri, perché le carte si mischiano e le acque si intorbidiscono, ma, in conclusione, pur considerando il carattere singolare di questo ultimo atto dei Masters 1000, non si può in tutta onestà andare al di là di un pronostico di questo tipo: ci sono tre favoriti, il primo si chiama Novak Djokovic, il secondo Djokovic Novak e il terzo è un tennista serbo nato a Belgrado 31 anni fa.

Nicola Vaselli

11 Commenta qui

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  1. Domenico Vallino - 2 anni fa

    Vince il serbo contro Rafa
    Federer non ci sarà . Il resto é fuffa

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  2. Cristiana Anelli - 2 anni fa

    Nole e’ troppo forte per gli altri… sorry

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  3. Giulio Gallo - 2 anni fa

    sperando che lo svizzero ristabilisca le gerarchie

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  4. Mark Falzon - 2 anni fa

    3 favouriti primo novak, 2 djokovic 3 robot novak

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  5. Steve Togni - 2 anni fa

    Djoko lo vince, Nadal non ha i mezzi per fermarlo e Federer non è quello del 2017, si deve contare su un giovane ma ci credo poco

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    1. Sandra Cedrati - 2 anni fa

      Steve Togni condivido

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  6. Maria Diomede - 2 anni fa

    Bellissimo articolo…esaustivo ed anche ricco di nozioni e spunti tennistici non indifferenti. Mi auguro che a Bercy ci sia la partecipazione dei tre campioni ……per gustare appieno il loro tennis.Da fan di Nole mi auguro che vinca il torneo per occupare la posizione che meritatamente gli spetta!!

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    1. Giuliana Cau - 2 anni fa

      Obiettivamente Nole parte favorito, considerato il rendimento di Federer ultimamente e l’incognita Nadal che, su questi campi, non ha mai vinto. Speriamo in un bel torneo.

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    2. Nicola Vaselli - 2 anni fa

      Grazie, spero che sia un bel torneo, che ci siano tutti e tre e che lo spettacolo non manchi. Vinca il più meritevole. Sulla carta Djokovic è due spanne sopra a tutti gli altri.

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  7. Angela Serusi - 2 anni fa

    Se ci fossero tutti e tre, sarebbe fantastico visto che oramai per un motivo o per un altro, si evitano come la peste

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  8. Giuliana Cau - 2 anni fa

    Nicola Vaselli 🙂

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