ATP Parigi-Bercy: impresa di Cilic che supera Djokovic, Isner trionfa nel derby americano

LA QUINDICESIMA VOLTA – Dopo quattordici sconfitte, maturate in otto anni di tennis professionistico, su quattordici sfide, Marin Cilic sfata il tabù Djokovic, regolando in due set (6-4 7-6) il numero uno al mondo. Arrivati ai quarti in condizioni di forma diametralmente opposte, il balbettante Nole delle ultime uscite si è arreso davanti ad un inarrestabile Cilic (che mette a segno l’ottava vittoria consecutiva). Il croato scatta meglio ai blocchi di partenza e picchia indistintamente con tutti i colpi, Nole cede subito il servizio ma riporta il risultato sulla parità sfruttando agli errori non forzati dell’avversario. La svolta avviene nel decimo game, quando calano le percentuali di prime di Djokovic e Cilic aggredisce il servizio del serbo, alla seconda occasione fa breccia nella difesa avversaria e si aggiudica il primo set. All’inizio del secondo parziale, Cilic ha ancora la possibilità di ottenere il break ma il serbo ritrova la prima e, approfittando di quattro banali errori del tennista di Medjugorje, si garantisce l’opportunità di servire per allungare l’incontro al terzo set. In linea con le recenti prestazioni, però, Djokovic non si rivela il feroce cannibale di un tempo: non solo regala il controbreak con due doppi falli consecutivi, ma offre a Cilic due set point nel dodicesimo game; il serbo li annulla e arriva al tiebreak, ma ha vita breve. Dopo dieci minuti, Nole è costretto ad arrendersi davanti al bombardamento di Cilic in un tiebreak senza storia (7-2 il risultato) e si appresta, mestamente, a cedere il trono ATP a Andy Murray.

isner

L’ACUTO DI BIG JOHN – In una stagione con poche luci (la finale nel “giardino di casa” di Atlanta) e parecchie ombre (l’eliminazione al terzo turno dello US Open contro Edmund, la sconfitta con Smyczek a Miami), John Isner raggiunge una insperata semifinale a Parigi-Bercy. Nel confronto fra due generazioni (perdenti) del tennis a stelle e strisce, il più esperto bombardiere di Greensboro prevale su Jack Sock col punteggio di 7-6 4-6 6-4. Il primo set, come prevedibile, è dominato dai servizi (solo Sock concede – e annulla – due palle break, nell’ottavo game) e si risolve al tiebreak: sul 5-5 Sock scavalca il gigantesco avversario con un delizioso pallonetto, ma Isner ristabilisce la parità a modo suo (un imprendibile servizio esterno) e, con altri due punti consecutivi, si aggiudica il parziale. Quando il ventiquattrenne del Nebraska, accusando il colpo del set perso, cede il game di servizio, il risultato dell’incontro appare ormai deciso. Nell’ottavo game, però, avviene l’imponderabile: un fin troppo zelante chiama il fallo di piede (che non c’è) su un ace di Isner, provocando l’ira del suddetto che perde il game (come i due successivi, trascinando la disputa al terzo set). A sorpresa, però, l’apertura di terzo set è favorevole a Isner: Sock perde pazienza e brillantezza, ritrovandosi sotto 4-0. Isner restituisce uno dei due break di vantaggio ma, sotto 0-30 quando serve per la partita, sfodera il servizio delle grandi occasioni e strappa l’accesso alla semifinale.

Exit mobile version