Circuito ATP: i campi sono più lenti

Circuito ATP: i campi sono più lenti

Analizzando la velocità dei campi prendendo come esempio i Masters 1000 del 2018, si scopre che la tendenza generale è stata quella di ridurre la velocità rispetto agli anni precedenti.

di Filippo Gallino, @Pheeling7

Ogni anno la velocità delle piste è un tema che genera molte discussioni. Negli anni 2000 si è ridotta considerevolmente, provocando uno stile di gioco che rende predominanti gli scambi da fondo. L’anno scorso alcuni tornei come gli Australian Open e Shanghai avevano aumentato la velocità, ma quest’anno la tendenza si è invertita.

Mentre nel 2016 e nel 2017 tutto si era mosso verso un aumento della velocità, nel 2018 si è verificato un calo pronunciato che ha portato ad un rallentamento globale dei campi. Il Court Pace Index (CPI) dei Masters 1000 di questa stagione, ovvero l’indice di velocità dei campi, comparato con quello del 2017 appare più basso. Il CPI si calcola così: CPI=100(1-μ)+150(0.81-e), in cui μ è l’attrito ed e la forza che la palla accumula dopo il contatto con il campo.

TORNEO CPI 2017 CPI 2018
Indian Wells 27,4 27,9
Miami 30,3 30,4
Monte Carlo 24,9 22,1
Madrid 20,9 21,6
Roma 22 18,9
Canada 36,3 28,8
Cincinnati 33,6 31,6
Shanghai 42,9 39,9
Parigi Bercy 38,5
ATP Finals (Londra) 42,1

Come possiamo vedere, nessun campo del circuito arriva ad essere veloce, quindi con più di 45 di CPI. Quelli che più si avvicinano sono Shanghai e Londra, che nel 2017 superarono i 40 punti e quindi si caratterizzarono come campi mediamente veloci. Nel 2018, Shanghai ha visto abbassata la sua velocità, nonostante quasi tutti i tennisti abbiano avuto la sensazione che fosse più veloce. Certo è che è passato da 44.1 nel 2016 a 42.8 nel 2017 e in questo 2018 è già sceso a 40. Ovviamente, più tempo passa, più la vernice si rovina, per cui la sensazione della pallina veloce diminuisce sempre.

La tendenza globale di tutti i campi centrali dei Masters 1000 è stata di abbassare la velocità del terreno. Solo Indian Wells (+0,5), Miami (+0,1) e Madrid (+0,7) l’hanno aumentata mentre il resto l’ha abbassata con distacco, specialmente Roma (-0,3). Il torneo italiano aveva un CPI di 24 nel 2016 e ha perso addirittura 5,1 punti in appena due anni. Roma sostituisce in questo modo Madrid come campo più lento del circuito.

Rimane solo di conoscere i dati di Parigi e Londra e, in quanto campi indoor, i dati dovrebbero ondeggiare intorno a 40 punti di CPI. Mentre Parigi è rimasto stabile negli ultimi anni, Londra ha aumentato considerevolmente la velocità nel 2016, passando da una media di 33,5 a 40,6. In questa grafica realizzata da Puntodebreak.com si può vedere in maniera facile la tendenza al ribasso dei Masters 1000 dal 2016 in poi.

 

1 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. Marco Mariani - 8 mesi fa

    Ed i match sempre più prove di resistenza che di abilità

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy