Djokovic: “Ho un buon rapporto sia con Federer sia con Nadal. Non è necessario che la gente crei tensioni tra di noi”

Novak Djokovic si trova ora a Miami, torneo che lo ha incoronato per ben sei volte campione e nel quale, nel lontano 2007 a soli 19 anni, vinse il primo di una lunga serie di titoli che tra Masters 1000, Slam e ATP Finals lo issano a quota 53 Big Titles. Il campione di Belgrado era molto affezionato allo storico circuito di Crandon Park in quel di Key Biscayne ma, come nel suo carattere, ha accolto con entusiasmo lo spostamento presso lo Hard Rock Stadium, tempio dei Miami Dolphins e nuova sede del torneo. Ospitato al Media Day, in presenza della stampa accreditata dall’ATP, Djokovic ha ripercorso tutte le soddisfazioni ottenute all’interno del Miami Open: “Per me Miami è un posto molto speciale perché è qui che ho vinto il mio primo Masters 1000, nel 2007. Quella vittoria mi ha spianato molte porte e mi ha fatto credere ancora di più in me stesso. Adesso sto cercando di recuperare quei ricordi e, nonostante la nuova sede, mi sento pronto a fare bene anche qui” -ha confessato Nole, che conoscerà il suo primo avversario dopo la conclusione della sfida tra Bernard Tomic e Thiago Monteiro. Il serbo avrebbe dovuto affrontare Tomas Berdych, ma il ceco è stato costretto a dare forfait a causa di un risentimento alla schiena. Secondo Novak Djokovic il cambio di sede del Miami Open è da considerasi un successo: “Penso che sia stato un passo coraggioso trasferire il torneo in uno stadio di calcio, per creare un’atmosfera molto diversa da quella che abbiamo visto fin’ora; è un passo importante che può portare molti benefici al nostro sport“.

Chris Kermode, il presidente ATP sfiduciato la scorsa settimana.
Chris Kermode, il presidente ATP sfiduciato la scorsa settimana

Ovviamente, dopo tutte le polemiche sorte a riguardo, non può essere evitata una domanda inerente alla sfiducia nei riguardi di Chris Kermode, il presidente dell’Atp che a fine anno sarà sostituito da un nome di cui ancora non si conoscono i dettagli. Ciò che maggiormente interessa sapere è se veramente questa decisione abbia creato delle divisioni o dei malumori tra Nole e i suoi storci avversari, Roger Federer e Rafael Nadal. “Non ho notato nessun astio né da parte loro, né tanto meno da parte mia. Non è necessario creare ad arte tensioni o divisioni tra di noi; io ho un buon rapporto con entrambi, ci siamo sempre rispettati. Siamo rivali, quindi è difficile essere amici, ma non ci sono malintesi tra noi” -ha precisato Novak Djokovic. “Abbiamo bisogno di curare il dialogo, di fare in modo che sia aperto a tutti e che le persone che hanno opinioni diverse le esprimano. L’Atp è una società democratica e tutti dobbiamo cercare di farne parte. Per questa ragione daremo il benvenuto sia a loro (Federer e Nadal) come a qualsiasi altro giocatore che voglia aderire ai dibattiti politici del Consiglio. Siamo sempre in trattativa e cerchiamo continuamente la collaborazione con i Rappresentanti dei Giocatori. Roger e Rafa sono state e sono tuttora icone, punti di riferimento, del nostro sport da moltissimi anni e il loro parere è estremamente importante per chiunque. Se vogliono rientrare a far parte di tutto questo sarà un bene per tutti, un apporto assolutamente positivo” -ha aggiunto il numero uno del mondo, che ha incontrato Roger Federer all’inaugurazione dello stadio centrale del complesso, assieme a Serena Williams. “Non abbiamo avuto molto tempo per parlare, spero di poterlo fare nei prossimi giorni” -ha puntualizzato il belgradese.

Serena, Federer e Djokovic inaugurano il centrale di Miami

Infine Nole ha assicurato che si presenta al torneo di Miami senza alcun obiettivo prefissato. “Non mi aspetto niente; sto solo lavorando per raggiungere la migliore versione di me stesso e per cercare di recuperare il livello che ho espresso agli Australian Open. Se ci riuscirò, avrò la possibilità di arrivare lontano nel torneo“.

Fonte: Punto de Break

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