Novak Djokovic e la PTPA: la storia continua

Dal momento del lancio della PTPA – la Professional Tennis Player Association – da parte di Novak Djokovic, subito si erano alimentate polemiche riguardo al ruolo che questa nuova associazione avrebbe potuto “giocare”. Il progetto però, nonostante qualche scontro di troppo con l’ATP va avanti.

Abbiamo già contattato tutti i giocatori che si trovano tra le prime 350 posizioni del ranking di singolare e i primi 150 della classifica di doppio” ha spiegato il numero 1 del mondo in conferenza stampa. Numeri che sono incoraggianti visto l’apertura da parte degli stessi giocatori: “La notizia più importante è che l’80% di questi ci supportano e il 75% ha già firmato il documento di affiliazione“.

Quella della PTPA è una storia ancora tutta da scrivere e, per il momento, l’unica certezza di Novak Djokovic è che questa non solo possa ma debba coesistere con l’ATP: “Ad oggi abbiamo avuto qualche contatto ma nulla di più. Fino a che non saremo strutturati bene non ci saranno altri confronti. Ci tengo però a sottolineare che questa nuova associazione dovrà convivere non solo con ATP ma anche con WTA e tutte le altre istituzioni“.

E, a proposito di WTA: “C’è stato qualche contatto anche con tenniste del circuito femminile ma le cose in quel settore stanno andando più a rilento” spiega ancora il serbo. Intanto proseguono gli incontri con tutte le forze esterne che sostengono e supportano quest’idea: “Business man e appassionati ci stanno aiutando sia dal lato economico sia per quel che riguarda le consulenze. Il loro apporto è fondamentale e partecipano tutti ad ogni nostra riunione“.

Prima di pensare alla nuova associazione da lui fortemente voluta, per Novak Djokovic è però il momento di concentrarsi sul Roland Garros. Dopo la vittoria al primo turno contro lo statunitense Tennys Sandgren – battuto con il punteggio di 6-2, 6-4, 6-2 – sulla strada del serbo c’è l’uruguaiano Pablo Cuevas.

 

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