Fab Four: chi rende meglio sotto pressione?

Giocare sotto pressione non è mai facile: lo sanno bene i grandi campioni, che devono convivere quotidianamente con la pressione di confermare le attese. Analizziamo le statistiche in merito alle performance “under pressure” dei quattro tennisti a cui più di ogni altro si addice il titolo di “campioni”, i Fab Four.

di Davide Lahmid

“Under pressure” cantavano i Queen e David Bowie nel 1981, un pezzo di incredibile successo in cui la band inglese denunciava la pressione metropolitana che attanaglia l’uomo. E la pressione, seppur non certo quella dettata dai ritmi frenetici delle metropoli, la conoscono bene anche i tennisti professionisti: quante volte durante la partita sono chiamati a giocare sotto pressione? Palle break, a favore o contro, tiebreak, set decisivi, vantaggi, momenti nei quali il tennista deve far ricorso a tutto il sangue freddo di cui dispone ed a tutta l’esperienza che ha accumulato, momenti in cui emerge il vero campione, il giocatore che si differenzia proprio per la sua spiccata capacità  di giocare al meglio i punti decisivi, i punti il cui peso specifico va oltre il quindici, quelli che possono decidere la partita, o addirittura il torneo.

Parlando di campioni in riferimento alla recente storia tennistica non possiamo che pensare ai Fab Four, i fantastici quattro, la versione con racchetta e pallina dell’invincibile squadra di eroi plasmata dal geniale talento di Stan Lee, ed i supereroi, si sa, sotto pressione danno il massimo. Andiamo pertanto ad analizzare, con l’ausilio delle sempre interessanti statistiche offerteci dall’ATP scores and stats, la banca dati elaborata in collaborazione con Infosys, il rendimento “under pressure” dei fab four. Ci serviremo della speciale classifica elaborata dall’ATP assegnando un punteggio, definito “under pressure rating”, ottenuto sommando quattro differenti statistiche ritenute rilevanti al fine di esaminare la capacità  del giocatore in oggetto di giocare sotto pressione: percentuale di palle break convertite, percentuale di palle break salvate, percentuale di tiebreak vinti e tasso di vittoria al deciding set; la somma delle quattro percentuali prese in analisi produce il punteggio finale, il quale permette di stilare la speciale classifica.

Il primo dato stupefacente che emerge da una prima osservazione della classifica under pressure all-time è quello che vede i fab four occupare quattro delle prime cinque posizioni utili: al primo posto troviamo Novak Djokovic, con un rating pari a 249.3; la seconda posizione è occupata da Pete Sampras, che vanta un punteggio di 241.9; l’americano è seguito da Rafa Nadal, staccato di un solo punto e mezzo, con un rating pari a 240.4; al quarto posto troviamo poi Roger Federer, svizzero che totalizza un punteggio di 238.4. Chiude la Top 5 Andy Murray, che si assicura la quinta posizione con un punteggio pari a 237.5. Trattasi quindi di una vera e propria egemonia da parte del quartetto che ha dominato la scena tennistica negli ultimi 15 anni, dominio interrotto solo da Pistol Pete, uno che certamente lì in mezzo non sfigura.

Questa la Top-5:

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Andando a sviscerare ulteriormente i dati che vanno a comporre il punteggio finale emerge come lo spagnolo primeggi nella percentuale di palle break convertite, pari nel suo caso al 45%; Federer guarda invece i compagni dall’alto nella percentuale di palle break salvate e di tiebreak vinti, mentre Djokovic domina nel tasso di vittorie ottenute al set decisivo; lo scozzese invece, pur non primeggiando in nessuno degli indici considerati, gode di ottime percentuali complessive, che gli permettono di agguantare la quinta posizione all-time.

Altro dato assodato è quello che vede i grandi campioni affidarsi a ciò che conoscono meglio nei momenti di difficoltà, alle situazioni nelle quali si sentono maggiormente a proprio agio: è quindi evidente che la superficie sul quale il tennista è costretto a giocare under pressure possa incidere sul punteggio finale ottenuto; analizzando la classifica per superfici tale dato trova difatti conferma. Nadal, The King of Clay, occupa la prima posizione all-time della classifica riferita ai match giocati su terra rossa; Federer è il primo dei Fab Four in cui ci si imbatte scorrendo la classifica riferita invece all’erba (6° posto all-time), mentre Djokovic si impone sui compagni nella classifica stilata in riferimento ai risultati ottenuti sulle superfici rapide, occupando la seconda posizione all-time.

Conosciamo benissimo questi grandi campioni, sappiamo che ognuno di loro ha i suoi punti di forza e le sue debolezze, ma sappiamo soprattutto che ciò che li rende tali, ciò che ha fatto sì che vincessero tutto ciò che hanno vinto, è proprio la loro capacità  di gestire la pressione, uno status che trascende le linee del campo da tennis e diventa strutturale alla quotidianità  stessa del campione: la pressione non è infatti solo quella prodotta dalla palla break o dal tiebreak, la pressione che questi grandissimi fuoriclasse devono sopportare è anche quella mediatica, l’aspettativa del pubblico, dei tifosi, delle loro équipes, degli sponsor e di tutti gli addetti ai lavori, che si aspettano che vincano sempre, la pressione di cui essi stessi si caricano, l’attesa, la riconferma.

La differenza fra un buon giocatore ed un campione sta proprio nella capacità  che quest’ultimo ha nel fare della pressione una condizione normale, abituale, essenziale al proprio quotidiano, anche quando non dovrebbe averne, anche quando affronta il primo turno di un ATP 250. Il vero campione è quello che resiste under pressure that brings a building down” (ci perdonino i Queen se prendiamo ancora in prestito le loro parole), che gioca ogni quindici allo stesso modo, che sa anzi innalzare il proprio livello proprio quando è schiacciato dalla pressione, dalle attese, dagli sguardi e dai flash delle fotocamere puntati su quel dritto, su quel rovescio o su quella volée.

Qui la classifica completa

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  1. Marco Ortalda - 3 anni fa

    Djokovic

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  2. Gianluca Gotto - 3 anni fa

    Come poteva non essere Nole <3 https://www.youtube.com/watch?v=_OYcZSlKD48

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