Federer, buona la prima!

Roger Federer è l’ultimo tra i BIG a scendere in campo nella giornata inaugurale dello Slam australiano, in un match che già sulla carta sembrava niente più che un incontro di routine per testare le sue condizioni fisiche. Il suo avversario era Yen-Hsun Lu, taiwanese, e famoso al grande pubblico per la vittoria ai danni di Andy Roddick nell’edizione 2010 di Wimbledon.
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Il talento svizzero appare a suo agio sin dai primi scambi, sulla falsa riga di quello visto a Brisbane due settimane fa. Servizio e risposta ben centrati con Lu che è schiacciato dalla pressione e dalla maggior velocità di palla dell’avversario. Nei primi due turni di servizio annulla 5 palle break, nel terzo è invece costretto a capitolare. Un doppio fallo porta Federer ancora a 0-40 e l’allungo arriva. Un perentorio 6-4 chiude il primo parziale in favore dell’elvetico che ha la situazione sotto controllo. 

La storia si ripete, forse in modo ancor più inequivocabile, nel secondo parziale, chiuso 6-2. Il break arriva ancora una volta nel quinto gioco, con Federer che regala colpi di eleganza rarissima. Gioca sciolto, libero. Un tracciante stretto di Lu manda lo svizzero a colpire fuori dal corridoio, ma nonostante ciò, mette a segno un millimetrico rovescio lungolinea, sotto una Rod Laver Arena gremita. Qualche patema nel game decisivo, in cui arrivano le prime chances per il taiwanese, incapace però di approfittarne.

Un Federer “ad intermittenza” alterna buone giocate ad errori grossolani, preda forse di un rilassamento eccessivo. Si prosegue quindi seguendo l’ordine dei servizi, con Lu che vede annullarsi alcune palle break, a sua volta costretto a ricorrere alle sua armi migliori per fermare l’assalto dell’elvetico e portarsi 4-3. Il punto di svolta nell’undicesimo gioco. Roger scappa fino allo 0-40, difendendo la rete dai tentativi di passante di Lu che vede sempre meno luce in fondo al tunnel. Un errore consegna il 6-5 allo svizzero. La chiusura al servizio è una formalità, la Rod Laver Arena saluta il primo successo dello svizzero. 

Una prova convincente, segnata da un black-out alla fine del secondo parziale, complice un pizzico di sano “snobbismo” da parte di Federer, conscio del fatto che avesse la partita nelle sue mani. Uno stato di forma decisamente migliore rispetto a quello del 2014 nel quale aveva arrancato sino in semifinale, prima di essere sconfitto da Nadal, quest’oggi giustiziero di Youzhny. I problemi alla schiena accusati in Coppa Davis sembrano un lontano ricordo e Roger è pronto a dare battaglia per la conquista del 18 Slam. E fatemelo dire, l’outfit australiano è molto giovanile. Sintomo di una nuova giovinezza? Intanto può gustarsi la vittoria 1001. Il prossimo match lo vedrà opposto all’italiano Simone Bolelli, vittorioso su Juan Monaco, contro il quale non ha mai perso un set nei precedenti scontri.

“Speravo che potesse accadere in Australia” ha affermato un Roger Federer rilassato e felice in conferenza stampa. “E’ stato un piacere farlo qui. Voi sapete, vincere un primo turno, fa tirare sempre un sospiro di sollievo. Penso di aver giocato bene e per questo sono felice di aver vinto il mio 1001 match in questa arena.”

E allora, come si sentirà dopo la vittoria numero 1002, o 1003, oppure ancora, dopo la 1004? “Non avrete mica intenzione di parlare di questo per tutte le restanti volte? Diciamo che questa è l’ultima!” ha ammesso lo svizzero sorridendo.

Riguardo la partita ha fatto i complimenti all’avversario per la tenacia ed ha spiegato come sia difficile gestire un cambio di orario nel programma di gioco. “Penso che abbia iniziato a servire meglio nel terzo set”, ha detto Federer. “Le condizioni di gioco sono diventate via via più lente. A causa del fresco e della notte in arrivo, ho avvertito quanto fosse difficile generare velocità. E’ diventato un terzo set molto interessante. A me è servito molto. Non voglio dire che ho avuto la fortuna di non aver ceduto presto nel terzo, ma Yen stava giocando davvero un buon tennis in quel frangente. Ho iniziato a servire meglio verso la fine della partita, dopo un breve passaggio a vuoto. Mi sono dovuto adattare alle condizioni climatiche, perché il mio incontro era previsto per le 7.00, mentre sono sceso in campo alle 8.30 di sera. Un cambiamento drastico, a mio parere.”

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