Fognini: “Abbiamo i nomi per vincere la Davis. Internazionali? Spero non cambino sede”. E su Sinner e Berrettini…

Ad un anno di distanza dalla vittoria al Master 1000 di Montecarlo, Fognini parla della difficile situazione di stop e della speranza che gli Internazionali d’Italia non cambino sede. Il tennista ligure dice la sua anche su Sinner e Berrettini

di Diletta Tanzini

Ad un anno di distanza dalla sua storica vittoria al Master 1000 di Montecarlo, proprio nella settimana in cui avrebbe dovuto disputarsi quest’anno il torneo, Sky Sport ha voluto dedicare una giornata a Fabio Fognini e alla sua impresa. Il tennista ligure è inoltre stato ospite di #CasaSkySport, programma di intrattenimento del canale SkySport24, durante il quale ha affrontato diversi argomenti. Primo tra tutti, quello relativo alla situazione di difficoltà dovuta al Coronavirus, che ha portato allo stop forzato del circuito, gettando tutto il mondo del tennis e l’intera stagione 2020 nella più totale incertezza. Fognini, che non gioca da più di un mese e che ha dichiarato di sentire molto la mancanza del tennis, dopo aver ammesso di essere in contatto con molti colleghi tra cui Lopez, Wawrinka e Dimitrov, ha espresso le sue perplessità sulla ripresa del gioco a breve: “Spero che si possa riprendere presto, ma credo che si debba tornare a giocare solo a fine epidemia. Se si giocasse in condizioni non sicure, non tornerei in campo e in più farei molta fatica a giocare a porte chiuse”. Il tennista ligure ha voluto dire la sua anche su uno degli argomenti più caldi degli ultimi giorni, ossia quello riguardante gli Internazionali d’Italia che, per essere disputati, potrebbero essere costretti a cambiare sede: “Spero che questo non accada perché Roma è Roma. Al foro Italico c’è un’atmosfera magnifica. Capisco la Federazione, tutte le cose surreali che stanno accadendo e gli italiani che vorrebbero una sede diversa pur di far disputare il torneo, ma spero che non sia così perché giocare a Torino o da un’altra parte cambierebbe le cose di molto”.

Interrogato poi sulla possibilità che la nazionale italiana possa riuscire a vincere la Coppa Davis, Fognini ha risposto: “Per vincerla servono tante cose tra cui un gruppo pronto a sacrificarsi e un grande affiatamento di squadra. In effetti i giocatori giusti li abbiamo. Ovviamente sono importanti anche i sorteggi e il tabellone, anche se credo che il nuovo format abbia tolto tanto. Preferivo il format storico della Davis, ho fatto tanto per l’Italia e adesso non abbiamo più nemmeno i match al meglio dei cinque set”. Proprio a proposito degli altri italiani, in particolare Berrettini e Sinner, i due rappresentanti più in luce negli ultimi mesi, Fabio ha aggiunto: “Sono entrambi più giovani di me, hanno una carriera rosea davanti. Più italiani ci sono in cima alla classifica meglio è. Matteo è esploso portando a termine un finale di stagione incredibile. Il suo exploit mi ha provocato un po’ di fastidio agonistico, ma è un fastidio giusto, che sprona la mia volontà di continuare a giocare. Sinner invece a livello di exploit non ha fatto ancora nulla. Mi auguro che venga lasciato tranquillo perché in Italia spesso tendiamo a mettere qualcuno in primo piano senza che abbia fatto grandi risultati. Lui è un bravo ragazzo e sicuramente avrà di fronte un brillantissimo futuro internazionale, spero che non gli vengano messe addosso troppe pressioni”.

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