Grigor Dimitrov: “Non credo che stia giocando così male”

“Sono sulla buona strada, non mi sembra di giocare male quando sono in campo”, così esordisce Grigor Dimitrov dopo la sconfitta subita al Queen’s Club di Londra contro Muller. In realtà però, nonostante il bulgare abbia sensazioni positive, ha racimolato risultati di gran lunga inferiori a quelle che sono le sue possibilità in campo. Non ha difeso nessuno dei tre titoli vinti nel 2014 (Bucarest, Acapulco e Queen’s), ma forse la sconfitta patita ieri è la peggiore proprio in termini di fiducia, dato ormai l’imminente inizio dei Championships. Nel 2014 infatti, dopo la prematura uscita al Roland Garros, per mano di Ivo Karlovic, “Grisha” ha subito voltato pagina, inaugurando la stagione su erba proprio con un successo al Queen’s, contro lo spagnolo Feliciano Lopez. Preludio per quello che sarebbe stato per lui un eccellente Wimbledon, nel quale raggiunse la semifinale battendo tra gli altri Andy Murray, e cedendo solamente dopo una battaglia di nervi al futuro vincitore, Novak Djokovic.

Purtroppo questo alone da “baby-Federer” che ormai incombe come un macigno, sta producendo più effetti negativi che positivi. Escludendo infatti qualsiasi tipo di somiglianza a livello stilistico, oltre che di meccanica, Dimitrov sembra vittima di un processo di involuzione, a cui segue una conseguente mancanza di fiducia nei propri colpi. Gioca troppo distante dal campo, non è mai incisivo e non ha un colpo killer, e ciò non permette lui di produrre potenza e velocità, non essendo in grado mai o quasi di togliere il tempo all’avversario. Rasheed è una delle colpe di questa impostazione troppo difensiva nel gioco del bulgaro, e molti addetti lo hanno spesso sottolineato, ma non vi sono sentori di una separazione.

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Grisha, numero 11 del mondo, mostra problemi anche nella gestione della partita, soprattutto a livello mentale, con numerosi alti e bassi. La pressione di essere ormai a ridosso dell’èlite del tennis, di certo non lo aiuta. “Non credo che sto giocando male a tennis in questo momento. Sto facendo un sacco di cose buone in campo, ragion per cui non mi sento scoraggiato.” Col senno di poi, la stagione su terra battuta è stata positiva, seppur senza picchi clamorosi QF a Monte Carlo, (vincendo con Verdasco, Fognini e Wawrinka, prima di cedere a Monfils), SF a Istanbul (perdendo da Cuevas, ma trattasi di un 250) e QF a Madrid (battendo Wawrinka e Fognini), ma la qualità del gioco è andata via via scendendo da Roma in poi. Il punto è che non abbiamo mai avuto la sensazione di un Dimitrov dominante, ma piuttosto che arrancava. Anche nel match con Fognini a Madrid, è stato dietro per un set e mezzo, e si è ripreso sul finale di secondo grazie ad alcuni punti messi a segno nei momenti importanti. Il livello di gioco è sembrato però sempre altalenante, ed anche tatticamente non ha mai dato l’idea di essere completamente lucido riguardo cosa fosse giusto fare.

Per il bulgaro, che si sente a suoi agio sui campi londinesi, la sconfitta con un avversario comunque ostico come Gilles Muller, fa un po’ più male. “Non è mai facile accettare una sconfitta, soprattutto in un torneo nel quale sia hanno buone sensazioni, e dove ho ottenuto ottimi risultati”, ha detto Grigor a TennisWorldUsa. Quindi, Grigor non parteciperà a nessun evento in programma la prossima settimana, per ricaricare le pile e iniziare la preparazione per Wimbledon, dove dovrebbe arrivare in settimana. Nel terzo Grande Slam della stagione la cambiale da difendere è molto alta (semifinale nel 2014, 720 punti), e dovrà dare il meglio di sè per uscirne fuori.

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