Jannik Sinner: un’analisi delle percentuali del fenomeno altoatesino

Jannik Sinner: un’analisi delle percentuali del fenomeno altoatesino

Se i risultati di Jannik Sinner stupiscono, le percentuali lasciano a bocca aperta. Dritto, rovescio, servizio e risposta: tutti i numeri vanno a favore di Jannik, che si prepara ad un 2020 di crescita.

di Andrea Lombardo

Negli ultimi mesi si è parlato a lungo dei risultati di Jannik Sinner, impressionanti sotto ogni punto di vista. Pochissimi giocatori riescono ad emergere in così poco tempo a soli 18 anni, ma ciò che sorprende maggiormente è la qualità del gioco dell’azzurro.
Chiunque abbia un occhio “esperto”, avrà capito immediatamente che il gioco e la mentalità di Sinner sono fuori dal comune, eppure non si tratta solo di sensazioni o impressioni.
La pagina Facebook “Jannik Sinner Fans” ha pubblicato un interessantissimo post con delle statistiche e analisi di dati inconfutabili, reperiti direttamente dall’ATP. È da questi dati che inizieremo il nostro approfondimento su Jannik.

L’ANNO DI SINNER – Torniamo indietro alla fine del 2018: Sinner era al numero 551, posizione che rimarrà pressoché invariata fino a fine febbraio 2019. L’esplosione definitiva avverrà proprio durante il torneo Challenger di Bergamo, che vedrà Sinner salire al numero 324. A questo primo trionfo si aggiungono due vittorie consecutive a livello ITF, a Trento e a Santa Margherita di Pula.
Dopo altre settimane di sperimentazione nei Challenger, Jannik ed il suo team hanno deciso di provare ad entrare direttamente nel mondo delle qualificazioni ATP, dove il livello solitamente è più alto. Nell’ATP 250 di Budapest viene eliminato al turno decisivo di qualificazioni ma viene ripescato come lucky loser e vince il suo primo match ATP contro Mate Valkusz.
Ormai ampiamente dentro la top 300, riceve una wild card per il main draw degli Internazionali BNL d’Italia. Viene sorteggiato contro Steve Johnson, vince il suo secondo match ATP in assoluto e viene poi eliminato da Stefanos Tsitsipas.
In estate vince il Challenger di Lexington e si porta intorno alla top 130; si qualifica agli US Open e nonostante la sfortuna nel sorteggio, strappa un set a Wawrinka prima di arrendersi. Una volta presa coscienza del proprio livello grazie ad uno scontro diretto contro uno dei big, Jannik riesce ad alzare ulteriormente l’asticella e raggiunge la sua prima semifinale a livello ATP ad Anversa, dove batte Majchrzak, Monfils, Tiafoe per poi cedere nuovamente a Wawrinka.
Arriviamo così agli ultimi due tornei dell’anno, dove Sinner ha espresso probabilmente il suo miglior tennis sotto ogni punto di vista. Vince le Next Gen ATP Finals e chiude l’anno con la vittoria al Challenger di Ortisei, senza perdere neanche un set.

I NUMERI DI SINNER – I risultati del diciottenne italiano sono chiari ed evidenti a tutti, ma quali sono i suoi punti di forza?
I dati ci dicono che nel match contro Johnson a Roma il dritto di Sinner viaggiava sui 124 km/h in media, mentre il rovescio a 117 km/h. Velocità molto più basse per l’americano, che ha raggiunto una velocità media di 121 km/h col dritto e addirittura 85 km/h con il rovescio, giocato quasi sempre in back.
Una circostanza molto simile si è ripetuta nel match contro Tiafoe a Milano: il dritto e il rovescio di Sinner viaggiavano rispettivamente ad una velocità media di 122 e 120 km/h, mentre i colpi di Tiafoe si fermano a 116 e 101 km/h.
Osservando questi numeri, un dato è visibile a occhio nudo: i colpi di Sinner viaggiano ad una velocità quasi identica, mentre per i suoi avversari spesso non è così. Questo gli permette di mettere in difficoltà gli altri giocatori e di guadagnare campo per poi chiudere con un vincente.
Il servizio è un’arma fondamentale nel gioco di Sinner e in alcuni momenti è decisiva. Contro Tiafoe alla Finals la velocità media è stata di 199 km/h con la prima e 159 km/h con la seconda. Anche De Minaur, uno dei migliori ribattitori del circuito, ha faticato a rispondere: 40% di servizi non ribattuti con la prima, 29% con la seconda.
Non solo velocità ma anche piazzamento: da sinistra cerca l’angolo esterno nel 42.9% di casi e la T nel 47.8 di casi, portando a casa il 76% di punti.
Da destra, invece, utilizza un servizio piatto nel 52,5% dei casi e lo slice esterno nel 40,8%) dei casi, ottenendo rispettivamente il 76% e l’80,6% dei punti.

Le percentuali di Sinner sono estremamente positive anche in risposta: vince il 31% di punti sulla prima degli avversari e il 49% sulla seconda.
Queste stats salgono ulteriormente sui servizi centrali non troppo potenti: vince il 56.9% dei punti giocati da destra e il 72.2% da sinistra. Molto bene anche sulle prime esterne, dove vince il 51.3% da destra e il 58.3% da sinistra.
Una curiosità che ha sottolineato Jannik Sinner Fans riguarda Novak Djokovic, che all’età di Sinner aveva statistiche quasi identiche: vinceva il 28% sulla prima e il 51% sulla seconda.

Da una valutazione complessiva di questi dati emerge che il gioco di Jannik Sinner è già molto completo sia nei colpi da fondo campo che nel servizio. La riposta è già ottima ma può fare un ulteriore salto di qualità, così come il gioco di volo, forse una delle poche lacune evidenti nel suo gioco. Non dimentichiamo, però, che Jannik ha da poco compiuto 18 anni ed è già in top 80. Nel 2020, come già accordato con il suo team, giocherà solo tornei ATP e tenterà di farsi spazio nei tornei più importanti. Probabilmente arriverà qualche sconfitta in più rispetto al 2019, ma l’obiettivo principale rimane quello di maturare tennisticamente per raggiungere traguardi importanti nei prossimi anni.
La carriera juniores di Jannik è stata molto ristretta, il suo team ha sempre preferito rischiare e avventurarsi nel mondo dei professionisti. Le scelte prese in questi anni hanno portato grandi risultati, dunque non ci resta che confidare in Piatti, Sinner e tutto il team che lo circonda.

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