John Isner: “Voglio provare a tornare alle Finals nei prossimi anni”

John Isner, negli anni passati, è sempre andato piuttosto vicino alla qualificazione alle ATP Finals ma solo in questa stagione, a 33 anni, finalmente ha preso parte alla manifestazione per la prima volta in carriera, complici i forfait di Nadal e Del Potro. Nonostante abbia concluso il torneo senza vittorie, esprimendo comunque un buon tennis, la stagione dello statunitense rimane alquanto positiva, in particolare grazie alle tante soddisfazioni che John si è potuto togliere, quali vincere il suo primo Masters 1000 in carriera, in quel di Miami, e raggiungere la sua prima semifinale in un Grande Slam, a Wimbledon.

“È stata la mia migliore stagione, ho raggiunto il mio best ranking, sarò tra i primi dieci del mondo per la prima volta in carriera e penso che a 33 anni per me sia notevole” dice Isner, che chiuderà l’anno come tennista americano con la classifica migliore per la sesta volta in sette anni. “Sono stato in Top 20 per nove anni di fila, ma finalmente sono riuscito a fare il grande passo; ne sono molto fiero. Tra i tanti buoni tornei che ho disputato quest’anno, ce ne sono stati tre in particolari davvero ottimi: Miami, dove ho vinto, Wimbledon, dove ho fatto semifinale, e gli Us Open, dove ho raggiunto i quarti di finale” commenta John, che avrà la possibilità di migliorare ulteriormente la sua classifica dato che, nel 2019, avrà solo 30 punti da difendere fino ad Indian Wells.

Isner

“Posso migliorare ancora, ho iniziato il 2018 con una pessima forma fisica” afferma lo statunitense. Anche sotto il punto di vista personale John ha avuto tante soddisfazioni quest’anno, soprattutto per via della nascita della sua prima figlia, Hunter Grace, che sua moglie Madison McKinley, con la quale è sposato dallo scorso dicembre, ha dato alla luce il 15 settembre. “Penso che sposarsi sia un grande traguardo, era il momento perfetto per tutto ciò ed è andato tutto liscio”. Isner, deluso per non aver centrato le semifinali alle Finals, ha comunque dimostrato di potersela giocare con i primi 7 giocatori del ranking. “Non è andata come previsto, ho giocato contro giocatori che sono stati sicuramente migliori di me in questa settimana ma ho cercato di dare tutto. Si poteva fare sicuramente meglio”.

L’esperienza londinese indubbiamente spingerà Isner a migliorarsi ancora in futuro, cercando un’altra qualificazione nel 2019 in modo da poter lasciare il segno “È stata sicuramente un’esperienza positiva. So di non essere giovanissimo, ma voglio provare a tornare qui l’anno prossimo o nei prossimi anni, mi aspetta tanto lavoro” conclude il 33enne Isner che, insieme al suo collega Kevin Anderson, più giovane di lui di un anno, saranno i due giocatori più anziani a terminare l’anno in Top 10 per la prima volta in carriera dopo Ken Rosewall (39 anni) e Rod Laver (35 anni).

Exit mobile version