Kyrgios sui fischi di Acapulco: “Non me ne frega niente”

Kyrgios sui fischi di Acapulco: “Non me ne frega niente”

L’australiano ritiene che il pubblico messicano sia stato irrispettoso nei suoi confronti per i fischi ricevuti dopo il suo ritiro. Una carriera fatta di grandi colpi e grandi stravaganze.

di Alessandro Zecchini

Quando si parla di Nic Kyrgios c’è solo una grande certezza: non ci si annoia mai! Ovunque vada l’australiano lascia il segno e il torneo di Acapulco in Messico non ha fatto eccezioni. Kyrgios è stato sonoramente fischiato all’uscita dal campo dopo il suo ritiro avvenuto nel match d’esordio contro il francese Ugo Humbert per via di un infortunio al polso. Il pubblico messicano non ha dimenticato gli screzi dello scorso anno quando Kyrgios polemizzò con esso praticamente in tutte le partite del torneo che per altro vinse.

Nella conferenza stampa post match Kyrgios è tornato a modo suo sulla reazione del pubblico di Acapulco e alla domanda sui fischi ha sentenziato con un sonoro “Non me ne frega un cazzo”. Davvero, non me ne frega niente-ha continuato Kyrgios -non sto bene, ho provato a giocare per dare un po ‘di tennis ai fan e quanto successo è molto irrispettoso. Pertanto, Non me ne frega veramente niente”. Poi sull’infortunio: “Ho avuto un infortunio al polso dopo gli Australian Open. La settimana scorsa non ho potuto competere a Delray Beach. Sono venuto qui e ho provato a giocare ma ho sentito dolore. È un peccato dopo tutti i bei ricordi dell’anno scorso. È difficile per me venire qui e ritirarmi”.

Kyrgios Acapulco 2019

Una carriera quella dell’australiano contraddistinta da grandi colpi (pochissime vittorie per le potenzialità possedute) e grandi stravaganze fin dal giorno del suo esordio, alcune simpatiche altre un molto meno che hanno pesantemente condizionato anche il suo rendimento in campo. Riviviamole alcune.

Il 2015 fu l’anno dello “questione Wawrinka“. Al Master di Montreal durante il match di secondo turno dove peraltro lo svizzero fu costretto al ritiro per un infortunio, Kyrgios provocò per tutto l’incontro l’avversario offendendo più volte la compagna dello svizzero Donna Vekic alludendo anche ad una presunta scappatela tra la tennista e il connazionale Kokinnakis. La sceneggiata costò a Kyrgios 10.000 dollari di multa. La cosa non turbò affatto Kyrgios e poche settimane dopo agli US Open durante un cambio campo contro Andy Murray si addormentò su una sedia.

L’anno successivo, nel 2016 durante il Master 1000 di Shangai Kyrgios fu punito per la sua pigrizia. Nel match contro Misha Zverev, Kyrgios sparava battute stile mitraglia senza preoccuparsi minimamente di dove finisse la pallina, arrivò anche a chiedere all’arbitro di quel giorno di chiamare il “tempo” prima in modo da concludere più velocemente il match. Kyrgios perse il primo set in poco più di quindici minuti regalando punti all’avversario per tutto il match, al termine di esso fu multato dall’Atp per 30.000 dollari e sospeso per otto settimane (squalifica poi ridotta). Kyrgios accettò di farsi seguire da uno psicologo.

Nick Kyrgios, of Australia, rests on his chair before the third set against Andy Murray, of Britain, during the first round of the U.S. Open tennis tournament in New York, Tuesday, Sept. 1, 2015. (AP Photo/Julio Cortez) ORG XMIT: NYJC122

L’anno successivo il Kyrgios che si presentò sul campo non fu molto diverso da quello pre-analisi. Agli Australian Open spaccò la racchetta dopo aver perso un punto contro Andreas Seppi, altra multa. Sempre nel 2017, ancora a Shangai (evidentemente il suo palcoscenico preferito) abbandonò il match dopo aver perso il tie-break del primo set nel match contro Steve Johnson. Punito con il penalty point sbroccò definitivamente e abbandonò la gara.

Altro anno fantastico per le sue stravaganze fu il 2018. Durante il torneo del Queen’s nel match contro Marin Cilic l’australiano agitò una bottiglietta d’acqua in modo “strano” simulando chiaramente una masturbazione. Altro giro, altra multa. Nell’estate del cemento nord americano a Cincinnati, Kyrgios scese invece in campo senza scarpe facendo slittare l’inizio del match. E sempre nel 2018, per non farsi mancare nulla vi fu anche il caso Lahyani agli Us Open. Fatto che costò all’arbitro due tornei di sospensione reo di aver aiutato Kyrgios durante una pausa con frasi incoraggianti.

Il top però è storia di neanche un anno fa. Agli ultimi Internazionali d’Italia dopo aver subito un break da Casper Ruud, prima butta via la racchetta (e qui siamo ancora nel campo delle cose “normali”), poi scaraventa una sedia in mezzo al campo prima di andarsene abbandonando definitivamente l’incontro.

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