Kyrgios:”Mi sono sentito imbattibile quando ho giocato contro Nadal e Djokovic”

Nick Kyrgios ha rivelato che quando trova un buon compromesso con l’atteggiamento mentale, si sente imbattibile contro chiunque sia il suo avversario. L’australiano ha recentemente fallito agli US Open dopo aver sofferto contro un avversario nettamente alla sua portata al primo turno, vale a dire John Millman, numero 185 al mondo.

Tutto questo a conferma del suo trend pessimo contro tennisti di bassa classifica e di “carro armato” contro i grandi nomi, avendo recentemente sconfitto il numero uno al mondo Rafa Nadal al 1000 di Cincinnati, ed inoltre sempre quest’anno due volte Djokovic ed aver giocato un super match contro Federer al Miami Open, una maratona di 3 ore e 10 minuti dove a spuntarla è stata lo svizzero.

nadal

Proprio l’attuale numero 20 al mondo è stato intervista da The Player’s Voice sulla sua motivazione quando è lui a vincere: “Amo vincere. Che sia scacchi, Call Of Duty o tennis, odio perdere e mi arrabbio – come avrete notato! – quando sento di non starmi esprimendo al massimo del mio potenziale. Quando sono nel giusto stato mentale, mi sento imbattibile. Quel periodo di quest’anno in cui ho battuto Novak Djokovic un paio di volte di seguito, ad Acapulco e Indian Wells? Yep. Imbattibile. Sentivo che molte persone pensavano che la prima vittoria su Novak ad Acapulco fosse un caso. Io sapevo che non era così ed ero molto motivato a dimostrarlo. Per volere del destino, ci giocai una settimana e mezzo dopo, a Indian Wells, e vinsi in due set.

Quando la motivazione è alta, sento di poter battere chiunque. Il risultato dipende solo da me. Fu la stessa cosa contro Nadal a Cincinnati. È facile prepararsi a un match del genere: avversario importante, campo Centrale, grande sfida. Adoro. È contro avversari classificati male e sui campi secondari, che non riesco concentrarmi e mi distraggo. Ovviamente la mia stagione Slam è stata terribile: intendevo davvero dire quello che ho detto dopo la sconfitta contro John Millman a New York. Forse è giusto che Sebastian Grosjean lavori con qualcuno più concentrato e che si dedichi più di me. Non lo so…”

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