La seconda giovinezza del ‘vecchio’ Bernard Tomic

La seconda giovinezza del ‘vecchio’ Bernard Tomic

di Gabriele Micottis

Per molti tratti, negli ultimi anni, Bernard Tomic ha dato l’impressione di voler trasformare la propria carriera in un museo dei rimpianti.
In patria l’australiano suscita sentimenti contrastanti. Da una parte c’è chi simpatizza per lui, in virtù del talento cristallino di cui è dotato. Dall’altra chi non lo digerisce, a causa della sua tendenza ad auto-sabotare il proprio potenziale, oltre che per l’invadente onnipresenza del padre, personaggio poco amato per via dei suoi metodi educativi ben poco ortodossi.

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“Bernie” fino ad ora aveva alternato lampi di classe tennistica ad altri in cui ha anteposto l’indolenza alla costanza agonistica. La domanda che in molti si sono posti, alla luce di questa duplice natura del tennista di origini balcaniche, è la seguente :” Cosa sarebbe necessario a Tomic per arrivare al vertice?”.

La risposta, a quanto pare, era più semplice di quanti in molti credessero. Ciò di cui necessitava Tomic era un pungolo, rappresentato in questo caso dai due connazionali in rampa di lancio, Nick Kyrgios e Tanasi Kokkinakis, capaci di oscurarlo a suon di risultati, tanto da indurre gli australiani a retrocederlo nella lista degli idoli locali.

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L’esplosione dei due ambiziosi adolescenti ha costretto Bernard a fare i conti con se stesso. Passato nel giro di pochi mesi dal ruolo di unica speranza del tennis del tennis australiano a quello ruota di scorta del terzetto, Tomic ha preso piena coscienza di tutto il tempo sprecato fino ad ora.

Alla luce di questa nuova consapevolezza è spiegabile l’inedita tigna agonistica dimostrata proprio contro Kokkinakis, nel corso del terzo turno ad Indian Wells. Tomic ha condito la propria prestazione vincente con una serie di incitamenti e pugnetti, lasciando intendere quanto ci tenesse a castigare il più giovane rivale. Non è sfuggito agli occhi degli addetti ai lavori il nuovo approccio psicologico dell’australiano.

Sta diventando mentalmente più sicuro e sul campo si sente sempre più a suo agio” queste le parole di Novak Djokovic in vista del quarto di finale in cui si sarebbero dovuti affrontare, saltato a causa della lancinante comparsa di un dente del giudizio, oltre che per un problema alla schiena.

Ha iniziato a credere ancora di più in se stesso. Forse i recenti risultati di Kyrgios e Kokkinakis lo hanno costretto a diventare più serio e concentrato, anche perché sul suo talento non ci sono mai stato dubbi”, così ha chiosato il numero 1 del mondo, a dimostrazione di quanto i progressi di Bernard siano stati evidenti. Ora il 22enne nativo di Stoccarda si basa molto meno sull’improvvisazione e l’estemporaneità dei colpi. Il suo tennis eccentrico in passato gli ha creato molteplici problemi.

Prima di questa redenzione tennistica Tomic si è reso protagonista di numerose escandescenze, dentro e fuori dal campo, anche se il punto più dolente del recente passato riguarda il controverso rapporto con il padre, burbero e violento burattinaio, principale artefice delle sue sfortune.

Basti ricordare l’incredibile episodio avvenuto nel corso del torneo di Miami nel 2012, quando fu lo stesso Bernard a chiedere al giudice di sedia di allontanare il genitore dalle tribune. Se possibile le cose sono peggiorate nel 2013, quando Tomic senior ruppe il naso a Thomas Drouet, sparring partner del figlio. A seguito di questo episodio Drouet dichiarò di aver visto John Tomic malmenare Bernard nel corso di un allenamento a Montecarlo. A seguito di queste reiterate intemperanze è stato bandito da tutti i tornei ATP  e ITF per un anno.

La carriera dell’attuale numero 1 australiano è stata costellata da vertiginosi saliscendi in classifica. Dopo l’expoit del 2011 a Wibledon, quando raggiunse i quarti di finale, oltre ad altri buoni piazzamenti nel corso dell’anno raggiunse la posizione n.27. Nel giro di pochi mesi è precipitato fino alla 127ima posizione, prima di prodursi nell’ennesima scalata e attestarsi all’attuale 29ima.
Durante una conferenza stampa ad Indian Wells Tomic ha dichiarato: “Sono più in forma che mai, anche se so che la strada da percorrere è molto lunga”. I più scettici però continuano a chiedersi: “Quanto potrà reggere prima di ricadere nel baratro?

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A tal riguardo la Coppa Davis può infondergli una motivazione supplementare nel proseguire sulla retta via. In Australia la competizione a squadre è particolarmente sentita, ragione per cui si pretende il massimo dell’impegno da parte degli attuali tre alfieri del movimento tennistico Aussie.

“Ovviamente tutti è tre abbiamo un futuro promettente”, ha dichiarato Kokkinakis ad Indian Wells. “Abbiamo un’ottima squadra in grado di competere ad alti livelli, siamo un buon gruppo, ognuno diverso dall’altro”.
Diversità, questa forse è la parola chiave. Tomic ha alle spalle un passato da egocentrico lupo solitario; sarà interessante verificare come saranno gestite queste differenze, soprattutto se i suoi più giovani compagni di squadra riusciranno a sfruttare i prossimi due o tre anni meglio di come lui abbia fatto fruttare gli ultimi quattro.

Ora le dichiarazioni di Tomic sono votate al buon senso e alla costruttività: “Si lavora duramente per essere dei giocatori di tennis di alto livello e per raggiungere i traguardi più prestigiosi, negli ultimi mesi ho capito che nei prossimi sei-sette anni devo dare il meglio di me stesso per ottenere il massimo. Mi sento molto bene in campo, so di poter competere con i più forti, l’ho sempre saputo, prima però venivo tradito dalla concentrazione“.

Qualora Bernard dovesse ricadere negli antichi vizi siamo certi che ora abbia almeno un paio di ragioni per non sprecare tutto, dedicandosi alla sfrenata frequentazione di locali notturni. Siamo certi che queste due ragioni Tomic le conosca bene.

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