LA SELVA OSCURA DEL CIRCUITO ATP: 30 anni e non sentirli

Tennis.Veterano, promessa, veterano, veterano, promessa. Come nel film d’animazione con protagonista la famosissima famiglia “gialla” di Evergreen Terrace a Springfield, dove l’esercito suddivideva i propri soldati in “tosto, pappamoscia, tosto, tosto, pappamoscia”, anche nella classifica del nostro sport preferito possiamo ritrovare una disposizione estremamente variegata dei soggetti presenti, con i veterani che si lottano i primi posti della classifica insidiati, a distanza o magari più da vicino, da qualche newcomer dell’ultima ora.

Facciamo per ridere, però resta il fatto che certi interpreti, altrettanto validi rispetto ai più talentuosi Top (se non di tecnica almeno di tenacia e chilometri percorsi in campo), vadano spesso a perdersi nei meandri del ranking mondiali venendo magari anche presi di mira se si mettono tra il veterano o la promessa ed il titolo finale di un qualsivoglia torneo.

Tanti vanno avanti per anni e anni, altri si devono reinterpretare ripartendo da Challenger o tornei di casa, mentre altri ancora passano dalle stelle alle stalle senza che i più riescano neanche ad accorgersene. Abbiamo parlato spesso della vita di un tennista di media levatura ma, visto che in questi giorni se ne sentono davvero troppe sui vari aspiranti GOAT (Greatest Of All Time) o sulle speranze riposte in ragazzi promettenti ma con ancora un fisico ed una testa tutti da plasmare, tornare a parlare del presente a livelli borderline non può fare altro che bene, anche solo all’autostima dei diretti interessati.

Il menù prevede una vecchia, sana Top10 di evergreen che, anche se sul viale del tramonto, riescono sempre e comunque a guadagnarsi la pagnotta esprimendo un ottimo tennis ed un grande spirito di sacrificio e di duro lavoro.

Victor Hanescu 33 anni N.129 ATP

TENNIS-ATP-SUI

Victor, rumeno, è il classico gigante di 198cm che spara fin dal servizio cercando di imporre il proprio gioco. In carriera ha toccato addirittura la Top30 (N.26 il suo best ranking) nel Luglio di 5 anni fa anche se ha vissuto principalmente di vittorie Challenger come molti della sua “razza”. La sua unica vittoria ATP ha avuto luogo a Gstaad nel 2008 ma, nonostante questo, va detto che è riuscito a raggiungere una finale nel circuito maggiore dal 2008 al 2013, fatto salvo per il 2011. Mica male, no!?

Benjamin Becker 33 anni N.66 ATP

Il teutonico Benji Becker, da non confondere con il solamente omonimo Boris, è diventato professionista a 23 anni, esattamente 10 anni or sono. Nel 2006 è stato eletto “Newcomer of the Year” e, come il collega rumeno, è stato capace di portarsi a casa un solo ma importante titolo ATP al torneo di s’Hertogenbosch 2009 dopo aver battuto Raemon Sluiter in finale. Ancora oggi non ha problemi a scontrarsi con tabelloni difficili o giovani fisicamente più prestanti, anche se la veloce superficie erbosa resta la sua preferita. Nel 2006 ha sconfitto Andre Agassi al quarto turno degli U.S.Open e quella è stata probabilmente la sua impresa più memorabile, anche se non va considerata da meno una carriera da presenza fissa.

Victor Estrella Burgos 34anni(il 2 Agosto) N.82 ATP

Un altro Victor nella nostra speciale chart degli “onesti mestieranti” del tennis. Il dominicano è un’icona: una vita spesa tra i Futures sudamericani e, proprio negli anni in cui il calo fisico dovrebbe arrivare da un momento all’altro, ecco che arrivano i primi trionfi Challenger a Medellin, Quito, Bogotà e Salinas, tutti negli ultimi tre anni. Ottima carriera anche da doppista nella quale ha vinto lo stesso numero di Challenger che in singolare oltre ad altri Futures. Non è passata neanche una settimana da quando ha battuto Richard Gasquet (mica Foffolo) nei quarti del 250 di Bogotà, perdendo in semi dopo 3 tiebreak tiratissimi contro il trionfatore finale Tomic. A volte le cose non vanno come dovrebbero andare per rendere giusto merito a tali imprese, ma effettivamente chi può dire cosa è giusto o cosa è sbagliato?

Paul Henri Mathieu 32 anni N.84 ATP

“Paulo” (letto “Polo” alla francese, “o” rigorosamente chiusa) è uno di quei classici giocatori che di talento ne aveva, checché se ne voglia dire, ma è stato penalizzato da tanti infortuni che ne hanno minato l’integrità fisica durante l’arco di tutta la sua carriera. Nel 2008 è riuscito ad issarsi, dopo una serie di risultati davvero ottimi, addirittura al N.12 della classifica mondiale e, sebbene sia stato spesso oggetto di critiche da parte della carta stampata specializzata, anche un po’ per il suo carattere spigoloso in certe circostanze, PHM ha saputo lasciare il segno negli anni, giocando la finale di Davis Cup nel 2002 contro la Russia e perdendo l’incontro decisivo contro Mikhail Youzhny in 5 set, incontro che poi ha dato la vittoria alla formazione russa. Il francese è stato tuttavia capace di sconfiggere Pete Sampras (l’ultimo in assoluto a batterlo) a Long Island nel 2002. Ha dato del filo da torcere ai grandi del passato e del presente, tra cui ricordiamo la storica battaglia con Nadal a Parigi nel 2006 dove il maiorchino ebbe la meglio in 4 ore e 53 minuti per soli 4 set di gioco.

Lukasz Kubot 32 anni N.139 ATP

E’ passato appena un anno dallo storico quarto di finale tutto polacco a Wimbledon 2013, con il suo avversario Jerzy Janowicz uscito vincitore. Lukasz, 190cm all’attivo, è uno dei grandi e ultimi interpreti del “serve and volley” vecchio stile che l’ha portato 12 mesi fa al suo miglior risultato in carriera. In singolare ha vinto solamente, si fa per dire, sue tornei Challenger in carriera ed il suo best ranking è stato il N.41, mentre nel doppio ha avuto grandi soddisfazioni vincendo vari tornei con altrettanti partner e culminando il tutto con il recente successo, di questo anno solare, agli Australian Open in coppia con lo svedese Lindstedt.

Di certo possiamo dire che con il suo gioco ha sicuramente messo un po’ di pepe, e di spettacolo, in ogni suo incontro.

Nicolas Mahut 32 anni N.88 ATP

Non aveva mai vinto nessun torneo in carriera e ormai le primavere erano 31 ma, inaspettatamente, ecco che nello scorso 2013 sono arrivati gli splendidi successi a s’Hertogenbosch e Newport sulla sua amata erba verde. Amata, se vogliamo escludere quell’Isner-Mahut a Wimbledon che, ormai, insegnano anche ai bambini a scuola. La foto: Mohamed Layhani (giudice di sedia) sorridente così come John Isner, il vincitore della maratona; accanto a loro il buon Nico Mahut, con lo sguardo di chi vorrebbe uccidere qualcuno, oppure tutti quanti se necessario.

Servizio stordente e pregevole gioco di volo che, oltre alla “mise” femminile sfoderata nel corso di un’esibizione alla Hopman Cup nel 2011, lo rendono una grandissima presenza nel circuito.

Jurgen Melzer 33 anni N.63 ATP

Il playboy del circuito: Myskina, Cibulkova e la moglie Benesova, solo per dirne alcune. Jurgen, donne a parte, si è sempre dimostrato un osso duro per qualunque avversario e, con un best ranking al N.8 datato 2011, si è saputo togliere molte soddisfazioni vincendo ben 5 titoli, tra cui due volte il trofeo a Vienna, oltre a numerosi tornei nel doppio, tra cui Wimbledon 2010 e gli U.S.Open 2011. Può vantarsi di essere riuscito a sconfiggere Rafael Nadal, che era N.1, ai quarti del torneo di Shanghai 2010 che poi avrebbe vinto pochi giorni dopo.

Insomma, Jurgen spinge ancora con i suoi colpi migliori anche a 33 anni suonati e per chi se lo vede scritto accanto in un tabellone di un torneo qualsiasi… Buona fortuna!

Jarkko Nieminen 33 anni (OGGI! Auguri Jarkko!) N.54 ATP

Il finnico dagli occhi di ghiaccio spegne le candeline sul nostro podio! Primo ed unico finlandese a vincere un torneo ATP, in carriera ne ha vinti due in totale, Auckland nel 2006 e Sydney nel 2012, oltre alle 3 vittorie in doppio. I suoi migliori risultati in un Major sono i quarti di finale agli Australian Open 2008, a Wimbledon 2006 (che gli hanno regalato il best ranking al N.13) ed agli U.S.Open 2008.

Tifare contro Nieminen rimane quasi una “Mission Impossible” e, nonostante questo, non ci ha mai pensato, neppure per un secondo a cedere anche un solo punto: lottatore vero dall’inizio alla fine.

Purtroppo, o per fortuna, i tipi come Jarkko sono quelli che “fanno selezione” nelle rampe finali che danno l’accesso ad un newcomer al circuito ATP dalla porta principale. Cerca di battere lui e forse qualche speranza potresti pure averla.

Radek Stepanek 35 anni N.34 ATP

“Steps”, questo il suo nickname, oltre ai suoi ottimi risultati sul campo, si è fatto notare anche per le numerose relazioni amorose con delle colleghe: a partire da Martina Hingis passando per la Vaidisova (con cui è stato sposato) fino ai suoi flirt con le connazionali Safarova e Kvitova. Cronaca rosa a parte, Stepanek può vantare un best ranking da N.8 al mondo e 5 titoli ATP tra cui i due Masters di Washington D.C. e Los Angeles. Il suo “serve and volley” è un piacere per gli occhi e, senza badare solo all’estetica, il suo pregevole tocco a rete gli ha permesso di conquistare ben 15 titoli nel doppio, tra cui gli U.S.Open e gli Australian Open in coppia con l’esperto indiano Leander Paes. Il suo attaccamento ai colori nazionali della Repubblica Ceca lo ha portato alla conquista della Davis Cup per due anni consecutivi, nel 2012 e nel 2013, dopo la sconfitta in finale contro la Spagna del 2009.

Grande interprete di questo sport, Radek ha raccolto moltissimo in carriera ed ancora oggi, nonostante l’età avanzata, si staglia al N.34 del mondo riuscendo spesso e volentieri a mettere in scacco molti giocatori di ranking più alto rispetto al suo.

Ivo Karlovic 35 anni N.31 ATP

Ivo Karlovic, di professione cannoniere, ha dalla sua parte un servizio micidiale, che esplode dai suoi 208 centimetri d’altezza, oltre ad una buona dose di simpatia. Già, perché le sue interviste sono uno spasso vero e proprio. Ivo è ad oggi il tennista più alto nella storia ad aver raggiunto la Top100 nel circuito maschile e, grazie alla sua altezza ed alla già citata abilità al servizio, è stato detentore del record di servizio più veloce nella storia (251km/h) prima che l’australiano Samuel Groth servisse alla spaventosa velocità di 264km/h.

Ha vinto almeno un titolo su tutte e tre le superfici (Houston 2007 su terra, Stoccolma 2007 su cemento e Nottingham 2007 e 2008 su erba) e nonostante la sua assenza dal gradino più alto di un podio ATP durata ben 5 anni, nel 2013 a 34 anni si è imposto nel 250 di Bogotà, sfiorando la vittoria finale anche nel 2014 (vittoria a Tomic grazie al tie-break del terzo set).

La serenità con cui Karlovic gestisce ogni singola vittoria o sconfitta è quasi poetica e, anche per questo motivo, è uno dei giocatori più simpatici e ben visti del circuito. Alla sua età è sempre capace di grandi cose, come giocatore e come uomo: il suo successo più grande è stato quello di tornare a giocare a livelli altissimi dopo essere stato ricoverato per una meningite virale nel 2013 vincendo, dopo uno stop di tre mesi, il torneo di Bogotà come detto.

Ivo è e resterà un’istituzione per questo sport. Chapeau.

    

Exit mobile version