Le pagelle delle ATP Finals

[tps_title]8) John Isner [/tps_title]

John Isner reacts after defeating Alexander Zverev, of Russia, in the final at the Miami Open tennis tournament, Sunday, April 1, 2018, in Key Biscayne, Fla. Isner won, 6-7 (4), 6-4, 6-4. (AP Photo/Lynne Sladky)

Settimana a dir poco deludente per John Isner. L’americano, qualificatosi in extremis grazie al ritiro di Rafael Nadal, ha concluso il suo torneo con tre sconfitte e appena un set vinto. Nel corso dei match non ha mai dato l’impressione di poter incidere in alcun modo, neanche con la battuta. Tanti gli ace come al solito, ma il rendimento con la prima e con la seconda è stato insufficiente contro avversari del calibro di Djokovic, Zverev e Cilic.
In un torneo già così complesso, Long John è stato fortemente colpito dalla morte del suo ex coach, che inevitabilmente ha distolto la sua attenzione dal tennis.

VOTO: 5

[tps_title]7) Marin Cilic [/tps_title]

Tante, troppe le occasioni perse da Marin Cilic nel corso del torneo. A partire dal primo set giocato contro Alexander Zverev, il croato non ha consolidato un vantaggio di 5-2, perdendo poi il match in due parziali. Se avesse sfruttato le sue possibilità al meglio, oggi probabilmente il tedesco non festeggerebbe la vittoria delle Finals, ma il cosiddetto “braccino” gioca un ruolo fondamentale nel tennis. Dalla vittoria del Queen’s, che sembrava potergli spalancare le porte come principale favorito a WImbledon, la stagione di Cilic è stata piuttosto deludente: gli unici risultati degni di nota sono la semifinale a Cincinnati e i quarti di finale agli US Open.

VOTO: 5.5

[tps_title]6) Dominic Thiem [/tps_title]

Anche per Dominic Thiem, il torneo non è andato come avrebbe desiderato. Una sola vittoria su Kei Nishikori a fronte di due sconfitte arrivate per mano di Roger Federer e Kevin Anderson. Che lo svizzero e il sudafricano siano superiori a Thiem, almeno su cemento indoor, è palese, ma visti i progressi degli ultimi mesi su questa superficie ci saremmo aspettati più lotta. Inoltre, l’austriaco spesso arriva esausto a fine stagione a causa di una programmazione troppo intensa durante l’anno, ricca di tornei minori

VOTO: 6

[tps_title]5) Kei Nishikori [/tps_title]

Il torneo di Nishikori potrebbe essere diviso in due: un inizio brillante con la vittoria su Roger Federer, che sembrava già poterlo proiettare in semifinale. Tuttavia, il nipponico non è riuscito a dare seguito al primo match. Dopo due giorni, Nishikori è apparso irriconoscibile nel match con Kevin Anderson, contro cui ha racimolato appena un gioco. Stessa sorte ha avuto contro Dominic Thiem, che aveva battuto poche settimane fa a Vienna. Un visibile calo di concentrazione ha rovinato il torneo di Nishikori, che avrebbe potuto tranquillamente raggiungere le semifinali con delle prestazioni migliori. Il suo anno resta comunque da incorniciare, avendo iniziato l’anno con un brutto infortunio e con una vittoria in un torneo Challenger.

VOTO: 7

[tps_title]4) Kevin Anderson [/tps_title]

Da quarta testa di serie, Kevin Anderson ha rispettato i pronostici arrivando fino alle semifinali con delle performance molto convincenti. Due vittorie e una sconfitta per il sudafricano, che ha perso contro Federer e ha lasciato le briciole ad uno scarico Nishikori. In questa settimana ha mostrato ancora una volta di non essere solamente un “bombardiere” al servizio. Il suo gioco è piuttosto completo anche da fondo campo ed è in grado di mettere in difficoltà i top player. Le sue aspettative per il prossimo anno sono molto alte: punta alla top 3 e alla vittoria di uno slam. Ci sarà da lavorare, soprattutto sull’aspetto mentale, ma Anderson ci ha già sorpreso varie volte e potrà ancora farlo in futuro.

VOTO: 7.5

[tps_title]3) Roger Federer [/tps_title]

Le Finals di Roger erano iniziate nel peggiore dei modi, con una brutta sconfitta contro Kei Nishikori in un match giocato davvero male. Le aspettative erano ormai basse, ma lo svizzero è riuscito a riprendersi velocemente dal punto di vista mentale e nei match successivi è riuscito ad esprimere un tennis di alta qualità, che gli ha permesso di battere in due set sia Anderson che Thiem. Se inizialmente poteva sembrare allarmante, la sconfitta contro Sascha Zverev in realtà si è rivelata meno grave del previsto. Il Federer dello scorso anno o di inizio 2018 probabilmente avrebbe disputato un torneo nel complesso migliore, ma bisogna tenere conto di vari fattori, primo tra tutti l’età. A 37 anni, Roger è ancora altamente competitivo e non si può chiedere più di quanto già non faccia.

VOTO: 8- 

[tps_title]2) Novak Djokovic [/tps_title]

Djkovic, Bercy Final 2018

Nella seconda metà di stagione quasi perfetta di Novak Djokovic, mancava solo la ciliegina sulla torta, ovvero la vittoria alle ATP Finals. Sin dall’inizio del torneo il serbo era il principale favorito: match dopo match Nole sembrava quasi imbattibile, tant’è che è arrivato alle semifinali con un parziale di 6 set vinti e 0 persi. La finale è stata un rematch contro Zverev, che aveva agilmente battuto nel corso delle partite del girone. I match del girone, però, contano davvero poco quando si ripetono nuovamente in finale, e così è stato anche in questo caso. Una prestazione sontuosa di Zverev ha messo k.o. Djokovic, che ha perso una buona occasione per allungare il suo divario in classifica da Rafael Nadal. Rimane comunque un ottimo torneo per Novak, che rimane una spanna superiore a tutti gli altri (almeno per adesso) ma che, a differenza del passato, ogni tanto ha dei match negativi.

VOTO: 9

[tps_title]1) Alexander Zverev [/tps_title]

Sascha Zverevtorna negli spogliatoi del Foro Italico a causa della pioggia durante la finale di quest’anno contro Nadal

A soli 21 anni, Alexander Zverev entra sempre di più nella cerchia di grandi campioni del tennis. Tre ATP Masters 1000 e un Masters di fine anno, risultato che nessuno della sua generazione, compresi i più maturi come Dimitrov, è riuscito a raggiungere. Aggressività, profondità e tanta voglia di lottare senza mai rinunciare: in appena due mesi il lavoro con il nuovo coach Ivan Lendl sembrano produrre i primi frutti. Sascha aveva già tentato di lavorare con un ex giocatore come Ferrero, ma lo spagnolo chiedeva un rigore e una puntualità che il tedesco non era risposto a dare. Lendl, invece, ha capito quelli che sono i limiti caratteriali di Zverev e li ha accettati, cercando di trovare un punto in comune. Allenatore e allievo sembrano avere un buon rapporto e questo potrebbe essere proprio la svolta nella giovane carriera di Alexander. Così com’è stato per Andy Murray, il prossimo obiettivo è lo slam. Il tennis c’è, rimane solo da sfruttare le proprie potenzialità anche nei match 3 su 5 per due settimane consecutive.

VOTO: 10

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