Mouratoglou: “Djokovic non ha giocato la finale con la mentalità giusta. Al 100% è il migliore”

(AP Photo/Seth Wenig)

La finale del Roland Garros 2020 è stata deludente. Al di la del tifo e delle simpatie per quello o per l’altro tennista tutti gli appassionati si aspettavano sicuramente qualcosa di diverso. Battaglia epica colpo su colpo, partita interminabile risoltasi magari al quinto set, suspense…la finale 2020 dell’Open di Francia non è stata nulla di tutto questo, ma è stata piuttosto l’incoronazione definitiva di Rafael Nadal che per la tredicesima volta si è issato sul trono parigino.
La finale in se si è conclusa in un batter d’occhio, dominata dal primo all’ultimo punto dallo spagnolo e di emozioni ne ha regalate veramente poche per non dire niente soprattutto nei primi due set (6-0, 6-2, 7-5 il risultato finale).
La “colpa” di tutto questo se di colpa si può parlare è stata tutta di Novak Djokovic. Sulla prestazione di Nadal vi erano infatti pochi dubbi (due sole sconfitte in carriera a Parigi vorranno pur dire qualcosa), dal serbo invece ci si aspettava sicuramente qualcosa in più anche alla luce di questo dominante 2020.


La lezione subita sul centrale coperto di Parigi è stata spiegata in parte da Patrick Mouratoglou che nel corso del podcast “Tennis Majors” si è così espresso: “Nadal ha fatto il suo gioco, fa sempre il suo gioco e se c’è bisogno alza il livello. Proprio quello che non è riuscito a Novak Djokovic, quando ha provato ad uscirne con le palle corte ci siamo resi conto che qualcosa non andava. Quando giocano Nadal e Djokovic non ti aspetti certo che i primi due set finiscano con il risultato di 6-0,6-2”.
Analizzando più attentamente il match Mouratoglou ha parlato di un Novak Djokovic con problemi più mentali che fisici: “Novak ha giocato e vinto tante finali del Grande Slam ma era un Novak Djokovic molto diverso. Ricordo la finale dell’Australian Open 2019 e ricordo quando pensai ‘Wow, Djokovic sta distruggendo Nadal’. Aveva tutto un altro atteggiamento, si vedeva che giocava in fiducia. Era entrato in campo per distruggere tutti, quando è a quel livello per me è il migliore. In questa finale non è stato il Djokovic che tutti conosciamo, non è entrato con la mentalità giusta”.

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