Non è detto che Cecchinato sprofonderà in classifica nel 2019

Non è detto che Cecchinato sprofonderà in classifica nel 2019

Il siciliano ha diverse occasioni di mantenere l’ottima posizione che si ritrova ora nel ranking anche l’anno prossimo.

di Jacopo Crivellari, @JacoCrivellari

Sta per volgere al termine la più entusiasmante stagione di Marco Cecchinato. Il siciliano, che fino ad aprile gravitava senza grande successo nel circuito Challenger, ha raccolto nel 2018 tantissimi punti. La svolta è per lui giunta a partire dal torneo di Budapest, vinto da lucky loser, ed è poi continuata col botto con Parigi, in un Roland Garros storico in cui ha raggiunto la semifinale (battendo, tra gli altri, Novak Djokovic).

Tra l’Ungheria e la capitale francese, il Ceck si è guadagnato in poco più di un mese la bellezza di 1200 punti “netti”, nel senso che sono andati a sommarsi a quelli che già deteneva senza perderne (senza contare i pochissimi racimolati nei Challenger, visto che nel 2017 non aveva disputato neanche un turno di quei tornei). Marco a luglio ha poi vinto ad Umago (altri 250 punti), per poi far registrare cinque sconfitte di fila sul cemento e gli ottavi al recente Masters 1000 di Shanghai.

Mentre scrivo il tennista azzurro è al ventunesimo posto del ranking Atp. Visto e considerato che riconfermare la semifinale al Roland Garros è molto difficile (se non quasi impossibile), come potrebbe fare Cecchinato per confermare la sua posizione anche alla fine del 2019? Potrebbe farlo. Infatti, Marco sicuramente giocherà da gennaio nel circuito Atp, sul quale quest’anno è approdato stabilmente solo da aprile. E allora potrebbe guadagnare parecchi punti nei primi tornei dell’anno, in particolare in quelli che deciderà di giocare tra Brisbane, Doha e Pune nella prima settimana di Tour, e tra Sidney e Auckland nella seconda, per poi trasferirsi a Melbourne e disputare, ovviamente, gli Australian Open. Il Ceck dovrà essere bravo a costruirsi un buon bottino quindi nelle prime settimane dell’anno, per poi potersi permettere di perdere alcuni punti a Parigi ed, eventualmente, a Budapest. Visto e considerato che l’assistito di Simone Vagnozzi a marzo ha giocato praticamente solo Challenger, altra grande occasione sarebbe quella di giocare dei buoni tornei a Miami e a Indian Wells, che danno 1000 punti al vincitore e che, se arrivasse almeno agli ottavi, gli assicurerebbero di salire ancora in classifica prima di riaccendere verosimilmente in occasione del Roland Garros.

La difficoltà vera inizierà ad esistere a partire dal 2020, anno in cui Cecchinato dovrà pensare di più a “difendere” che a guadagnare punti. Ma ci sarà tempo e modo di pensarci.

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