Nuove regole in via sperimentale agli Us Open 2017

Soluzioni innovative nel campo della regolamentazione di gioco fermo verranno testate in questa edizione dello Us Open: andiamo ad approfondirle.

di Riccardo Artuso, @i2icky98

SOLUZIONI, PER ORA, SPERIMENTALI – Con l’inizio di questo Us Open potremmo, forse, assistere alla posa della prima pietra di un tennis rinnovato, con una concezione e una facciata più “moderna”, rapida e tecnologica. Stacey Allaster, l’ex amministratore delegato della WTA e ora a capo dell’USTA, è la pioniera di questo cambiamento: “Lo sport deve cambiare, a fine anno tireremo le somme e vedremo come procedere nel 2018. Il nostro target è consegnare il nostro prodotto ai fans e migliorare il flusso della competizione.” Nel prendere questa decisione la direttrice della federazione americana è, sicuramente, dovuta venire a patti con le richieste delle emittenti televisive, in primo luogo ESPN, che hanno manifestato la necessità di sapere in anticipo un preciso orario di inizio delle partite (“In altri sport sappiamo esattamente quando inizia una partita. ESPN ci ha chiesto di essere precisi su quando si tirerà la prima palla di un match.”).

TIME! – Si comincia, dunque, dall’orologio: sperimentalmente, nei tabelloni di qualificazione e nei tornei junior, di tennis in carrozzina e delle leggende (ancora niente, perciò, nei tabelloni principali maschile e femminile), sarà presente all’interno del campo uno shot-clock, simile a quello già utilizzato nel basket, avviato dall’arbitro e incaricato di tenere diversi conti alla rovescia nei momenti chiave per la gestione temporale del match. A partire dall’ingresso in campo, l’orologio conteggerà un tempo di 8 minuti: 2 per l’ingresso e il sorteggio, 5 minuti per il palleggio di riscaldamento (e non di più, mentre oggi il tempo teoricamente permesso viene, in pratica, raramente rispettato), 1 fra il riscaldamento e il primo punto del match. Saranno regolamentati anche il tempo concesso per cambiarsi i vestiti, che varierà fra i 5 e i 7/8 minuti a seconda del tempo richiesto per raggiungere gli spogliatoi, e quello per l’MTO, il medical time-out; esso viene, infatti, spesso sfruttato dai giocatori per spezzare il ritmo degli avversari, siccome nella durata teorica di 3 minuti, finora non era compreso il tempo – solitamente lungo – necessario alla diagnosi. Infine, controversa è l’estensione del tempo accordato tra un punto e l’altro da 20 a 25 secondi anche nei tornei del Grande Slam; la decisione di prendere provvedimenti per farlo rispettare sarà affidata all’arbitro, che vedrà aumentare le sue responsabilità, per esempio a seconda che il punto da giocare ne segua uno molto combattuto o che il pubblico disturbi i giocatori.
Tali sperimentazioni si rivedranno anche alle Next Gen ATP Finals di Milano, e, se ottenessero risultati positivi, potrebbero davvero costituire un elemento di velocizzazione del nostro sport.

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INTERVENTI DELL’ALLENATORE – Seconda novità è l’ufficializzazione del coaching. “Il coaching? Sappiamo che fa parte del gioco e proveremo a regolamentarlo.” dice a riguardo la Allaster, e infatti gli allenatori, pur non potendo scendere in campo e solo nei tornei junior e WTA, avranno il permesso di parlare al loro giocatore in ogni momento di gioco fermo, o di esprimersi a segnali dall’altra parte del campo.
Sappiamo bene tutti, e lo sa anche la USTA, che in un modo o nell’altro l’intervento del coach già si verificava, ma questa apertura indica di certo una tendenza all’evoluzione del tennis del presente, che cerca di staccarsi lentamente dalle regole ormai secolari che lo hanno sempre caratterizzato per costruirsi un’immagine al passo con i tempi.

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  1. Claudio Bianchi - 3 anni fa

    Bella cagata! Basterebbe gia’ far rispettare le regole vigenti.

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  2. Luca Migliori - 3 anni fa

    Il tempo sul servizio prima o poi andrà regolamentato.

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  3. Sandro Pontigia - 3 anni fa

    Speriamo non prevalgano le manie di protagonismo e diritti TV

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