Rafael Nadal e il dubbio Wimbledon 2018: è giusto partecipare?

Roi Rafa XI: l’undicesima incoronazione francese al Roland Garros è già passato. Il vero enigma, il dubbio amletico che perseguita Rafael Nadal ha a che fare con il presente e l’imminente futuro: è giusto partecipare a Wimbledon? L’erba non è la superficie prediletta del maiorchino, nonostante sia riuscito a vincere ben 2 volte, nel 2008 nel match più bello di sempre contro Roger Federer finito al 5° al crepuscolo, e nel 2010 nell’unica finale Major di Thomas Berdych. L’anno scorso è uscito ai sedicesimi di finale nel match della vita di Gilles Muller, che la spuntò al 5°: un vero e proprio rammarico per il classe ’86 considerando lo stato di forma. Difatti, la sua eliminazione poi, ha spianato la strada ad un incontrastabile Roger Federer che non perderà nemmeno un set fino all’atto conclusivo contro Marin Cilic.
Generalmente The King of Clay ha sempre giocato al Queen’s come torneo di preparazione, dove ha vinto soltanto nel 2008, ma dal 2011 in poi, compreso quest’anno, per infortuni o altre scelte, ha deciso di non parteciparvi. Per il 2018 la decisione è stata estesa anche ad Halle e Stoccarda, dove ha giocato negli ultimi anni, dunque, ora la scelta definitiva: conviene giocare nel tempio dei campioni? Diamo un’occhiata ai risultati delle ultime annate su erba, ma anche i pro e i contro che potrebbero condizionare la decisione finale del 17 volte campione Slam.

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PRECEDENTI- Rafael Nadal ha giocato in totale 79 match sulla superficie più veloce, cioè l’erba, con un bilancio di 61 vittorie e 18 sconfitte. Quando era più giovane e il suo tennis era basato su tanta corsa e sacrificio, quindi pari anche ad un recupero più rapido delle forze, l’unico problema sull’erba era solo la presenza di Roger Federer. Infatti, dopo il primo anno di esperienza nel 2003, lo stesso del primo trionfo elvetico, quando giunse al terzo turno, saltò il 2004, per poi essere eliminato l’anno successivo, quello del primo sigillo francese, proprio dal lussemburghese Muller: da quel momento, Rafa non ha più avuto problemi su questa superficie, fino agli acciacchi e l’orientarsi verso la partecipazione e dare il 100% nei tornei su terra rossa. Lo spagnolo a Wimbledon ha collezionato 5 finali, di cui 3 di fila, perdendo la prima nel 2o06 da The King, dopo i quarti al Queen’s, raggiunti anche nel 2007, e il primo turno ad Halle del 2005. Poi la sconfitta a fil di cotone del 2007 e il 5° successo di fila di Federer per raggiungere Bjorn Borg: ma nel 2008, ecco la svolta, nell’anno migliore con la vittoria anche della medaglia d’oro olimpica a Pechino. Il successo al Queen’s, l’unico, seguito da altri due quarti di finale, fece da apripista a quello dei Championships, vinto contro l’eterno amico-rivale per 6-4 6-4 6-7(5) 6-7(8) 9-7 in un match al cardiopalma. Nel 2009 non poté presentarsi da detentore del titolo, che fece suo nel 2010 per poi riperdere nel 2011 con il primo dominio di Novak Djokovic. Da quel momento, Nadal non è riuscito più a raggiungere la seconda settimana a Wimbledon: sconfitta al secondo turno nel 2012, al primo nel 2013 e di nuovo il secondo del 2015. Ha saltato l’edizione 2016, giungendo ai sedicesimi soltanto nel 2014 e nel 2017, disputando Halle, uscendo sempre ai primi turni, e Stoccarda, vincendo nella prima edizione del 2015: in totale fanno appena 4 tornei su 22 tornei a cui ha partecipato, pochini rispetto agli standard iberici, soprattutto se consideriamo le sconfitte contro gli sconosciuti di turno come Lukas Rosol o Steve Darcis.

PRO- I risultati non sono proprio confortanti se confrontati alle percentuali di vittorie della carriera dell’iberico, ma la su assenza da Wimbledon potrebbe essere ingiustificata, considerando la sua meravigliosa attitudine nei match al 5° set. Poi, la concorrenza non è spietata, data le condizioni non eccelse dei vari Kei Nishikori, Marin Cilic e Novak Djokovic. Gli stessi Juan Martin Del Potro, tornato #4 al mondo, e Dominic Thiem semifinalisti al Roland Garros non hanno le giuste caratteristiche per far bene sull’erba londinese, ammesso che partecipino data l’estenuante stagione sul rosso, proprio al pari dell’iberico, leggermente più abituato a recuperare. La probabile assenza di Andy Murray, che comunque andrebbe testato, e i rari exploit su erba da parte dei tennisti minori, come la favola Cecchinato a Parigi, sono altri punti a favore per la partecipazione, oltre alla concreta chance di avvicinarsi sempre più a Roger Federer e i suoi 20 Slam, vincendo quella meravigliosa coppa 8 anni dopo l’ultima volta…

CONTRO- No in primis perché Nadal non è più un giovincello, ha 32 anni e non recupera più come quando era giovane. Ha giocato tanto, 27 match, appena uno perso (!), due su 32 in tutta la stagione, e le fatiche si fanno sentire. L’erba non è la sua superficie preferita, come testimoniano i risultati, e non ha tempo materiale per prepararsi, perché un po’ di riposo è giusto. Come sulla terra per The Swiss Maestro, anche Nadal potrebbe scegliere di sacrificare l’erba considerando lo splendido gioco dello svizzero su erba, quasi ingiocabile, quindi a quel punto lo spagnolo potrebbe preservarsi in vista degli US Open e di tutta la stagione sul cemento dove difendere punti, con l’obiettivo di vincere le ATP Finals a cui arriva sempre scarico…

CONCLUSIONI: PROVACI RAFA!- Nonostante i punti contro siano maggiori di quelli a favore, Nadal deve giocare. In fondo, a meno che non ci sia una sconfitta contro un Muller di passaggio, Rafa può arrivare a mani basse in finale, magari con Federer, se dovesse rispettare i pronostici, e la possibilità di un remake anche in casa dell’elvetico in serie positiva da 5 match di fila contro lo spagnolo come mai in carriera. Un’ultima affascinante volta, probabilmente, all’atto conclusivo, per la gloria, la Storia e il trono. Wimbledon o riposo per il futuro e lasciare il palco a The King? Su Rafa..Provaci!

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