Stefanos Tsitsipas: l’uomo di cui il tennis ha bisogno

Stefanos Tsitsipas: l’uomo di cui il tennis ha bisogno

A differenza del quasi coetaneo Sasha Zverev, in top 10 da tempo ma non ancora in grado di fare un exploit a livello Slam, il greco ha compiuto la sua ascesa rapidamente, battendo i migliori, e terminando l’anno con la fantastica vittoria alle Atp Finals. Sarà lui il nuovo campione del prossimo decennio, che nella prossima stagione sarà in grado di strappare uno Slam ai ‘soliti’ Fab Three? Di Paolo Cerbai.

di Redazione Tennis Circus

Stefanos Tsitsipas, dopo la vittoria alle Atp Finals 2019, ha veramente convinto tutti. L’ex vincitore di Wimbledon Richard Krajicek ha sottolineato in una recente intervista come ormai i giovani (e specialmente il greco) stiano bussando alla porta dei grandi. “Nelle ultime edizioni delle Atp Finals c’erano la metà dei giocatori sotto ai 23 anni, e il più giovane di tutti, poi ha addirittura vinto”, sottolinea l’olandese. Il greco è un classe ’98 e le parole di Krajicek sono assolutamente vere. Tsitsipas è stato indubbiamente il più precoce di tutti.

Discorso diverso, invece, per Alexander Zverev, classe ’97, che è stato il più giovane a farsi conoscere ad alti livelli, quando appena 16enne partecipò al torneo di casa di Amburgo. Il tedesco ha sicuramente fatto in questi anni cose straordinarie, senza però mai elevare il suo tennis negli Slam. Ha vinto Master 1000, e le Atp Finals, però ormai è qualche stagione che i fan a fine anno si aspettano da lui una continuità importante e risultati di livello anche negli Slam nella stagione successiva. Per ora è un po’ una situazione paradossale la sua, visto che non si può discutere un ragazzo che ha 22 anni, e che sono diversi anni che è in alto in classifica e che vince tornei 1000; i risultati non sono altrettanto incredibili negli Slam, dove come miglior risultato ha raggiunto due quarti di finale Slam, entrambi raggiunti al Roland Garros nel 2018 e nel 2019.

Tornando a Tsitsipas, invece, possiamo notare come la sua ascesa sia stata improvvisa. A fine 2017, si è conosciuto nel circuito maggiore a 19 anni, nei tornei indoor sul cemento, dove sconfisse David Goffin ad Anversa, a casa del belga, ottenendo la sua prima semifinale in carriera. Nel 2018, ha iniziato a giocare i primi Slam, senza risultati di rilievo, però iniziando a scalare la classifica con ottimi piazzamenti nei tornei 250 e 500, arrivando poi al risultato migliore in carriera: la finale nell’Atp 1000 del Canada contro Nadal a Toronto, terminato 6-2 7-6(4) per l’attuale n. 1 del mondo.In quella finale, ci fu un primo set senza storia a favore dello spagnolo, una situazione in cui un giovanissimo alla prima finale importante in carriera, avrebbe dovuto cedere rapidamente in 2 set. Al contrario, nel secondo parziale, Tsitsipas trova fiducia nei colpi, perde il servizio a metà set, e dopo aver avuto 0 chance in tutto l’incontro, trova la forza di fare il break a Nadal sul 5-4 per poi successivamente avere set point sul 6-5 in suo favore, annullando dal maiorchino con una smorzata, accorciata dal nastro. Il match poi terminerà al tie break. In quella partita, però, abbiamo intravisto che quel giovane non era come gli altri. In quello stesso torneo batté per la prima volta Novak Djokovic, il quale veniva dal ritorno alla vittoria a Wimbledon. Da sottolineare anche la vittoria in semifinale in una partita lottatissima ai danni di Kevin Anderson, il quale invece aveva disputato la finale a Wimbledon.

Alla fine del 2018 il greco fa di tutto per qualificarsi alle Atp Finals, iscrivendosi a tutti i tornei possibili per ottenere questo traguardo, che non è poi arrivato. Ovviamente, però, era la testa di serie numero 1 alle Next Gen Atp Finals di Milano, che vinse da favorito in finale con De Minaur. Il 2019 è stato per lui il primo anno con gli occhi di tanti fan a seguirlo con attenzione, diversa pressione per lui, e sappiano come è andata. Semifinale Slam in Australia, dopo aver sconfitto negli ottavi Roger Federer e nei quarti, nella classica prova del nove, Roberto Bautista Agut, epica partita negli ottavi a Parigi contro Stan Wawrinka, persa al quinto set dopo quasi 5 ore, due passi falsi nei restanti due Slam (contro Fabbiano a Wimbledon e Rublev agli US open), risultati di livello negli altri tornei in tutto l’anno, culminati come già detto con la vittoria delle Atp Finals. Per altro, i passi falsi nei due Slam conclusivi della stagione, fanno sì che nel 2020, non abbia punti da difendere, quindi è probabile che a settembre la sua classifica gli sorrida ancora di più.

Perche adesso il punto di domanda principale è questo nella nuova stagione. Dopo la semifinale raggiunta agli Australian Open, riuscirà ad alzare nuovamente l’asticella? Riuscirà a migliorare la semifinale? Otterrà il suo primo (e certamente non ultimo) Slam? Difficile dirlo. Possiamo però dire, che difficilmente cadrà nei primissimi turni come ha fatto quest’anno perché il ragazzo sembra aver trovato una propria maturità tennistica e sicurezza nel proprio gioco. E questa è la cosa principale. Per altro è ormai è diventato un personaggio sotto g9li occhi di tutti sia dentro che fuori dal campo, come sottolineato anche da Krajicek nella medesima intervista:”il più giovane di tutti è anche il più carismatico, sa come attrarre i Fans sia in campo che fuori, e questo è fondamentale nella nascita di un campione, sotto tutti gli aspetti”. Tutto lascia pensare, come detto svariate volte, che il prossimo sia l’anno del cambiamento, l’anno dei nuovi vincitori Slam, e se così sarà, difficile che non vedremo il nome di Tsitsipas.

Paolo Cerbai

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