Tommy Haas, inossidabile e amato da tutti

[fncvideo id=]Thomas “Tommy” Haas, tedesco classe 1978, è un veterano del circuito che ha vissuto una buona carriera, minata però da tanti infortuni.

Ha di recente confermato la sua presenza al torneo di Halle, vinto nel 2009 e nel 2012,(battendo rispettivamente Djokovic e Federer) tentando di levarsi qualche soddisfazione sulla sua superficie preferita.

Sarà al via per la 15ima volta in carriera e dovrà vedersela con giocatori del calibro di Zverev, Thiem, Nishikori, e molto probabilmente di un altro abituè del torneo, il suo caro amico Roger Federer.

Proprio con lo svizzero, coadiuvato da Grigor Dimitrov e Novak Djokovic, Haas ha dato vita ad un divertente siparietto in cui i 4 tennisti si esibiscono mostrando le loro doti canore.

Con il musicista David Forster che li dirigeva al piano, hanno cantato “Hard to say i’m sorry” cavandosela discretamente.

Possiamo ipotizzare una seconda carriera da cantante per Tommy?

Assolutamente no, perché pare che il tedesco con il tennis abbia un discreto feeling anche nelle doti dirigenziali.

Infatti, da quest’anno è il direttore del torneo di Indian Wells, prendendo il posto di Raymond Moore, dimessosi dopo la bufera sulle sue dichiarazioni circa il differente appeal tra il circuito femminile e quello maschile.

“La nomina di Tommy Haas come direttore è la soluzione migliore che potesse esserci”. Queste la parole di Caroline Wozniacki, lodando il tedesco che ha tenuto ottimi rapporti sia con i giocatori maschili che femminili.

La carriera da dirigente però è per il momento rimandata, dopo l’ennesimo intervento al ginocchio subito la scorsa stagione, Tommy ha lavorato duramente per poter tornare in campo.

“Darò l’addio al tennis a modo mio, con mia figlia a bordo campo che mi incita.Devo capire se posso giocar ancora alle mie condizioni.”

Haas è sempre stato comunque positivo, e anche dopo questa tegola ha cercato il di esser il più ottimista possibile.

“Penso che a volte per ogni cosa ci siano un sacco di ragioni. Se non avessi avuto la possibilità di operarmi, ora non sarei qui e Valentina non avrebbe avuto modo di vedermi giocare e rendersi conto della vita che ho fatto per tanti anni. Dopo tanta inattività si perde molto del tono muscolare e tornare ad alti livelli è molto duro.Mia figlia Valentina mi chiama spesso quando sono in giro per tornei e mi chiede sempre se vincerò il trofeo. La mia risposta è sempre la stessa, cioè che sto cercando di vincere almeno una partita”.

 

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