Aryna Sabalenka: “Sui social un mondo oscuro, ma non permetto all’odio di consumarmi”

Aryna Sabalenka, dopo il trionfo agli US Open, parla dell’odio online che colpisce le tenniste: “A volte mi scrivono cose terribili. È un mondo oscuro, ma non permetto all’odio di consumarmi.”
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La numero uno del mondo e la sfida oltre il campo

Dopo la storica vittoria agli US Open, il quarto Slam della sua carriera, Aryna Sabalenka è tornata in campo al torneo WTA 1000 di Wuhan. La tennista bielorussa, attuale numero uno del mondo, si è concessa una breve pausa per recuperare da un piccolo infortunio accusato a New York, ma anche per ritrovare serenità dopo una stagione intensa, chiusa con tre finali Slam raggiunte.

Durante il Media Day in Cina, Sabalenka ha parlato non solo delle sue ambizioni sportive — «Valuto la mia stagione come molto positiva. Il mio obiettivo è continuare a migliorare e restare numero uno il più a lungo possibile» — ma anche di un tema che tocca sempre più atleti: l’odio online.

L’odio sui social: “A volte resto sconvolta da ciò che leggo”

Sabalenka, che conta oltre 3,8 milioni di follower su Instagram e 1,3 milioni su TikTok, è molto attiva sui social, dove condivide momenti di vita quotidiana e professionale. Ma la visibilità ha un prezzo. «Tutti riceviamo molto odio. Nella mia carriera ne ho affrontato tanto, per ragioni diverse», ha spiegato ai giornalisti. «Più ci presti attenzione, più energia ti toglie. Credo sia meglio ignorarlo, anche se a volte, per curiosità, guardo il profilo di chi mi scrive».

L’atleta racconta che, in alcune occasioni, rimane scioccata dai messaggi ricevuti: «A volte mi sconvolge vedere chi c’è dietro a certi commenti. Persone comuni, persino madri, che scrivono cose terribili. Lo prendo come uno scherzo, ma mostra quanto possa essere oscuro il mondo dei social».

Un problema che colpisce l’intero circuito

Le parole della bielorussa si inseriscono in un contesto più ampio: negli ultimi mesi, diverse giocatrici del circuito WTA hanno denunciato episodi di abusi online. La tedesca Eva Lys ha rivelato di essere stata bersaglio di insulti dopo una sconfitta contro Coco Gauff al China Open, mentre Jessica Pegula e Iga Świątek hanno raccontato esperienze simili. Molti dei messaggi offensivi arrivano da scommettitori delusi dai risultati delle partite, un fenomeno sempre più frequente nel tennis professionistico.

Sabalenka, che invita i colleghi a non lasciarsi trascinare in quello che definisce «l’oscuro mondo dei social», ha ribadito la necessità di mantenere il focus sul proprio lavoro e sulla crescita personale. «Non dobbiamo mai dimenticare chi siamo e cosa rappresentiamo. L’odio dice più di chi lo scrive che di chi lo riceve», ha concluso.

La forza della rinascita

Dopo una stagione ricca di sfide e trionfi — dalle finali perse contro Madison Keys agli Australian Open e Coco Gauff al Roland Garros, fino al trionfo a New York — Sabalenka si presenta a Wuhan con la determinazione di chi ha imparato a convivere con la pressione. Forte in campo e fuori, la campionessa bielorussa sembra aver trovato un equilibrio tra la competitività del tennis e la vulnerabilità dell’essere umano dietro la racchetta.

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