Circuito WTA, che finale di stagione!

Circuito WTA, che finale di stagione!

Tra la ragazza dei record Coco Gauff, i segnali di risveglio di Jelena Ostapenko allenata da Marion Bartoli e il Master di Shenzhen alle porte, il finale di stagione al femminile si fa sempre più intrigante.

di Andrea Lombardo

Una delle ultime settimane della stagione è volta al termine e le novità non sono mancate. Coco Gauff si conferma la giovane dei record, Jelena Ostapenko raggiunge finalmente una finale WTA sotto la guida di Marion Bartoli mentre in Cina Peterson e Watson sono costrette a giocare la finale in un campo indoor a causa della pioggia.

COCO GAUFF, RIVELAZIONE DELL’ANNO – Com’è normale che sia, l’attrazione della settimana è stata la giovanissima Cori Gauff, meglio nota come Coco. La quindicenne americana, talmente giovane da non poter giocare più di dieci tornei WTA all’anno, è entrata nelle qualificazioni del torneo di Linz come nona testa di serie, da numero 111 al mondo.
Dopo una bella rimonta contro l’ex azzurra Liudmila Samsonova, Gauff si è arresa in due set contro Tamara Korpatsch. Una sconfitta per certi versi sorprendente contro una giocatrice non imbattibile, ma rimane comprensibile per una giocatrice che ha pochissima esperienza nel circuito maggiore.

La settimana dell’americana poteva concludersi così, ma il ritiro di Anastasija Sevastova le ha permesso di accedere al tabellone principale contro Stefanie Voegele. Con meno pressione sulle spalle, Gauff ha superato in due set equilibrati Voegele. Al secondo turno ha approfittato del ritiro di Kateryna Kozlova all’inizio del terzo set, raggiungendo i quarti di finale in un torneo WTA per la prima volta in carriera.
La vittoria più sorprendente è arrivata proprio ai quarti, contro una giocatrice in lotta per il Master di Shenzhen. Direttamente in due parziali, Gauff ha superato Kiki Bertens ottenendo la sua prima vittoria in carriera contro una top 10.
In semifinale affronta Andrea Petkovic, giocatrice non nella miglior fase della sua carriera ma di grande esperienza. Tuttavia, nei momenti cruciali è stata la statunitense a fare la differenza: nel primo set ha concesso una palla break e non è riuscita ad annullarla, mentre nel secondo set ne ha annullate ben nove su nove, anche nel momento di servire per il match.
In finale ha affrontato una altrettanto sorprendente Jelena Ostapenko, vincendo in tre set contro l’ex campionessa slam.

Gli aspetti da analizzare nell’esplosione di Coco Gauff sono davvero tanti, sia dal punto di vista fisico che mentale. Inutile dire che la corporatura non sia quella tipica di una quindicenne: alta 1.76m, ricorda molto il fisico di Venus Williams, una delle sue giocatrici preferite e che ha già avuto la possibilità di battere a Wimbledon. Inoltre, si allena all’Accademia di Patrick Mouratoglou, coach di Serena Williams. Il talento, il fisico e un ottimo sostegno dal proprio team non mancano sicuramente, ma ciò che lascia davvero a bocca aperta è la solidità mentale di una ragazza che nel giro di meno di dodici mesi ha scalato più di 800 posizioni nel ranking.
Per dare un esempio concreto della precocità di Coco, basti pensare che meno di due anni fa perse al primo turno degli Australian Open Juniores contro Elisabetta Cocciaretto, poi semifinalista del torneo. Sempre nel 2018 vinse il suo primo slam juniores al Roland Garros, dopo aver perso la finale degli US Open 2017 contro Amanda Anisimova (già vicina alla top 20).
Ad un anno dalla vittoria sulla terra rossa di Parigi, ha superato le qualificazioni a Wimbledon e ha raggiunto gli ottavi di finale perdendo solo da Simona Halep, poi campionessa del torneo.
Dopo l’exploit di quest’estate era facile pensare che non avremmo più rivisto Gauff a quei livelli, almeno per quest’anno. Gestire la pressione e le attenzioni dei tifosi non è facile, soprattutto se il successo arriva in maniera inaspettata.
La giovane americana invece ha smentito tutti e ha raggiunto il terzo turno anche agli US Open, perdendo nettamente da Naomi Osaka ma dando una grande dimostrazione di umiltà e voglia di lavorare.

La sua età le impedisce di giocare una stagione a tempo pieno come le sue colleghe di qualche anno più grandi: la WTA tutela le giocatrici più giovani imponendo un limite di dieci tornei all’anno per le quindicenni. Dalla sua esplosione a Wimbledon si è discusso a lungo sulla correttezza di queste regole, ma Cori Gauff ha sempre dato l’impressione di non voler correre troppo, dando precedenza agli allenamenti e alla scuola, un dettaglio che tanti dimenticano.
Con questo titolo Gauff vola alla 71esima posizione in classifica, garantendosi quasi matematicamente un posto per il main draw degli Australian Open 2020.

Cosa possiamo aspettarci da una giocatrice esplosa così presto? Difficile dirlo. Negli ultimi anni ci sono stati tanti casi di giocatrici sorprendenti in giovane età ma che poi non hanno retto la pressione e sono inevitabilmente crollate.
Sarà lo stesso con Gauff? Attualmente potremmo dire di no, la sua mentalità non rispecchia l’età anagrafica e la voglia di lavorare duro non manca di certo. Forse è presto per dirlo, ma tra Osaka, Andreescu, Barty e Gauff la WTA riserverà sicuramente grande spettacolo ed intrattenimento nei prossimi anni, e non sono da dimenticare altre giocatrici giovanissime come Anisimova, Vondrousova, Swiatek, Bencic, Sabalenka, Kenin, Yastremska, Rybakina e Kostyuk.

SEGNALI DI RISVEGLIO DA OSTAPENKO – Una giocatrice che negli ultimi mesi è stata praticamente fuori dai giochi a causa degli scarsi risultati è Jelena Ostapenko, che è finalmente tornata in una finale WTA sotto la guida di Marion Bartoli. La ventiduenne di Riga, sebbene stia attraversando un periodo di scarsa fiducia, è assolutamente da tenere in considerazione per le prossime stagioni. Il suo gioco può essere devastante e lo ha già dimostrato su quella che, almeno teoricamente, dovrebbe essere la superficie a lei meno congeniale.
I suoi colpi piatti sono letali, ma i problemi al servizio sono quelli che quest’anno l’hanno fatta scendere fino alla 63esima posizione. La seconda è sempre stata il suo tallone d’Achille, ma la quantità eccessiva di doppi falli le preclude già in partenza la possibilità di giocarsi il punto.
La finale a Linz può essere un buon punto di partenza in vista del 2020 e la collaborazione con Marion Bartoli, qualora dovesse proseguire, potrebbe risultare vincente.

REBECCA PETERSON VINCE IL SUO SECONDO TITOLO IN CINA – Questa settimana i riflettori sono stati puntati esclusivamente su Linz grazie alla recordwoman Coco Gauff, ma anche altre giocatrici hanno brillato a Tianjin.
Una delle novità è il ritorno di Kateryna Bondarenko dopo la seconda gravidanza, sconfitta all’esordio da una rediviva Heather Watson, poi finalista del torneo.
La giocatrice inglese quest’anno ha faticato più del solito ma sembra aver ritrovato il suo miglior tennis in Cina, battendo in ordine Bondarenko, Qiang Wang, Linette e Kudermetova prima di arrendersi a Rebecca Peterson.
La giocatrice svedese non è mai stata al centro dell’attenzione, ma nel giro di pochi mesi ha scalato varie posizioni nel ranking e ha conquistato il suo secondo titolo in appena quattro settimane. Da Nanchang a Tianjin, grazie alle vittorie in Cina il ranking della Peterson inizia a farsi davvero interessante. Attualmente occupa la posizione numero 44 nel ranking, suo best ranking, e avrà certamente la possibilità di conquistare una testa di serie per il prossimo Australian Open.

La stagione sta per volgere al termine, ma le sorprese continuano ad arrivare e probabilmente non finiranno fino alla fine del Master di Shenzhen, quest’anno più equilibrato che mai.

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