Com’è iniziata la stagione per gli azzurri? È già il momento di un primo bilancio

Gennaio è quasi terminato, così come gli Australian Open 2023 ed è quindi già arrivato il momento di provare a fare un primo bilancio su come hanno iniziato la nuova stagione i tennisti italiani. Prima di iniziare con l’analisi vera e propria è doveroso fare una premessa: questo bilancio parziale, non vuole essere altro che una valutazione di quanto visto fino ad ora, consci che la stagione è lunga, ed in molti potrebbero ancora dover digerire i carichi di lavoro. Non bisogna trasformare il tutto in una crociata o in un’esaltazione dei nostri, perché siamo solo all’uscita dai blocchi e non sul rettilineo d’arrivo.

Fatta questa premessa che mi sembrava necessaria, andiamo ad analizzare quanto fatto dai due movimenti azzurri, quello maschile e quello femminile, ponendo l’attenzione anche sui circuiti minori.

Maschile

Il movimento maschile arrivava a questa trasferta australiana carico di grandi aspettative, in particolar modo sulle spalle dei 3 big – Sinner, Berrettini e Musetti. I 3 moschettieri azzurri effettivamente si sono resi protagonisti di un risultato storico, visto che dopo la prima settimana di tornei (United Cup ed Adelaide n.d.r) vi erano, per la prima volta in era OPEN, tre tennisti italiani nella top 20 mondiale.

Proprio per questo motivo ci si aspettava grandi cose agli Australian Open, ma della grande flotta azzurra solo in 2 hanno superato il primo turno, Sonego e Sinner, mentre solo l’altoatesino è giunto alla seconda settimana. Una forte delusione è arrivata anche dalle seconde linee, visto che ai nastri di partenza delle qualificazioni per il primo Slam della stagione gli italiani erano 16, e solo uno, Bellucci, è riuscito a strappare il pass per il main draw.

Molti dei giovani che hanno deluso nella trasferta australiana, come Nardi, Maestrelli e Cobolli, sono poi volati subito in Europa per affrontare alcuni challenger, a partire dalla Spagna, Tenerife. In questo torneo però non è arrivato il riscatto sperato, se non per Maestrelli, il quale è arrivato fino alla semifinale, senza però convincere pienamente.

Emblematico di questo periodo non brillantissimo è il resoconto del primo turno dei tornei challenger di questa settimana – Quimper (cemento, Francia), Ottignes-Louvain-la-Nueve (cemento indoor, Francia), Concepcion (terra battuta, Cile) – in cui su 7 italiani nel main draw, solamente 1, Darderi, è approdato al turno successivo, per poi perdere contro  Tabilo, in una sconfitta che però non è da condannare.

Non è stato un mese di soli insuccessi, vista la finale alla United Cup in cui i due ragazzi hanno dato il loro prezioso contributo, oltre al grande livello mostrato da Bellucci agli Australian Open. Buone risposte sono poi arrivate anche dai challenger, con il successo di Raul Brancaccio in Noumea, e le ottime prestazioni di due giovani emergenti come Edoardo Lavagno e Matteo Gigante. Da quanto c’è di buono bisogna ripartire verso una stagione, che si prospetta essere molto interessante per i nostri portacolori.

Femminile

Discorso totalmente diverso va fatto per il movimento femminile italiano, che si presentava in Australia senza nulla da dimostrare: la nostra numero 1 Martina Trevisan ha giocato ad un livello insperato sul cemento nel corso della United Cup, in particolare nella semifinale contro Sakkari, anche se negli Australian Open è uscita subito al primo turno. Non si poteva chiedere molto di più a Jasmine Paolini, che ha pescato male nel sorteggio a Melbourne, mentre ad Hobart è stata eliminata al secondo turno da Cocciaretto.

Proprio la marchigiana è stata uno dei punti di forza di questa trasferta down under, vista la finale raggiunta nel 250 australiano, che le è valso l’ingresso in top 50. Grandi risposte anche da Camila Giorgi, la quale arrivava al primo Slam stagionale con molte incertezze, scacciate via con un buon tennis che l’ha portata fino al terzo turno, dove è stata costretta ad arrendersi a Belinda Bencic.


La copertina di questo primo mese spetta senza alcun dubbio a Lucrezia Stefanini, che ha disputato un Australian Open da sogno, partendo dalle qualificazioni e giungendo fino al secondo turno, dove si è arresa contro Gracheva. La cavalcata della Stefanini, ha in parte ricordato quella fatta da Bronzetti 12 mesi fa, con la speranza che anche il prosieguo della stagione sia simile.

A livello minore sono arrivate grandi risposte da Nuria Brancaccio: la tennista campana ha scelto di non volare verso l’Australia, dove rischiava di non riuscire a disputare nemmeno le qualificazioni agli Australian Open, come successo a Camilla Rosatello, ma di volare verso l’Argentina, e più precisamente a Buenos Aires. Nel capoluogo argentino l’azzurra ha giocato due tornei 25.000 raggiungendo una finale ed un titolo.

Il bilancio del primo mese è sicuramente più che positivo per la parte “rosa” del nostro movimento, nell’attesa del ritorno alle competizioni delle giovani come Diletta Cherubini e Matilde Paoletti, e di tutte le altre ragazze impegnate alla ricerca di scalare il ranking mondiale, lottando torneo dopo torneo.

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