Jennifer Brady, un 2020 per diventare grande

Jennifer Brady, un 2020 per diventare grande

Jennifer Brady ha dato una forte impronta positiva al suo esordio nel 2020; capace di superare le qualificazioni nel primo Premier stagionale a Brisbane, si è poi regalata due vittorie di prestigio contro Maria Sharapova e Ashleigh Barty. Dove potrà portarla questo anno?

di Marco Bonavoglia

In mezzo a tante giocatrici americane, tra grandi glorie e Next Gen ormai pronte per il salto definitivo, Jennifer Brady non è una tennista che si fa notare. Non ci sono grandi riflettori su di lei, non ha nemmeno mai sfiorato la top50 fino ad ora, eppure negli ultimi anni più volte ha messo in campo un tennis straripante, fatto di un solido servizio e un grande dritto a muovere il gioco. Dal 2017 in poi Brady ha avuto molti alti e bassi, che si sono riflessi poi anche nel ranking, ma le premesse per questo nuovo anno tennistico sembrano ottime e per la 24enne di Harrisburg potrebbe essere arrivato il momento di iniziare a splendere.

Nel 2019 si era resa protagonista di una statistica piuttosto curiosa, visto che aveva affrontato nel giro di poche settimane Caroline Garcia per ben 3 volte, battendola in ogni singola occasione, salvo subire poi la rivincita in semifinale a Nottigham, qualche mese dopo. Altri scalpi importanti sono arrivati durante il seguito della stagione, tra cui Madison Keys, Amanda Anisimova, Kristina Mladenovic, Lesia Tsurenko, Maria Sakkari, Jelena Ostapenko, Alison Riske, Danielle Collins, sfiorando anche una vittoria su Simona Halep. Eppure nel giro di neanche una settimana la classe 1994 americana ha già fatto meglio di quanto appena detto, regalandosi la prima vittoria in carriera su una numero 1 del mondo, Ashleigh Barty, tra l’altro paladina del pubblico. Ma la grande impresa di Brady è iniziata prima, nella giornata di sabato, quando ha avuto inizio il suo 2020.

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Fuori dal tabellone principale di 4 posti, Brady ha esordito in quello cadetto contro la francese Chloé Paquet, regolata velocemente con un netto 6-2 6-1. Al secondo turno ha trovato la connazionale Francesca di Lorenzo, che ha saputo infastidire Brady anche meno della precedente avversaria, cedendo per 6-2 6-0. Al turno decisivo c’è stata poi una beniamina del pubblico, Storm Sanders, che ha lottato alla pari per un set, perso solo 9-7 al tie break, prima di cedere per 6-1 il secondo parziale. Main draw dunque raggiunto, ma la dea bendata non è stata benevola e l’ha posiziona dello slot vuoto accanto al nome di Maria Sharapova, ex numero 1 al mondo, che dopo diversi mesi di stop per infortunio sta provando ancora una volta a risalire la china. La partenza della siberiana è ammirevole, un 6-3 autorevole che fa ben sperare i tanti tifosi della russa, ma il match è tutt’altro che avviato alla conclusione.

In pochi minuti la situazione in campo si ribalta, i colpi di Brady riescono a essere sempre più aggressivi e a lasciare in difesa Sharapova. Il secondo set è a senso unico, 6-1 per la tennista a stelle e strisce. Il terzo parziale è una vera lotta dal primo all’ultimo punto, nessun break e scambi ad alta velocità. Si decide tutto al tie break, dove Brady conquista un vantaggio iniziale che le permette di giocare in scioltezza il resto. 7-3, questo è il punteggio che regala a Brady la prima vittoria in main draw del 2020. Un match vinto anche grazie alla resa del servizio, con il 75% circa di punti vinti sia con la prima che con la seconda. Il tempo di festeggiare è poco, perché al secondo turno vi è la numero 1 del mondo Ashleigh Barty, che gioca davanti al pubblico di casa non solo per il trofeo e i punti, ma anche per aiutare la sua nazione, visto che donerà l’intero ricavato per contribuire alla lotta contro gli incendi che la stanno devastando.

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La tennista aussie ha vinto entrambi i precedenti targati 2019 senza mai perdere un set, ma il ritmo è un altro fin da principio. Con una prima di servizio devastante, Brady ha sempre tenuto in mano il gioco, comandando dal centro del campo e facendo male. Dopo aver vinto il primo set per 6-4, il secondo parziale è stato deciso ancora una volta da un tie break, e ancora una volta Brady ha mostrato grande cinismo, portandolo a casa per 7-4. Non aveva mai battuto neanche una top10 nella sua carriera, ma quando si ha una resa dell’85% con la propria prima, tutto diventa possibile. Sorpresa, quasi tremante, Brady si concede ai giornalisti, dicendosi felice per il tennis espresso e spiegando come avesse imparato molto dai due precedenti persi in modo netto. E da parte di Barty i complimenti non si sono risparmiati, con l’australiana che dà tutto il merito all’aggressività della sua avversaria, aggressività che le è valsa 15 vincenti a fronte di soli 7 errori. Spiega anche di essere felice di aver dato un grande match al suo pubblico, nonostante il risultato, e che Brady vale molto più del suo attuale ranking.

Ranking che migliorerà lunedì, facendola raggiungere il best ranking di numero 49 del mondo, ulteriormente migliorabile nel corso delle prossime settimane. Purtroppo per questa settimana sarà impossibile, visto che nella nottata ha dovuto cedere il passo nei quarti di finale alla ceca Petra Kvitova, che non è stata numero 1 ma poco ci è mancato, a concludere così la corsa in un tabellone principale di altissimo livello. La mancina di Bilovec ha surclassato Brady anche nel servizio, vincendo uno straordinario 93% di punti sulla prima e concedendo 4 palle break ma salvandole tutte. Questa sconfitta nulla toglie alla grande partenza di Jennifer, che ora potrà preparare gli Australian Open, dove lo scorso anno non riuscì nemmeno ad arrivare nel main draw. La sensazione è che la vedremo di nuovo presto protagonista, magari nei grandi Premier Mandatory americani di marzo, o già a Melbourne, e forse a quel punto anche il ranking comincerà a dire la verità sul valore della potente tennista statunitense.

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