Nemmeno la pandemia fermerà Kim Clijsters

L’incertezza regna ancora sovrana. Dopo che Andrea Gaudenzi, Presidente dell’Atp, ha manifestato incertezza sulla ripartenza del circuito, principalmente a causa della preoccupante situazione in America, tutti i tennisti si stanno interrogando sulla relativa programmazione dei prossimi mesi. Il grande pubblico, per ovvi motivi, sofferma la propria attenzione essenzialmente su Roger Federer, alle prese con alcuni problemi fisici e con le quaranta candeline all’orizzonte. Eppure, spostando il focus sul circuito Wta, emerge un’altra storia molto interessante: ci si riferisce alla “terza carriera” di Kim Clijsters, leggenda belga del tennis femminile rientrata alle gare da pochissime settimane prima che la pandemia facesse il suo corso.

L’immensa Kim, al terzo rientro dopo due – provvisori – ritiri (il primo, nel 2007; il secondo, nel 2012 dopo aver conquistato 2 Us Open e 1 Australian Open), ha disputato l’unico match della stagione a Dubai contro Muguruza, dichiarandosi soddisfatta e contenta delle crescenti sensazioni positive avvertite sul campo nonostante la sconfitta. La belga, già infinitamente sorprendente al suo secondo rientro, dovrà compiere una vera e propria impresa per rientrare tra le top (suo scopo dichiarato) avendo sulle spalle già trentasette anni. Ebbene sì, trentasette anni suonati compiuti a giugno ma una voglia di lottare e di mettersi alla prova come quella – se non superiore – di una debuttante diciottenne. Kim è alla ricerca della sfida, dell’impresa, della competizione. Dopo tre gravidanze ed i mille impegni connessi alla crescita dei figli, la belga si è fiondata alla ricerca di nuovi stimoli; l’adrenalina della competizione, come da lei stessa affermato nei mesi scorsi, la sospinge verso il raggiungimento di nuovi obiettivi.

Kim Clijsters con sua figlia Jada in occasione della premiazione dello Us Open 2010.

Una vera e propria sfida, una lotta contro il tempo: tornare a competere a buon livello, a trentasette anni, comporta un notevole sforzo sia fisico che mentale. Lo stop forzato dettato dalla pandemia non ha sicuramente agevolato il percorso di crescita di Kim Clijsters, la quale tuttavia si è detta fiduciosa dei suoi piani e degli obiettivi che si è imposta: “La lezione più importante per me è fidarmi del mio percorso. Ciò non significa che, poiché è apparso il virus, non mi interessa giocare più a tennis“.

In questi giorni, la tennista belga è volata in America per partecipare al World Team Tennis ed ha già disputato il suo match d’esordio, aggiudicandoselo, contro Bernarda Pera. “Ci sono alcune sfide. Combinare il ruolo di genitore dove devi insegnare ai bambini e occuparti di loro e continuare ad allenarsi è una sfida enorme, ma allo stesso tempo è una sfida che voglio realizzare e superare“. Effettuare previsioni appare piuttosto arduo, data l’atipicità della situazione; un dato resta però fermo: Kim Clijsters è determinata e pronta a lottare per i prossimi impegni.

Luca Sassone

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