Quanto è difficile tornare dopo un grave infortunio!

Quanto è difficile tornare dopo un grave infortunio!

Svetlana Kuznetsova, Margarita Gasparyan, Timea Bacsinszky, Laura Siegemund, Bethanie Mattek- Sands, CiCi Bellis. Dalle ex top 10, alle giocatrici non di cosiddetta prima fascia, alle emergenti e in grande ascesa. I gravi infortuni hanno fermato tante atlete, che stanno affrontando il difficile percorso di rientro nel circuito o sono ancora alle prese con la riabilitazione.

di Monica Tola

Rientrare dopo un grave infortunio e un lungo stop non è mai semplice. Ne sanno qualcosa le numerose atlete che sono finite sotto i ferri, si sono dovute sottoporre a un delicato periodo di riabilitazione, per poi riappropriarsi del ritmo partita, ritrovare i propri colpi. Un complesso equilibrio da riacquistare che non riguarda esclusivamente il fisico. E’ difficile non scoraggiarsi quando i risultati si fanno attendere e il rischio di perdere totalmente fiducia è dietro l’angolo.

LA RINASCITA DI GASPARYAN E BACSINSZKY – Di Margarita Gasparyan si erano perse le tracce dal 2016. La memoria non può che tornare a quel combattutissimo primo turno di Indian Wells contro la nostra Roberta Vinci. Il match terminò con Marga in lacrime, mentre ripensava ai match point sprecati che le erano costati la partita. La Gasparyan all’epoca aveva 21 anni e, grazie un talento cristallino, un efficace quanto splendido rovescio a una mano che non poteva passare inosservato, stava gradualmente scalando il ranking. La sua ascesa si è interrotta al numero 41 e proprio nella primavera di due anni fa, quando è iniziata l’odissea di quel ginocchio sinistro sempre più dolorante. Tre interventi chirurgici, una carriera che sembrava finita ogni volta che il silenzio calato sulla Gasparyan veniva interrotto da un rientro annunciato e poi disatteso. Il ritorno vero e proprio, quasi in punta di piedi, è stato un test nei tornei minori a fine stagione 2017. C’è stato da attendere e parecchio per rivedere Margarita Gasparyan tornare a vincere un match Wta. Il palcoscenico è stato il torneo di Nanchang, un International che come principale attrattiva aveva proprio la presenza della giovane tennista russa. Settimana dopo settimana, la Gasparyan ha preso confienza con i ritmi dei tornei e delle partite ogni ventiquattro ore. Ha vinto l’International di Tashkent e a Linz si è sbarazzata di una malconcia Monica Puig e impartito una lezione tattica a Kiki Bertens. Per Margarita Gasparyan è stata la prima vittoria in carriera su una top 10. Anche la facilità con la quale Marga ha avuto la meglio su Maria Sakkari a Lussemburgo, è segno del fatto che la tennista russa sta tornando ai livelli del 2016 e con l’ottimo lavoro svolto insieme a Carlos Martinez, ex coach di Svetlana Kuznetsova, il best ranking a ridosso delle prime 40 può essere migliorato e di tanto. Considerato che fino a settembre 2019 non ci saranno punti da difendere, è molto probabile che la scalata di Marga (fino a pochi mesi fa senza ranking e ora molto vicina alla top 100) interrotta una volta dalla sfortuna, stavolta proceda spedita. Un conto in sospeso con la sfortuna lo ha avuto a lungo anche Timea Bacsinszky. Un problema dietro l’altro: la coscia, l’intervento chirurgico al polso, i malanni a Losanna e Rabat. Un incubo iniziato a settembre 2017 che ha avuto il suo lieto fine con la semifinale a Tianjin la settimana scorsa. Timea aveva bisogno di una iniezione di fiducia, dopo una alternanza di partite perse nettamente a match dominati e sfuggiti di mano per i normali cali di tensione che possono condizionare qualunque giocatrice reduce da uno stop di tale entità. La svolta è stato l’incontro vinto su Aryna Sabalenka: l’atleta svizzera praticamente perfetta, ha dimostrato a modo suo come l’intelligenza tattica può neutralizzare la potenza. Il pianto liberatorio della Bacsinszky a fine incontro dimostra quanto una affermazione di quella portata sul campo possa essere vissuta come il punto fermo, il momento per ripartire e lanciare un chiaro messaggio: “Timea Bacsinszky è tornata”. Lei ci ha sempre creduto, anche nei momenti peggiori ha sempre ribadito fermamente che da quel tunnel prima o poi si sarebbe intravista la luce. E una combattente come la tennista svizzera non si arrende tanto facilmente. Per Timea parlano anche i numeri. Precipitata quasi in ottocentesima posizione, pian piano ha risalito la china. A Tianjin era arrivata come numero 329 e ora è numero 238. Gli ultimi tornei stagionali, in particolare i 125K e la Bacsinszky sarà sicuramente a Limoges, sono una ghiotta occasione per approdare al 2019 con una classifica ancora più sorridente.

MATTEK SANDS E SIEGEMUND: LEGATE DAL GIOCO IMPREVEDIBILE E DALLA SFORTUNA – Il terribile infortunio di Bethanie Mattek-Sands, in quel maledetto campo numero 17 di Wimbledon, è forse l’immagine più drammatica del 2017. Indelebile il ricordo della sfortunatissima atleta americana, già di suo perseguitata dai malanni fisici per l’intera carriera, che domandava aiuto a Sorana Cirstea, avversaria in quella che sarebbe dovuta essere una partita di secondo turno come tante altre. Bethanie Mattek-Sands in quella edizione di Wimbledon, più che in singolare, nutriva lecite ambizioni in doppio: con la compagna e amica Lucie Safarova aveva già vinto gli Australian Open e il Roland Garros, e con la ceca marciava spedita verso il completamento di uno storico Grande Slam. Un sogno che si è frantumato in quel caldissimo pomeriggio di luglio insieme al ginocchio destro della Mattek-Sands. Per quanto la ex numero 30 del mondo in singolare e numero 1 in doppio, sia tornata in campo dopo nove mesi, i risultati sono finora mancati. Ora il team Bucie sta peraltro facendo i conti con i malanni di Lucie Safarova, ma anche la sfortunatissima tennista statunitense non si è al momento espressa ai livelli della primavera 2017, che era stata ricca di soddisfazioni anche in singolare. Ottimo lo swing americano Indian Wells-Miami disputato dalla Mattek che, sotto gli occhi dell’immancabile marito Justin Sands, aveva battuto tra le altre Elina Svitolina, Anastasia Pavlyuchenkova e Katerina Siniakova. Vista l’entità dell’infortunio è di per sé una notizia che la statunitense sia tornata a giocare. L’anagrafe non è dalla parte della Mattek che, lo scorso 23 marzo ha compiuto 33 anni, ed è davvero difficile pensare di rivederla in top 30. Da giocatrice atipica qual è potrà sempre impensierire e destabilizzare tante più giovani e potenti avversarie e prendersi qualche soddisfazione in doppio con Lucie Safarova. Oltre all’imprevedibilità del proprio gioco, Laura Siegemund condivide con Bethanie Mattek-Sands il dramma sportivo e umano di una uscita dal campo in barella e una stagione finita nel peggiore dei modi con il legamento crociato del ginocchio destro saltato in un attimo. In questo articolo vi abbiamo raccontato la storia che ha segnato la carriera della tennista tedesca. Anche Laura Siegemund, che ha fatto rientro nel circuito in primavera inoltrata, sta faticando parecchio per ritrovare quella continuità grazie alla quale a Stoccarda 2016 stupì tutti battendo tre top 10 una via l’altra: Simona Halep, Roberta Vinci e Agnieszka Radwanska. Si arrese solo in finale ad Angelique Kerber, ma fece meglio l’anno scorso andandosi a prendere il titolo. Attualmente la Siegemund si divide tra i tornei minori e le qualificazioni dei Wta. Proprio questa settimana ha mancato l’accesso al main draw di Mosca, uscendo al secondo turno del tabellone cadetto per mano di Ivana Jorovic.

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