Taylor Townsend e il razzismo nel tennis: “Per me e il mio staff sempre controlli extra”

Taylor Townsend e il razzismo nel tennis: “Per me e il mio staff sempre controlli extra”

Costruirsi una propria identità non è facile, parola di Taylor Townsend. Quando vedono una giocatrice nera danno tutti per scontato che siano Venus o Serena Williams o Sloane Stephens

di Diletta Barilla

Taylor Townsend, la giocatrice americana classe 1996 che le cronache del tennis ricordano non solo per i suoi risultati in campo ma soprattutto per le polemiche legate al suo fisico, è intervenuta sul tema del razzismo durante la puntata di Tennis United, il format promosso da WTA e ATP durante questo periodo di stop per la pandemia di covid-19.

Il suo paese sta vivendo un momento davvero particolare con le manifestazioni legate alla morte di George Floyd che hanno varcato i confini degli USA arrivando fino in Europa. Ma il tema del razzismo, sul quale sono intervenuti tanti suoi colleghi, purtroppo riesce a superare anche le porte del circuito.

Quando vedono una persona nera, specialmente tra le donne, tutti pensano subito che sia una delle sorelle Williams, quindi Venus o Serena, oppure Sloane Stephens. È come se perdessimo la nostra identità” racconta Taylor Townsend che poi svela un aneddoto anche divertente: “C’è stato chi mi ha scambiato per Coco Gauff e quasi voleva convincermi che fossi lei”.

Serena e Venus Williams

Ma non è solo uno “scambio di persona” a lasciare l’amaro in bocca alla tennista di Chicago che attualmente occupa la posizione numero 73 del ranking della WTA: “Quando entro da qualche parte, anche solo quando sto per varcare il cancello di ingresso, c’è sempre qualcuno che vuole controllare le mie credenziali, quelle del mio allenatore e le nostre borse. Controlli extra per esser più sicuri”.

E mentre Evan King si sente più al sicuro in Europa e preferisce giocare lontano da casa, Taylor Townsend smentisce il connazionale non ha dubbi: “Tutto questo succede sia negli USA che oltreoceano”.

La morte di Floyd per la 24enne è, purtroppo, solo l’ultima di una serie di eventi che la comunità afroamericana ha dovuto subire: “Le persone nere vengono uccise dalla polizia in pieno giorno. In mezzo alla strada. Questa è la nostra realtà, la stessa con cui siamo cresciuti e a cui dobbiamo confrontarci ogni giorno”.

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