Us Open, la débâcle delle regine e l’avanzata della retroguardia

La prima settimana dello Us Open 2014 è giunta al termine, e, sotto l’occhio attento degli spettatori di un mai così umido Flushing Meadows, la cerchia delle pretendenti al trono inizia a restringersi. Chi la spunterà?

La debacle continua, giorno dopo giorno, partita dopo partita, psicodramma dopo psicodramma. Il tabellone femminile perde man mano tutti i tasselli del suo esclusivo parterre, a beneficio di una schiera di ansimanti combattenti che dalle retrovie, spalla contro spalla, cercano di farsi largo e di guadagnarsi un posto tra le prime file. Giovani promesse, veterane d’eccezione ed anche qualche sorpresa d’oltreoceano. L’esito è sempre più incerto, se non fosse per l’ultima rediviva ancora in corsa, la numero uno del mondo, la regina d’America, la pantera rosa, Serena Williams. Per la prima volta nell’Era Open solo una Top 10 raggiunge i quarti degli US Open, a dimostrazione di quanto il tennis femminile stia attraversando un momento di magra che non sembra aver fine. Ci hanno forse abituato troppo bene in passato? O semplicemente siamo troppo viziati da non accorgerci che qualcosa si sta muovendo?

Otto diverse finaliste negli Slam femminili, per la prima volta dal 1977. Australian Open: Li-Cibulkova,  Roland Garros: Sharapova-Halep, Wimbledon: Kvitova-Bouchard. Semplici casualità? Non possiamo saperlo, l’unica cosa certa è che la posta in palio è sempre più alta e ne vedremo delle belle.

L’inattesa, ma interessante sorpresa del torneo è senza dubbio la cinese Shuai Peng, famosa soprattutto per gli ottimi risultati in doppio ottenuti negli ultimi due anni in coppia con la taiwanese Su-Wei Hsieh, che, dopo aver dato inizio alla carneficina di teste di serie, estromettendo al secondo turno la numero 4 del mondo Agnieszka Radwanska, si è ripetuta prima con la tarantina Roberta Vinci e successivamente con la ceca Lucie Safarova. La cinese, offuscata per anni dai brillanti risultati della sua connazionale Na Li, grande assente di questo Us Open, si è sempre mantenuta intorno alla 40esima posizione del ranking mondiale, ma non è mai riuscita a compiere quel salto di qualità necessario per diventare veramente competitiva durante l’intera stagione. Quest’anno ha ottenuto il suo primo titolo WTA a Nanchang, il 27 Luglio scorso, a conferma dell’ottimo periodo di forma che sta attualmente attraversando. Il suo gioco appare pulito, con traiettorie piatte e ficcanti, aiutate da una presa bimane anche sul dritto. Nulla ora è impossibile e l’attende nei quarti di finale la 17enne svizzera Belinda Bencic.

Belinda Bencic, proprio lei, la predestinata per eccellenza, il fiore all’occhiello della Federazione svizzera, insomma, una che fa sul serio. Ad appena 17 anni e 5 mesi, è la più giovane in un quarto agli US Open dal 1997, quando a riuscirci fu Martina Hingis (16 anni, 11 mesi), che la segue nell’angolo per conto di mamma Melanie Molitor. Dopo l’acquazzone e la fastidiosa afa che s’abbatte su Flushing Meadows, fra le mille luci di New York, Belinda ieri sera ha incantato l’intero Artur Ashe, polverizzando una tignosa Jelena Jankovic, per 7/6 6/3, ed avendo estromesso prima di lei, anche la tedesca Angelique Kerber. Lo stadio gremito applaudiva ed al contempo si meravigliava per i gesti fluidi ed armoniosi della piccola svizzera. Un’atleta potente e precisa, determinata e completa, che è molto più matura della sua età. E somiglia tantissimo, nel ritmo indemoniato che imprime al gioco, a Monica Seles. Sarà una sfida dura quella con la Peng, un banco di prova: è arrivato il suo momento, oppure dovrà attendere in sala d’attesa ancora un po’?

Belinda+Bencic+2014+Open+Day+7+uhYd3bP2mgul

In attesa della definitiva esplosione della giovane svizzera, poniamo invece l’accento su due importanti conferme che portano in alto l’onore del tricolore italiano: Flavia Pennetta e Sara Errani. La brindisina è la prima italiana a raggiungere 5 quarti di finale in uno stesso Slam. Bilancio negli Slam 69-44. Agli Us Open 24-9. Negli altri 45-35. La romagnola si issa fino ai quarti di uno Slam per la 6^ volta. Solo Francesca Schiavone ne ha raggiunti di più (7), e, come emerge dai dati, dal 2012, il bilancio delle vittorie al terzo set è di 9-1. L’unica sconfitta è quella subìta quest’anno a Wimbledon per mano di Caroline Garcia. La storia si ripete, viene riscritta. Il sogno continua. Il percorso di Flavia è stato un crescendo. Ha perso un solo set, nel primo turno contro Julia Georges, per poi far di un solo boccone, di seguito, Shelby Rogers, Nicole Gibbs e Casey Dellacqua. Più irto e complicato è stato il cammino di Sara che, dopo aver sofferto nei primi due turni contro Flipkens e Rodionova, ha realizzato l’impossibile sconfiggendo l’ex numero uno del mondo Venus Williams, contro la quale nei 3 precedenti aveva racimolato non più di 3 game a set. E, dulcis in fundo, ha approfittato della sconfitta di Simona Halep per mano di Mirjana Lucic-Baroni, prima di avere la meglio proprio su quest’ultima, ritornata a buoni livelli dopo 15 anni, dalla semifinale di Wimbledon del 1999. Ad attenderle ora, ci saranno rispettivamente Serena Williams e Caroline Wozniacki, principali favorite per l’ultimo atto del torneo.

Proprio la Wozniacki nel match della settimana, si è regalata una delle gioie più grandi della sua carriera tennistica, eliminando, su un Artur Ashe Stadium al completo, la siberiana Maria Sharapova, principale pretendente al titolo dopo la Williams, in oltre due ore di intensa battaglia, terminata per 6/2 al terzo in favore della danese, apparsa non molto lontana dai livelli del 2010. “Caro”, come la chiamano i fans, aveva battuto solo 2 Top 10 in uno Slam prima di oggi (Kuznetsova agli Us Open nel 2009 e Schiavone agli Aus Open 2011). La differenza sta nella maggior aggressività di Caroline che, rispetto alla prima fase della sua carriera, ha finalmente deciso di produrre gioco, non limitandosi solamente ad una fase difensiva. Questa notte, con Sara, daranno vita ad una battaglia senza esclusione di colpi.

Le ultime due superstiti, che incroceranno le racchette nei quarti di finale sono Ekaterina Makarova e Victoria Azarenka. La russa, ormai abituata a palcoscenici di un certo tipo, si conferma in un ottimo periodo di forma, culminato con la semifinale nel torneo di Montrèal, e prosegue la sua rincorsa al titolo eliminando Eugenie Bouchard, penultima delle 10 teste di serie rimaste in tabellone. Ekaterina ha messo in mostra tutto il suo repertorio, senza lasciare nemmeno un set in tutto il torneo e probabilmente, nonostante la classifica dica altro, mercoledì partirà favorita contro Vika Azarenka. Azarenka che, tra alti e bassi, si fa strada a suon di terzi set, non ultimo quello contro la promessa serba Alexandra Krunic, reduce da 7 match consecutivi (comprese le qualificazioni) e giustiziera nel secondo turno della beniamina di casa Madison Keys e successivamente della numero 3 del mondo Petra Kvitova, firmando probabilmente l’impresa del torneo, insieme alla vittoria di CiCi Bellis su Dominika Cibulkova. Dopo aver superato il 1 turno di qualificazione (contro la Martic) la Krunic affermò: “Fuori una. Ne mancano nove…”. Non ci è riuscita, ma forse nemmeno scherzava.

PRONOSTICI DELLA SETTIMANA, QUARTI DI FINALE:

Belinda Bencic vs Shuai Peng: VINCENTE PENG IN 2 PARZIALI

Sara Errani vs Caroline Wozniacki: VINCENTE ERRANI IN 3 PARZIALI

Serena Williams vs Flavia Pennetta: VINCENTE WILLIAMS IN 2 PARZIALI

Ekaterina Makarova vs Victoria Azarenka: VINCENTE MAKAROVA IN 3 PARZIALI

Lasciateci i vostri pronostici!

Giorgio Lupi (Twitter: lupi_giorgio)

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