WTA Finals: dopo una battaglia di oltre due ore, Kerber batte Osaka al terzo set

WTA Finals: dopo una battaglia di oltre due ore, Kerber batte Osaka al terzo set

Si conclude a favore di Angelique Kerber il primo match del day 4 in quel di Singapore. Naomi Osaka, generosa come non mai, spiana la strada alla qualificazione della trentenne tedesca. Partita al cardiopalma, tra le due campionesse slam, il cui risultato è stato in bilico fino all’ultimo minuto.

di Giuliana Cau

Angelique Kerber batte Naomi Osaka 64 57 64

IL MATCH: l’avvio di partita, nel primo set, è costellato da molti errori sia di matrice europea, sia di importazione orientale. Inizia a servire la Osaka che perde immediatamente a zero la battuta, commettendo tre non forzati. Non meglio si comporta la Kerber poco dopo, che perde anche lei il servizio a zero, in questo caso però lasciata ferma da tre vincenti. Nel terzo game entrambe le giocatrici gestiscono meglio gli scambi, ma il muro della tedesca costringe la nipponica a colpire sempre una palla in più che, alla lunga, si trasforma in un non forzato e causa un altro break a favore della campionessa di Wimbledon, che poi mantiene il servizio. Nel game successivo Osaka viene supportata dal suo servizio, ma la difesa ossessiva di Kerber costringe Naomi agli straordinari per mantenere il primo, sofferto, turno di battuta. Il sesto gioco, sul servizio della teutonica, è il più bello grazie ad alcune soluzioni in lungo-linea messe a segno da entrambe le giocatrici: un rovescio fantastico di Naomi che obbliga l’avversaria ai vantaggi, a cui si contrappone appena dopo un dritto mancino di Angie, eseguito da una posizione abbastanza scomoda per chiunque, ma non per lei. Kerber amministra il vantaggio fino al 5-4 e battuta, non senza tentare un assalto alla diligenza prima di andare a servire per il set; Osaka in risposta si rivela letale e si procura la bellezza di tre palle break consecutive. La tedesca le annulla tutte, aiutata dal servizio e dal rovescio, ma la giapponese se ne procura una quarta grazie ad un altro rovescio in lungo-linea semplicemente spaziale. Kerber resiste, palleggia, fa perdere gli appoggi alla campionessa degli US Open e mette in cascina il parziale al primo set point disponibile.

Angie Kerber
Angie Kerber

Nel secondo set reagisce molto bene l’asiatica che mantiene il servizio e breakka all’istante la tedesca a suon di vincenti. Nel terzo game Kerber sembra in grado di poter recuperare, si porta avanti nel punteggio, ma sbaglia un rovescio e una palla corta non impossibili. Osaka non infierisce e concede a sua volta una palla per il contro-break immediato. Lo schema è sempre lo stesso: zero rischi per l’ex numero uno del mondo che amministra, troppi invece per la giovane contendente che, sul più bello, cade vittima della pressione. Mantenere i propri turni di battuta non sembra fattibile in questa partita, dato che entrambe le tenniste continuano a cedere il servizio tra errori e scelte tattiche inutili o scellerate, condite da occasioni lautamente sprecate. Kerber, nel sesto game, gioca meglio e aggancia Osaka, sfoderando dei vincenti di pregevole fattura e controbattendo in maniera istintiva ad uno smash approssimativo della nipponica. La svolta arriva nel nono gioco, laddove una Angelique più fredda e solida approfitta di un calo di concentrazione di Naomi, che appena prima aveva parlato col coach Sascha Bajin. Le soluzioni in corsa della Kerber mettono al palo Osaka che corre ma non sfonda, prova ad attaccare ma si scontra con un muro di Berlino talmente resistente alle sue bordate che, alla fine, vengono spedite fuori. Ma non è ancora finita. Al momento di chiudere la nipponica mette in campo tutto quello che ha e si procura tre palle break consecutive. Stoicamente la teutonica resiste fino al 30-40, ma non può evitare l’ennesimo break, presa a pallate sul lato del dritto. Lo sguardo di Naomi diventa impassibile, come quello visto nella finale newyorkese contro Serena Williams, e come se nulla fosse vince i tre giochi successivi e quindi il set, dopo essere stata ad un passo dalla disfatta.

Naomi Osaka
Naomi Osaka

L’ultimo e decisivo set, in avvio, si presenta più regolare, ma Osaka appare fin da subito più determinata e decisamente più consistente. Kerber, al contrario, si tocca la schiena, sembra in affanno e non va sotto nel punteggio solo grazie ai non forzati di Naomi (croce e delizia del suo gioco) e non certo per reali meriti propri. La nipponica nel quarto gioco ottiene una chance per il break, ma ha fretta di chiudere e forza troppo; la teutonica porta pazienza e, sebbene senza la prima di servizio, regge il martellamento avversario. Nonostante il punteggio costante, tutto sembra propendere dalla parte di Naomi Osaka che gioca bene, incrementa i winners, i servizi vincenti e tra le due si mostra più fresca e ricca di soluzioni. Nel settimo game la giapponese commette alcune ingenuità tattiche che con la Kerber, si sa, non si possono fare, tra cui uno smash a campo aperto, colpito in direzione della tedesca, che viene contrattaccato con un lob da dieci e lode. Naomi ride, ma non ha capito che dall’altra parte della rete c’è una giocatrice che non regala niente. Il break si verifica un attimo dopo, coadiuvato da dei regali assurdamente inaccettabili di Osaka. Angelique gestisce e resiste agli attacchi fino al 5-3; tra le due quella che ne ha meno fisicamente è lei, ma continua a raschiare il fondo del barile energetico e sebbene barcollante non molla. L’ultimo game è uno psicodramma di Naomi Osaka dato che, nonostante le palle leggere della tennista di Brema e un nastro completamente a suo favore, sbaglia l’impossibile. Il punto definitivo è semplicemente incredibile, con Kerber relegata quasi fuori dal campo a difendere e Osaka in pieno controllo degli scambi che nel momento di chiudere sparacchia un dritto in rete facilissimo. Game, set, match Kerber e qualificazione per la nipponica che diventa ancora più complicata, nonostante i due set vinti e le cinque ore trascorse in campo, senza però portare a casa nessuna vittoria. Per la teutonica sarà fondamentale vincere venerdì contro Sloane Stephens e sperare in un successo di Kiki Bertens proprio ai danni dell’americana, per essere sicura di approdare alle semifinali delle WTA Finals di Singapore, per la seconda volta in carriera.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy