Wta Mosca: Kasatkina rimonta Jabeur e fa suo il titolo

Wta Mosca: Kasatkina rimonta Jabeur e fa suo il titolo

Daria Kasatkina ha tenuto testa e superato in rimonta una fallosa Ons Jabeur nella finale della Kremlin Cup di Mosca, sollevando così il suo primo trofeo WTA in patria.

di Simone Marasi, @Simone_Marasi

Daria Kasatkina, la numero uno della Russia, ha sconfitto nella finale della Kremlin Cup un’ispirata Ons Jabeur conquistando il suo primo trofeo WTA nel torneo di casa dopo la finale persa lo scorso anno e entrando per la prima volta in carriera nella Top 10 femminile. Da numero 6 del seed Kasatkina ha dovuto rimontare da un set e un break di svantaggio prima di completare la rimonta e vincere con lo score di 2-6, 7-6 (3), 6-4 dopo due ore e cinque minuti di match. Aggiunge in questo modo il suo nome a una lista di grandi giocatrici russe nell’albo d’oro, succedendo ad Anastasia Myskina (2003 e 2004), Anna Chakvetadze (2006), Elena Dementieva (2007), Anastasia Pavlyuchenkova (2014) e Svetlana Kuznetsova (2015 e 2016). La sua vittoria ha negato alla sua avversaria, la tunisina Jabeur, un lieto fine che avrebbe rappresentato un vero e proprio record per il suo Paese, ossia il primo titolo WTA nella storia, che dovrà ancora attendere prima di essere infranto.

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Nonostante fosse per lei la prima finale, Jabeur non ha accusato la pressione, deliziando il pubblico presente con un gran tennis. Pronti, via e subito uno scambio di break tra le due, con la russa la prima a passare avanti prima di venire recuperata. Questo pronto recupero è sembrato aver destabilizzato Kasatkina, che con dei sanguinosi doppi falli ha dato alla sua avversaria la possibilità di issarsi sul 4-2, finalizzata grazie a un drittone incrociato vincente. La sua avversaria ha tenuto alto il livello e con il quarto game consecutivo ha portato a casa il primo set. Nel secondo parziale la russa non è sembrata accusare il colpo, riuscendo a trovare il break in apertura. Vantaggio non molto duraturo, visto che la sua avversaria ha alzato l’asticella poco dopo, riuscendo a recuperare le distanze. Il ritmo forsennato della nordafricana non è scemato ed è riuscita a trovare nuovamente il break, issandosi fino al 4-1. Situazione, quella di vantaggio di un set e di un break, già capaitata quasi due anni fa nel match durante le Olimpiadi del 2016 che ha visto prevalere poi la russa in rimonta. Chissà se quest’episodio è saltato alla mente di Jabeur, che di fatto ha iniziato ad aumentare a dismisura gli errori gratuiti (ben 38 nel secondo set a fronte dei soli 8 del primo) permettendo alla sua avversaria di rientrare in partita ed impattare sul 4 pari. Nell’inevitabile tie-break il servizio non ha aiutato nessuna delle due con tantissimi minibreak all’inizio e con Kasatkina la prima a fare punto con la battuta dopo 7 punti. Errori e scelte sbagliate della tunisina hanno rinviato la finale al terzo set. Vietato sbagliare ora, con la tensione in campo che si tagliava con il coltello. 2-0 per Kasatkina con il break prontamente recuperato dalla sua avversaria hanno subito reso avvincente il parziale. Ma è dopo le due ore che Kasatkina ha messo a segno il break decisivo prima di servire con successo per il titolo, il secondo in carriera e il primo sul veloce dopo le due finali perse a Dubai e Indian Wells. Con questa vittoria, inoltre, andrà a Singapore come riserva, spodestando Aryna Sabalenka.

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  1. Maria Pia Scarpellino - 8 mesi fa

    Complimenti!

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