Buon compleanno, Sarita!

Il 29 Aprile di ventotto anni fa nasceva a Bologna  Sara Errani,  ragazza dagli occhioni  azzurri e dal cuore talmente grande da fare invidia al mondo. “Ma a fare la differenza, nel suo gioco, non sono tanto gli aspetti tecnici. È quella piccola cosa che batte nel petto, che ti fa sentire vivo, che accelera quando sei emozionato, che ti salta in gola quando arriva il momento cruciale, che marca la differenza tra il coniglio e il leone. IL CUORE” scrive Roberto Commentucci, autore del libro “Excalibur”, che ripercorre la carriera e le emozioni della tennista romagnola.
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Una bambina dai capelli riccioluti e biondi, determinata fin da piccola a realizzare il suo sogno: essere tra le più forti al mondo. Il sogno di una ragazzina come tante, il papà fruttivendolo, la mamma farmacista e il fratello Davide grazie al quale ha preso in mano per la prima volta una racchetta. Una guerriera agli occhi degli altri visto che Sara a soli 12 anni partì da sola per raggiungere l’accademia di Nick Bollettieri in America, la scuola di tennis più importante del mondo. ” È stata dura, piangevo praticamente ogni giorno, ma non dissi niente ai miei perché sapevo che stavano facendo un grande sacrificio e non volevo fallire”.

La frase “con quel fisico può essere solo una pallettara come tante” è risuonata tante volte nelle orecchie della Errani, consapevole però che un giorno avrebbe potuto smentire le voci con i traguardi raggiunti. Voci che di certo l’hanno resa più forte e ancora più decisa a mostrare davvero dove sarebbe potuta arrivare. Interminabili allenamenti e sacrifici per sopperire ai centimetri che madre natura non le ha dato e il trasferimento in Spagna a soli 17 anni  a fianco di Pablo Lozano hanno rappresentato il binomio perfetto. Alla Tennis Val di Valencia Sara ha trovato l’ambiente ideale dove costruire i suoi successi, con il compagno di allenamento David Ferrer, campione di umiltà e dedizione proprio come la tennista romagnola.

Come spesso accade i sacrifici e il duro lavoro pagano. Sotto il sole cocente di Palermo nel 2008 Sara ha potuto alzare il primo degli otto trofei vinti in singolare. Due settimane dopo un altro sigillo a Portorose, torneo grazie al quale ha potuto “togliersi non pochi sassolini dalle scarpe“. Indimenticabili infatti le parole di Sarita con la voce tremolante durante la premiazione: “Dedico questo torneo a tutti gli italiani che hanno sempre detto che ero solo una ‘pallettara’, una che non sarebbe potuta andare da nessuna parte”. Prova di grande carattere e personalità che l’hanno sempre contraddistinta fin da bambina.

Tuttavia Sara, la ragazza cresciuta e coccolata dalle sue compagne di nazionale, la vera rivincita se l’è presa nel Giugno di 3 anni fa, quando ha tenuto col fiato sospeso l’Italia e il mondo. Dopo il trionfo di Francesca Schiavone nessuno pensava minimamente che la formichina di Massa Lombarda potesse essere la protagonista dell’ultimo atto del Roland Garros, in diretta per l’occasione su Rai 2. Niente di più bello delle lacrime del padre Giorgio sulle tribune del Philippe Chatrier dopo la semifinale vinta con Samantha Stosur, ripagato per aver creduto da sempre nelle doti di sua figlia e per i sacrifici sostenuti.

Finale in Francia, quarti in Australia, semifinale in America con conseguente ingresso in top 10 sono solo alcune delle grandi soddisfazioni per Sara in un fantastico 2012 che rimarrà per sempre scolpito nella sua mente. Il momento di svolta nella sua carriera avviene quando Sara scopre la sua nuova racchetta, la sua nuova “arma”. Nel tennis infatti non c’è una via di mezzo o si esce vittoriosi o sconfitti. La racchetta che con lo stupore generale permetteva a Sarita di colpire la palla con più potenza e più rotazione viene battezzata “Excalibur”, l’arma vincente che una volta trovata viene custodita come un tesoro. 

“Questa racchetta non la lascerò più per tutta la mia vita. Non avevo mai provato una sensazione simile: mi sembrava di essere invincibile, di avere in mano quella spada magica, come si chiama.. quella di re Artù.. ecco, si Excalibur” Guai a chi me la tocca” si legge sulla copertina del libro dedicato alla tennista che ha da sempre come idolo Andre Agassi. Gli anni passano ma Sara non cambia: l’umiltà, la voglia di vincere qualsiasi cosa( anche a carte) e la capacità di non mollare mai fino all’ultimo punto di ogni match sono parte della sua anima. 

Come sempre i tornei su terra la vedono come grande protagonista e non potrebbe essere altrimenti visto il record che vanta su questa superficie. Dal 2012 Sara è la terza tennista ad aver portato a casa più incontri sul rosso dopo Williams e Sharapova. Gli appuntamenti con la storia però non sono finiti, anzi. La piccola romagnola dal cuore immenso lo scorso anno è riuscita dopo 64  lunghi anni a riportare l’Italia in finale agli Internazionali Bnl d’Italia. Gli straordinari successi su Li Na e Jelena Jankovic sono stati il coronamento di un sogno che poco importa che si sia infranto al cospetto di Serena Williams. La storia è stata scritta e l’Italia si è stretta tutta intorno a lei.

La ragazza che ad uno Slam ha sempre preferito una medaglia Olimpica é cresciuta, é diventata titolare a tutti gli effetti in Fed Cup, competizione dove per anni ha potuto imparare dalle gesta delle sue compagne più grandi. “La sua Fed” Cup peró l’ ha vinta nel 2013 sul campo Centrale di Cagliari contro la Russia che poco importa che si fosse presentata senza i Pezzi da 90. I match in Fed Cup sono un’ arma a doppio taglio, la tensione attanaglia chiunque ma non una guerriera come Sara capace di esaltarsi quando indossa la maglia azzurra.

Una ragazza che non ha paura di nulla, nemmeno di sfidare chi accanto a lei sembra di un altro mondo. Memorabile in questo senso il match vs Serena Williams a Brindisi. Sara non ha avuto paura di fare il suo gioco e di sballottare Serena da una parte all’ altra del campo per un set e mezzo.

Non era facile portare sulle spalle il peso di giocare in casa al Foro Italico con tutta la pressione che comporta. Sarita però al contrario di molte altre è riuscita ad esprimere un tennis sublime, sembrava che le riuscisse qualsiasi cosa sull’amata terra rossa del Campo Centrale. Emozioni incredibili che solo lei è riuscita a regalare, imprese che hanno un sapore diverso se si pensa a tutti i sacrifici che ci sono dietro.

Nessuna delusione o sconfitta possono farla smettere di sognare, non ci sono riusciti nemmeno tutti i detrattori. Un esempio di vita per tutti coloro che credono nei propri sogni. Con la passione e il cuore si può raggiungere qualunque cosa, i sogni possono diventare realtà. Nel frattempo grazie di tutto Sara e continua a sognare!

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