Mischa Zverev compie trent’anni

Mischa Zverev compie trent’anni

Conosciamo meglio il maggiore dei fratelli Zverev, oscurato spesso dal più promettente Alexander. Eppure Mischa, giocatore tedesco ma dal cuore e dal carattere russo, arrivato alla soglia dei 30, potrebbe vivere una seconda giovinezza tennistica.

di Kevin Clement

Se in questo periodo si sente molto parlare di Alexander Zverev, probabile numero 1 futuro, chi è rimasto sempre nell’ombra per tutto il tempo, ma è riuscito comunque a farsi strada nel mondo del tennis, è il fratello, trentenne, Mischa Zverev.

Nasce il 22 agosto del 1987, a Mosca, ma quattro anni dopo si trasferisce con la famiglia in Germania. Il papà Alexander e la mamma Irena, entrambi ex tennisti professionisti e allenatori, inseriscono Mischa nel mondo del tennis alla tenerissima età di due anni. Fin da piccolo passava le giornate a giocare col papà, colpendo palline su palline. Anni dopo, i numerosi allenamenti sembrano dare i loro frutti, regalando al giovane tedesco non poche soddisfazioni nel circuito giovanile. Riesce infatti ad approdare in semifinale allo US Open e ai quarti all’Australian Open e al Roland Garros, dove in doppio, arriva fino all’atto conclusivo del torneo. Con 123 vittorie su 173 match giocati, Mischa abbandona il circuito dei più giovani e approda, nel 2006, in quello ATP. In quell’anno ottiene il suo primo quarto di finale, a Bangkok, dove elimina giocatori del calibro di Juan Carlos Ferrero. La stagione continua con le vittorie in vari Challenger; vittorie che proseguono l’anno successivo e che permettono al tedesco di arrivare fino all’ottantesima posizione nel ranking mondiale.

I fratelli del circuito Atp: Mischa e Sascha Zverev
I fratelli del circuito Atp: Mischa e Sascha Zverev

Il 2008 è per Mischa un anno estremamente importante. La sua freschezza di gioco, improntato sul vecchio caro serve and volley, ormai quasi del tutto sparito dal tennis professionistico, fanno di lui un giocatore quasi atipico, ma sicuramente temibile. Riesce ad ottenere buone posizioni in tornei come San Pietroburgo e Rotterdam, ma le vere soddisfazioni arrivano in doppio. Col suo compagno, Mikhail Youzhny, ottiene due titoli ATP, ad Halle, sull’erba, e a Tokyo, cemento e una finale sulla terra di Stoccarda. Gli anni successivi furono per Zverev un altalenarsi di buoni risultati, come la finale ATP di Metz e i quarti di finale nel master 100 di Roma, e di cattive prestazioni, mescolate anche a infortuni che spesso e volentieri lo costringevano al ritiro. Mischa sembrava dovesse sempre spiccare il volo da un momento all’altro, ma alla fine, rimaneva sempre con i piedi piantati al suolo. Restava sempre lì, nella sicurezza della sua top 100, nei suoi quarti di finale sporadici, con quel talento che, chissà per quale strano scherzo del destino, non riusciva a valorizzare pienamente. Gli anni a venire, infatti, furono per il tedesco decisamente complicati, passati a giocare Challenger ed eventi ITF, senza riuscire a vincerne nemmeno uno. La fine sembrava vicina, quando nel 2015, qualcosa cambiò.

In coppia con il giovanissimo fratello Alexander, riesce ad ottenere una finale a Monaco, persa solo al match tiebreak e, in singolare, arriva fino ai quarti a Stoccarda. Sprazzi di buon tennis, quelli di Mischa, che gli consentono di andare avanti e di non mollare, di credere ancora nelle sue capacità. Zverev ci crede, e così, nel finale del 2016 tutto cambia. Si spinge fino ai quarti di finale nel master 1000 di Shangai, dove gioca un gran match contro Novak Djokovic, perso solo al terzo set. Qualche settimana dopo, a Basilea, arriva fino in semifinale dopo aver battuto, tra tutti, Stan Wawrinka. Termina l’anno al numero 51, forse inconsapevole di ciò che accadrà nei mesi successivi. Nel primo Slam dell’anno, a Melbourne, Zverev gioca il suo miglior tennis. Arriva al quarto turno dove vince battendo il numero uno del mondo Andy Murray, dopo aver giocato un match incredibile contro John Isner al secondo turno. Il torneo termina ai quarti, solo per mano di Roger Federer, futuro campione. Il primo quarto di finale slam sembra quasi un sogno per il tedesco, che sulla ali dell’entusiasmo, vince un altro titolo in coppia col fratellino e raggiunge, a Ginevra, la finale, persa al terzo set contro lo svizzero Wawrinka.

Ora Mischa è numero 27 del ranking mondiale. A dirlo sembra quasi impossibile. Dopo aver toccato il fondo, uscendo dai primi 1000 della classifica, ora è tranquillamente tra i più forti. Un altro mistero di uno sport dalle mille sfaccettature. Una cosa però la si deve riconoscere: la forza d’animo di un tennista umile, che è riuscito a risalire la china con i suoi sforzi. Un ragazzo tranquillo, sia nel campo da gioco, che fuori. Tra un torneo e l’altro non perde mai occasione per pescare, attività che adora, e per fare surf col suo fratello minore. A 30 anni, perciò, si ritrova in un circuito dove, da una parte, ragazzini giovanissimi fanno a gara a chi impressiona di più (suo fratello “Sascha” ad esempio), e dall’altra, over 30 come Federer o Wawrinka, fanno capire che le età nel tennis si sono allungate, e di molto. Anzi, sembra quasi che per sfondare e per ottenere grandi risultati, la “seconda giovinezza” tennistica, sia indispensabile. E Mischa Zverev ne è un esempio. Oggi gli auguriamo buon compleanno, e con i nostri auguri, speriamo che finalmente possa trovare stabilità nel circuito. Perché Mischa è uno che si differenzia dalla massa; è uno dei pochi che a Wimbledon consuma quell’erba vicino alla rete, zona quasi inesplorata nel singolare di oggi. Quindi ora, il tedesco, ma con cuore e carattere sicuramente russo, continuerà la sua avventura con lo spirito giusto e tanta voglia di giocare.

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