LA FINE E’ DAVIS (1) – PRIMA GIORNATA SENZA SORPRESE

Il punto.

La prima giornata della finale di Coppa Davis a Belgrado ha rispettato puntigliosamente i pronostici della vigilia. Djokovic ha superato Stepanek in tre set e Berdych ha riservato la stessa fine al neofita, per questi livelli, Lajovic. Sarà più interessante la notte dove i due capitani dovranno scegliere che coppia schierare nel doppio di domani. Pur avendo iscritto al momento del sorteggio Rosol e Hajek è altamente improbabile che il capitano ceco ad interim Vladimir Safarik rinunci a schierare l’espertissimo Radek Stepanek, che ha un record di 15 vittorie e 3 sconfitte nel doppio, e Tomas Berdych, che forma col connazionale una coppia sconfitta solo dagli spagnoli Lopez e Verdasco nella finale del 2009. Potrebbe riproporsi il match disputato nel 2010 in questo stesso stadio in cui affrontarono, e sconfissero in quattro set, Novak Djokovic e Nenad Zimonjic.

Djokovic in doppio ha giocato solo quattro match di Davis, con un bilancio in pareggio, sempre in coppia con Zimonjic, originato dalle vittorie contro gli australiani Hanley e Hewitt nel settembre 2007 e contro i russi Youzhny e Tursunov nel febbraio 2008, e dalle sconfitte contro i cechi già ricordata e contro gli svedesi Aspelin e Lindstedt nel luglio 2011. Il piano sarebbe, secondo voci raccolte via twitter, di schierare Ilia Bozoljac come ultimo singolarista nell’ultimo match, probabilmente decisivo, contro Stepanek.

Intanto Tomas Berdych, con i punti raggranellati battendo Lajovic, ha superato Roger Federer riguadagnando il sesto posto della classifica ATP.

I risultati

SERBIA-REPUBBLICA CECA 1-1

Novak Djokovic (SER) b. Radek Stepanek (CEC) 7-5 6-1 6-4

Durata 2 ore e 12 minuti.

Tomas Berdych (CEC) b. Dusan Lajovic (SER) 6-3 6-4 6-3

Durata 1 ora e 57 minuti.

Cronache

Primo singolare della finale di Coppa Davis 2013. In Serbia si gioca in un clima da Euroleague, per fortuna senza ultras violenti. I pronostici vorrebbero che Djokovic passeggiasse su Stepanek, ma chi segue il tennis sa bene che non bisogna sottovalutare il “fattore S”. Radek in Coppa Davis si trasforma, diventando un solido fighter capace di impensierire anche questo Nole. Il 1° set infatti è combattuto, ricco di scambi spettacolari e di rovesciamenti di fronte. Stepanek gioca bene da fondo campo, fa muovere il serbo e controlla splendidamente la rete, ma fatica comunque un pò più di Djokovic a tenere i proprio turni di battuta. Nole dalla sua, in questo inizio, ha la perfezione quasi assoluta al servizio, cosa che gli consente di restare tranquillo e andare via liscio. Il serbo infatti conquista ben presto il break che lo proietta sul 5-2. Stepanek tiene il servizio e a questo punto, invece di mollare, sfodera il “fattore S”, alzando il livello del suo gioco in modo inaspettato. Poco dopo, infatti, si procura tra palle del controbreak su una discesa a rete conclusa con una vollé di rovescio degna del miglior Cash. In men che non si dica, anche grazie al pubblico serbo che rimedia un warning da Molina per disturbo del servizio, siamo 5-5. Sul 6-5 però viene fuori quell’altro fattore, il “fattore N”, quello che tende a manifestarsi quando il momento si fa importante, e Djokovic porta a casa il primo set 7-5.
Radek accusa il colpo e il 2° set è una pura formalità per Nole, che chiude 6-1 dopo una pioggia di break ed errori non forzati dell’avversario. Al di là del fattore mentale, è ovviamente l’anagrafe a pesare in questo tipo di match, e infatti vediamo il ceco accusare un crollo verticale nella tenuta fisica (22% con la prima di servizio!), tanto che il set se ne va in poco meno di mezz’ora. All’inzio del 3° ci si aspetta una reazione di Stepanek, reazione che in parte arriva permettendo a Radek di tenere il passo fino al 4-4. C’è però da dire che Nole sembra in pieno controllo, con la testa già al prosieguo della competizione, e quindi la sua prestazione, se non brilla per dominio tennistico, lo fa però dal punto di vista della presenza in campo. Infatti, non appena si tratta di chiudere, il serbo piazza una risposta vincente di impressionante potenza che fulmina letteralmente Stepanek sulla via della rete, guadagnando così il break decisivo per la vittoria.

Nel secondo match la folla è naturalmente ottimista ma il semiesordiente Lajovic, n.117 del mondo e quindi primo over 100 in campo in una finale di Davis dai tempi dello slovacco Michal Mertinak nel 2005, spera di ripetere la vittoria di primo turno nel febbraio 2012 sullo svedese Filip Prpic quando il risultato era già deciso. Parte attanagliato dall’emozione cedendo il primo game e trovandosi 0-30 sul proprio servizio. Qui trova il coraggio delle proprie azioni e dei propri mezzi e comincia ad inanellare game con un buon gioco, favorito da un Berdych formato diesel lento nel mettersi in moto. I primi sette giochi vanno così al battente senza neanche finire ai vantaggi. L’ottavo vede il primo break dell’incontro: Lajovic si spegne sul 30-0 avviando con un doppio fallo una serie di otto punti consecutivi cechi che assegnano il primo set.

La seconda frazione parte sulla falsa riga della prima ma la fine dei sogni serbi è anticipata al quinto game nel primo game che va ai vantaggi.

Come ai vantaggi vanno il primo e il nono gioco del terzo set con cui Berdych assicura il pareggio ai suoi. Lajovic resiste sull’ultimo turno di servizio per ben quattordici punti.

(cronache di Giacomo Foglietta e Ilario Gradassi)

Domani il basilare doppio, dalle 16.00, in diretta su Supertennis.
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