Il ritorno in nazionale
Dopo mesi complessi, tra tornei Challenger e infortuni, Pablo Carreño Busta torna a vestire la maglia della Spagna per la sfida di Coppa Davis contro la Danimarca. A Marbella, il tennista asturiano affronterà Holger Rune, numero uno danese e principale ostacolo verso le Finals di Bologna 2025. Per lui questa convocazione rappresenta molto più di una semplice partita: “Voglio godermi questo momento. Sono tornato in Nazionale dopo tutto quello che ho passato, è molto importante per me essere di nuovo qui”, ha dichiarato.
Fiducia e motivazione
Il capitano David Ferrer ha scelto di affidarsi alla sua esperienza, consapevole delle difficoltà dell’incontro. Carreño stesso non nasconde l’insidia del match contro Rune: “Ovviamente sarà difficile, perché il mio avversario è molto forte. La Coppa Davis è speciale e il supporto dei tifosi sarà molto importante”. Tornare a giocare una serie in casa, con il pubblico al fianco, è per lui una spinta ulteriore: “Mi è mancato tutto questo. Non ricordo l’ultima partita giocata con un formato simile. Giocare in casa o in trasferta è speciale: questo è ciò che caratterizza la Coppa Davis”.
Una squadra senza Alcaraz ma competitiva
La Spagna si presenta priva di Carlos Alcaraz, Alejandro Davidovich e del doppista Marcel Granollers, ma Carreño non ha dubbi sulla forza del gruppo: “Siamo privilegiati. La Spagna ha molti giocatori bravi. Se togliessimo ad altri team il numero uno e il numero due del mondo, non riuscirebbero a competere. Noi abbiamo Jaume Munar, Pedro Martínez e Roberto Carballés Baena. È chiaro che non tutti sono Alcaraz, ma siamo capaci di superare il turno”.
Un nuovo equilibrio personale
Per il 34enne questa Davis arriva in un momento speciale anche fuori dal campo: da poco è diventato padre e la famiglia lo accompagna in questa avventura. Una nuova motivazione che lo spinge a dare il massimo: “Cambiano molte cose fuori dal campo, ma è una bellissima motivazione. Mia moglie e mio figlio sono qui con me, questo mi dà una spinta in più”.
Con la responsabilità di guidare il team spagnolo insieme a Munar, Carreño sa che il cammino sarà complesso, ma la fiducia nel gruppo resta alta. La sfida contro la Danimarca diventa così non solo una prova sportiva, ma anche un’occasione di rinascita personale e professionale.


