UTS 2, Gasquet e Lopez in coro: “Ci piacerebbe che il coaching venisse introdotto anche per il Tour”

Richard Gasquet e Feliciano Lopez, al termine della sfida vinta dal transalpino nella terza giornata dell’UTS 2, aprono all’inserimento del coaching nel tour

di Diletta Barilla

Continua la striscia di vittorie di Richard Gasquet all’UTS. Ancora nessuna sconfitta per il transalpino in questa seconda edizione del format rivoluzionario promosso da Patrick Mouratoglou nella sua accademia per ovviare alla mancanza del tennis giocato a causa dello stop forzato per il covid-19.

Il francese supera per 3 a 1 lo spagnolo Feliciano Lopez, un altro “veterano” del torneo. Per entrambi si tratta, infatti, della seconda partecipazione consecutiva. Richard Gasquet si conferma ancora una volta l’uomo da battere e accede, anche in questa edizione, alla Final Four aggiungendo il suo nome ai già certi Alex Zverev e Felix Auger-Aliassime.

Alla fine del match, tutta la soddisfazione del tennista francese per il suo ingresso nuovamente tra i migliori 4 del torneo e apre alla possibilità di inserire l’UTS nel calendario dell’ATP Tour: “Perché no? Se è ben organizzato non vedo perché  non si possa inserire anche l’UTS. Ci sono tanti appuntamenti quindi si può fare”.

Alla Mouratoglou Academy, il numero 50 del ranking ATP, cerca di ritrovare il ritmo partita e la condizione fisica ideale in vista della ripresa: “Sicuramente aiuta giocare dopo la lunga pausa. Qui ci sono giocatori di primo livello, molto forti, e ritrovi quelle sensazioni necessarie per poter tornare competere”.

Tra le novità nel format dell’Ultimate Tennis Showdown la possibilità del coaching e Richard Gasquet dimostra di apprezzare parecchio questa soluzione così come Feliciano Lopez che, se potesse, inserirebbe questa regola nel circuito: “Mi piacerebbe poter parlare con il coach. Ci alleniamo tutto l’anno insieme e a volte si ha bisogno di un confronto, di un incoraggiamento. Invece si pensa che in campo il tennista debba per forza cavarsela sempre da solo ma non è facile”.

L’occasione per lo spagnolo è buona anche per parlare della situazione legata alla diffusione di coronavirus in Spagna che sta mettendo a rischio l’edizione 2020 del Madrid Mutua Open posticipato a settembre proprio per l’emergenza sanitaria: “La salute è la cosa più importante, per tutti. Giocatori, pubblico e staff. Purtroppo fare una previsione non è possibile. Nelle prossime settimane penso che comunque potremmo avere un quadro più chiaro. Ma ripeto la tutela della salute viene prima”.

 

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