La lezione di Federer

La lezione di Federer

Spero che Berrettini ci sia rimasto male, e che non riesca a dormire per qualche notte.

di Jacopo Crivellari, @JacoCrivellari

D’accordo, era la prima volta che Matteo Berrettini sfidava un Dio in terra come Roger Federer. Avete ragione, era anche il battesimo del “nostro” sul Centre Court di Wimbledon, ossia la Cattedrale del tennis. Giusto, Matteo ha comunque disputato un grande torneo e il raggiungimento della seconda settimana a Church Road è già un ottimo risultato. È vero, l’azzurro ha solo ventitré anni. Va bene tutto, signori. Però dopo tutte le cose, dove finiscono gli argomenti, si giunge inevitabilmente all’innegabile, ovvero ciò a cui uno che scrive di qualsiasi fatto che sia di dominio pubblico non può e non deve mai sottrarsi: l’oggettività. E stasera per attenermi alla realtà dei fatti devo necessariamente scrivere che Berrettini è stato umiliato da Federer. Senza “se” e senza “ma”.

Matteo ha vinto il sorteggio e ha scelto di ricevere. Tra le molte interpretazioni possibili di questa scelta, c’è anche quella che parla di una volontà di essere aggressivi da subito, magari sperando in una difficoltà iniziale del battitore e quindi di breakkarlo quando è ancora “a freddo” mentalmente e psicologicamente. Per un paio di secondi o tre, lo ammetto, ho pensato che l’idea di cui sopra fosse corretta. Mi pento di averlo fatto, ma ho anche trovato una spiegazione (questa sì, davvero plausibile) al perchè mi sia passato per il cervello quel pensiero, rivelatosi poi totalmente malsano e sbagliato (Berrettini non ha realizzato nemmeno un quindici nel turno di battuta d’esordio di Roger Federer). Il perchè sta nel fatto che il Middle Sunday italiano sia stato un giorno di attesa. Ma non di un’attesa incerta, insicura e razionale. È stato un aspettare trepidanti, speranzosi, un attendere così positivo che pareva naturale che stasera il match finisse con un risultato in cui la gran parte del giornalismo tennistico italiano avrebbe potuto crogiolarsi, poiché apice di un’”epoca d’oro” che secondo alcuni non è mai stata così scintillante.

Invece l’incensata “partita dell’anno” (ho letto anche questa) è finita in un’ora e tredici minuti col punteggio di 6-1 6-2 6-2. E non è stato divertente; le illusioni non hanno avuto riscontro nella realtà oggettiva. La verità che deve obbligatoriamente emergere è solo una: Berrettini stasera avrebbe perso anche contro il numero 120 della classifica mondiale (con tutto il rispetto per Matthias Bachinger). Ha faticato drammaticamente con la prima di servizio (solo il 45 percento è finito nel rettangolo corretto), e ha messo a segno la miseria di undici punti su trentadue con la seconda battuta. È sbagliato criticare la prestazione dell’italiano, anche alla luce delle “scusanti” di cui sopra, ma è ancor più grave l’aver considerato Roger Federer un avversario con cui poter pensare di far partita.  Chi mette in discussione Roger Federer ha un problema con la ragione e con i sentimenti.

Concludo scrivendo che nonostante tutto sono felice per Matteo, perchè le emozioni che ha provato resteranno in lui per sempre. Spero che un giorno potrà raccontare di questa partita sorridendo. Spero anche che ci sia rimasto male, e che non riesca a dormire per qualche notte: così la prossima volta farà l’impossibile per non riprovare tanta sofferenza. 

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  1. Alessandra Zagli - 2 settimane fa

    Il titolo di TC, tanto per non cambiare, è sommario e parziale. Chi ha la pazienza di leggere l’intero articolo capisce il senso delle (vere) parole spese da Federer ….che non ha offeso nessuno.
    Non ha bisogno di offendere, Roger.
    Tennis Circus tenta sempre di far polemica sterile e senza senso.

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  2. Alessandra Zagli - 2 settimane fa

    Il titolo di TC, tanto per non cambiare, è sommario e parziale. Chi ha la pazienza di leggere l’intero articolo capisce il senso delle (vere) parole spese da Federer ….che non ha offeso nessuno.
    Non ha bisogno di offendere, Roger.
    Tennis Circus tenta sempre di far polemica sterile e senza senso.

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  3. Alessandro Padova - 2 settimane fa

    Secondo me Berrettini ci darà grandi gradi soddisfazioni … solo una cosa… ovvio era bloccato dall emozione … ma in passato quelli che poi sono diventati dei grandissimi tale blocco (vuoi per irriverenza vuoi per audacia o per incoscienza) non lo hanno avuto … (cosa avrebbero dovuto fare i vari Becker Chang etc ) …erano altri tempi lo so… ma tale emotività spero che poi in futuro nn sia un limite (io quando giocavo e veniva molta gente a vedermi mi pietrificavo quindi capisco la cosa…)

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  4. Irene Melpignani - 2 settimane fa

    Quant’è facile giudicare standosene seduti dietro un pc. Non è altrettanto facile affrontare l’emozione dilaniante che bloccherebbe qualunque essere umano si trovi ad affrontare una prova del genere. Mi dispiace tanto per Matteo, un ragazzo ieri pietrificato dall’emozione che forse segnerà la sua carriera

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  5. Irene Melpignani - 2 settimane fa

    Quant’è facile giudicare standosene seduti dietro un pc. Non è altrettanto facile affrontare l’emozione dilaniante che bloccherebbe qualunque essere umano si trovi ad affrontare una prova del genere. Mi dispiace tanto per Matteo, un ragazzo ieri pietrificato dall’emozione che forse segnerà la sua carriera

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  6. Irene Melpignani - 2 settimane fa

    Quant’è facile giudicare standosene seduti dietro un pc. Non è altrettanto facile affrontare l’emozione dilaniante che bloccherebbe qualunque essere umano si trovi ad affrontare una prova del genere. Mi dispiace tanto per Matteo, un ragazzo ieri pietrificato dall’emozione che forse segnerà la sua carriera

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  7. Irene Melpignani - 2 settimane fa

    Quant’è facile giudicare standosene seduti dietro un pc. Non è altrettanto facile affrontare l’emozione dilaniante che bloccherebbe qualunque essere umano si trovi ad affrontare una prova del genere. Mi dispiace tanto per Matteo, un ragazzo ieri pietrificato dall’emozione che forse segnerà la sua carriera

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  8. Vale Dolfini - 2 settimane fa

    Mi piace la tua oggettività complimenti

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  9. Marco Marcheselli - 2 settimane fa

    Questi sono i tuoi cari giornalisti Saikala Costantini.
    Non aspettano altro che scagliarsi su una preda di turno,
    perché la critica subdola porta visibilità.
    Un ragazzo che in pochi mesi ha vinto e ottenuto risultati impressionanti in tutto il circuito ATP su più superfici,
    al primo passo falso con mille attenuanti,
    subito a gettargli tonnellate di fango.
    Leggetela voi questa immondizia e imparate a giudicare con la vostra competenza (nel caso si abbia)

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  10. Marco Marcheselli - 2 settimane fa

    Questi sono i tuoi cari giornalisti Saikala Costantini.
    Non aspettano altro che scagliarsi su una preda di turno,
    perché la critica subdola porta visibilità.
    Un ragazzo che in pochi mesi ha vinto e ottenuto risultati impressionanti in tutto il circuito ATP su più superfici,
    al primo passo falso con mille attenuanti,
    subito a gettargli tonnellate di fango.
    Leggetela voi questa immondizia e imparate a giudicare con la vostra competenza (nel caso si abbia)

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  11. Claudio Aloise - 2 settimane fa

    Non poteva fare altro….è Roger che decide come si gioca anche contro Rafa e Nole…solo che loro sono gli unici che possiedono il tennis per far giocare male Roger…ma partendo sempre dalla difesa a oltranza….per gli altri è un’incubo continuo

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  12. Silvia Motroni - 2 settimane fa

    Cmq scrivere che Berrettini avrebbe perso contro chiunque lo trovo sciocco e ingiusto. Ha perso, molto male è vero, contro il n. 1 sull’erba e nel giardino di casa sua.

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  13. Vincenzo Micillo - 2 settimane fa

    Perdere con RF è normale, ok. A me ha dato fastidio il modo in cui ha perso. Non pareva il n.17 del Mondo, ma un ragazzino in gita premio a cui hanno detto “ehi, oggi ti fa una lezioncina di tennis con il n.1, sei contento ?”…..

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