Wta Briefing: Australian Open, spunti e riflessioni sul primo Slam dell’anno

ANGIE E SERENA IN POLE POSITION – La 105esima edizione del primo dei quattro tornei del Grande Slam è arrivata, tra più dubbi che certezze. Iniziamo chiaramente parlando della numero 1 del globo, Angelique Kerber, che sarà chiamata a difendere il titolo conquistato dodici mesi fa in uno dei momenti più difficili degli ultimi anni. Dopo le eliminazioni premature a Brisbane e Sydney, la mancina di Brema dovrà ritornare ai livelli espressi in tutto il 2016 per confermare il titolo. I pronostici sembrano comunque dar fiducia alla tedesca, nonostante l’inizio d’anno balbettante; per lei l’esordio sarà dinanzi l’ucraina Lesia Tsurenko.
Appaiata alla Kerber in testa alle favorite per la vittoria finale c’è, come al solito, Serena Williams a caccia del settimo acuto agli Australian Open. La trentacinquenne di Saginaw sfiderà Belinda Bencic, scesa al 48esimo posto nel ranking dopo la seconda parte della scorsa stagione costellata da infortuni e prestazioni negative. Una vittoria a testa nei precedenti, con la svizzera (salita fino alla posizione numero 7 del mondo lo scorso febbraio) che ha battuto la macchina da guerra statunitense nelle semifinali di Toronto del 2015.

Tra gli altri nomi che ambiranno alla conquista dello scettro ci saranno Simona Halep (mai oltre i quarti in Australia), Agnieszka Radwanska, finalista all’ultimo torneo pre-Slam di Sydney e semifinalista agli Open australiani di dodici mesi fa (entrambe ancora a caccia del primo successo in uno Slam), e Johanna Konta, autrice di un inizio anno sfavillante con la vittoria del Premier di Sydney, proprio contro la Radwanska, e la semifinale raggiunta a Shenzhen. Subito dietro loro la “Maestra del 2016” Dominika Cibulkova, finalista qui nel 2014, Garbiñe Muguruza, campionessa dell’ultimo Roland Garros e la sempre più in ascesa Karolina Pliskova. È, infatti, la slanciata tennista ceca, secondo molti, a poter essere la sorpresa (se ancora di sorpresa si può parlare) del 2017.
Occhio anche alla outsider Eugenie Bouchard che, dopo il buon inizio d’anno, arriva agli Australian Open come autentica mina vagante del tabellone. La canadese, semifinalista a Melbourne nel 2014 (anno in cui raggiunse il suo best rank alla quinta piazza), con la sua attuale 49^ posizione in classifica sarà un’avversaria da evitare. Primo ostacolo per la Bouchard: Louisa Chirico.

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E LE ITALIANE? – Per quanto riguarda il capitolo italiane, i tifosi azzurri affideranno le loro speranze in primis a Roberta Vinci, testa di serie numero 15, che proverà a migliorare il suo massimo traguardo raggiunto a Melbourne e cioè il terzo turno dello scorso anno, del 2006, 2010 e 2013. Ad attendere all’esordio la tennista tarantina ci sarà l’ostica statunitense Coco Vandeweghe. In secundis, a pari merito, si spererà in buone prestazioni da parte di Sara Errani e Camila Giorgi. Soprattutto dalla più giovane marchigiana, eterna promessa del tennis nostrano, ci si aspetta qualcosa di positivo dopo il buon avvio di stagione con le semifinali raggiunte a Shenzhen una settimana fa, ma il sorteggio le ha svelato un amaro nome: a dare il ben arrivata a Melbourne alla Giorgi sarà Timea Bacsinszky, testa di serie numero 12 del torneo. Sara Errani affronterà la giapponese Risa Ozaki e sarà chiamata a una risposta dopo la negativa partenza d’anno.
Su-Wei Hsieh sarà l’avversaria del primo turno di Karin Knapp, mentre saranno i sedicesimi e ultimi Australian Open per Francesca Schiavone, dopo l’annuncio di questa settimana sulla decisione di ritirarsi al termine della stagione. Per la milanese l’esordio sarà contro una tennista proveniente dai turni di qualificazione.

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