Fed Cup, Italia-Belgio: sconfitte per Paolini e Errani

Sara Errani

Bottino pieno per il Belgio al termine della prima giornata della sfida play-off. Per le azzurre, capitanate da Tathiana Garbin, le speranze di far parte del World Group sono ridotte al lumicino. Jasmine Paolini ha ceduto in due set a Elise Mertens, dopo aver mancato tre set point per allungare il match al terzo. Giornataccia per Sara Errani, che ha pagato un pessimo rendimento al servizio: 17 doppi falli, dei quali 10 nel primo set e 5 concentrati nel quarto game della prima frazione. La reazione di Sarita, che si è presa il secondo parziale al tie-break, dopo aver annullato un match point, non è stata sufficiente per ribaltare le sorti della partita. Crollo nel terzo set e secondo punto belga centrato da Alison Van Uytvanck.

ELISE MERTENS FIRMA IL PRIMO PUNTO – Un primo set a senso unico e una seconda frazione combattuta, con tre set point non finalizzati da Jasmine Paolini. Primo set dominato da Elise Mertens. Fresca di best ranking (numero 17) grazie al titolo conquistato una settimana fa a Lugano, la tennista belga non ha dato respiro a Jasmine Paolini. La Mertens è scesa in campo con un preciso disegno tattico: imprigionare l’azzurra nel lato sinistro, guadagnare campo, colpire con il cambio di direzione con il rovescio lungolinea. La belga si è costruita i punti variando i colpi, iniziando gli scambi a tre quarti di velocità con palle spesso alte e prive di peso per “finire” l’azzurra con una improvvisa accelerazione. Sempre con i piedi ben piazzati dentro, la numero 17 del mondo ha costretto Jasmine Paolini a correre da una parte all’altra e stare perennemente in difesa. Sempre sotto pressione, la tennista italiana appena ha intravisto un varco si è avventata sulla palla. Un rischio che non ha pagato, perché al posto del vincente è arrivato l’errore. Poco più di mezz’ora per un severo 6-1. 14 vincenti per Elise Mertens, uno dell’azzurra. Altro dettaglio di non poco conto, il fatto che la belga ha conquistato tutti i game combattuti e che sono andati ai vantaggi. Elise Mertens aveva mostrato a Lugano un gioco a intermittenza: improvvisi cali di concentrazione che l’hanno costretta a giocare tre partite combattutissime in ventiquattro ore (con Marketa Vondrousova, Mona Barthel e Vera Lapko) e rischiare seriamente la sconfitta nel match contro Vera Lapko. Anche oggi la belga, in avvio di secondo parziale ha avuto un passaggio a vuoto. Due doppi falli, un errore di dritto e break Paolini nel primo gioco. Allungo azzurro sul 2-0, complice il dritto ballerino della Mertens. La numero 17 Wta si è ripresa ben presto. Il tempo di riordinare le idee, riprendere da dove aveva iniziato il match e Jasmine Paolini ha subito uno score di 3 game a zero per la belga. Crollo annunciato per Jasmine Paolini? Nemmeno per sogno. La tennista italiana per la prima volta nel match è riuscita a prendere il comando delle operazioni: ritmi elevatissimi che Elise Mertens, sempre più cacciata indietro, non è riuscita ad arginare. Saggiamente l’azzurra ha insistito sul dritto dell’avversaria. In termini di punteggio, tutto è stato rocambolesco: break per il 4-3 e servizio Paolini. Controbreak Mertens e 4-4, break Paolini (il terzo nel set) per un preziosissimo 5-4 e battuta per allungare alla terza frazione. Elise Mertens ha sparacchiato fuori l’impossibile e in modo macroscopico con colpi lunghissimi o larghissimi. Lo sbandamento belga è finito sul 5-4 40-0 azzurro. Tre set point consecutivi annullati da Elise Mertens, due dei quali con freddezza. Sul terzo, il braccio dell’azzurra ha tremato. Per Jasmine Paolini una doccia gelata che ha spento ogni speranza. Due match point salvati con personalità, quando sul 6-5 Mertens l’azzurra è andata in battuta per rimanere nell’incontro, ma nulla da fare sul terzo. Dopo un’ora e 37 minuti di gioco, Belgio 1, Italia 0.

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A VAN UYTVANCK IL MATCH-MARATONA CONTRO SARA ERRANI – Sconfitta in tre set per Sara Errani che ha sfiorato una clamorosa rimonta ma è crollata nel terzo set. Un primo parziale giocato malissimo da entrambe, ma che è finito nelle mani di Alison Van Uytvanck. Procediamo con ordine: dato che uno dei punti di forza del gioco della belga è il servizio, il break conquistato da Sara nel primo gioco faceva sperare bene. Nonostante la Van Uytvanck in diversi frangenti del parziale non abbia tenuto un rovescio in campo e mostrato a rete il campionario degli orrori, è iniziato lo psicodramma di Sarita in battuta: 10 doppi falli, dei quali uno nel secondo gioco, ben cinque nel quarto, due nel sesto, uno nell’ottavo, uno nel decimo hanno compromesso il set. Sara ha ceduto 5 turni di battuta su 5. Se non è stato doppio fallo, è arrivato l’errore in uscita. Non che l’avversaria abbia fatto vedere un tennis trascendentale, con 4 break su 5 turni di servizio ceduti, il 48% di prime in campo e una percentuale realizzativa del 24% con la seconda. Simili dati rispecchiano un parziale nel quale sono saltati tutti gli schemi tattici e le cui sorti sono state determinate dagli errori. Fatale per Sara il doppio fallo che ha portato la belga al set point. A seguire, un dritto scarico morto in rete e 6-4 per la numero 50 del mondo. Difficile per Sara non poter contare su un colpo come il servizio, che di suo è sempre problematico, ma 10 doppi falli sono stati davvero troppi e il contraccolpo psicologico si è visto nel secondo parziale. Un’ora e 8 minuti di gioco e l’azzurra già sotto 6-4, 3-0, con break consegnato nel secondo game, nessun turno di servizio tenuto nel match e Alison Van Uytvanck che prende coraggio e fiducia. La maledizione in battuta per Sara Errani (che ha cambiato il movimento del servizio ed è tornata al vecchio “spezzato”) si è sfatata nel quarto gioco: 3-1 per Alison Van Uytvanck che però ha iniziato a giocare secondo i propri standard al servizio, con circa il 90% dei punti incamerati con la prima. L’operazione controbreak, nonostante l’azzurra fosse rimasta in scia anche nel sesto game per il 2-4, era indispensabile non solo per le sorti del match ma anche per quelle dell’Italia. E Sara l’ha centrata nel settimo gioco, chiuso con un doppio fallo dalla belga. Un’ora e 24 minuti di gioco e Alison Van Uytvanck in vantaggio 4-3, ma senza break. Qualche errore di troppo della belga e il livello del gioco di Sarita che è cresciuto: colpi più profondi e sicuri al posto delle palle scariche viste per un set e mezzo. Dopo l’aggancio sul 4-4, ancora gli errori a dismisura da parte di entrambe. Sul 5-4 Van Uytvanck, la tennista italiana al servizio per rimanere nel match ha commesso due doppi falli, ma si è salvata grazie alla belga che, a due punti dalla vittoria, ha perso completamente le misure del dritto. Tre palle break cancellate dalla Van Uytvanck appena dopo, con altrettanti servizi vincenti. Il tie-break è stato il giusto epilogo del parziale. Nel jeu décisif è accaduto di tutto: dominio Errani fino al 5-2, con la belga in vena di regali. Rimonta fino al 5-5 e alle due ore esatte di gioco Alison Van Uytvanck con una risposta vincente si è procurata il match point. La belga lo ha annullato da sola, con un rovescio decollato. Altri due gratuiti della numero 50 del mondo che, quanto a lucidità nei momenti cruciali ha lasciato alquanto a desiderare, e terzo set insperato per come si erano messe le cose. Chi tra le due ha dato inizialmente l’impressione di essere più stanca e soprattutto di patire gli scambi prolungati è stata Alison Van Uytvanck. Più volte fuori giri, la belga, si è però ripresa, mentre è calata l’intensità di gioco di Sara. Tre break ad aprire il parziale, con Alison Van Uytvanck che ha preso il largo. Prima sul 3-1, poi con il 5-2 e doppio break. La belga ha chiuso al servizio subito dopo un match-maratona di due ore e 44 minuti. Ora per l’Italia la situazione è più o meno compromessa.

Risultati:

E. Mertens (BEL) b J. Paolini (ITA) 6-1 7-5

A. Van Uytvanck (BEL) b S. Errani (ITA) 6-4 6-7 (6) 6-2

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