Coric e le montagne russe del tennis

Borna Coric subito dopo la sua vittoria di ieri contro Shapovalov a Miami

Negli ultimi anni tra esperti e appassionati del nostro sport il suo è stato senza ombra di dubbio il nome più in voga, non si poteva parlare seriamente del potenziale delle next generation senza citare il nome Borna Coric. Croato, nato a Zagabria nel 1996, sin da piccolissimo Coric ha mostrato doti fisiche e tecniche da grande campione. E come potrebbe essere altrimenti, vi basti pensare che a soli sedici anni, tra gli Juniores, in una sola stagione,  riuscì a raggiungere la semifinale agli Australian Open arrendendosi solo ad un dilagante Kokkinakis, stesso risultato raggiunto negli Open di Francia, per poi trionfare agli Us Open, raggiungendo così la prima posizione nelle classifiche mondiali giovanili.

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A questo punto le premesse del successo ci sono tutte, giovane, talentuoso, scaltro e di bella presenza, non vi è rivista o sito di tennis che non citi Coric come un potenziale futuro numero uno del mondo e come potrebbe essere altrimenti per un tennista che ancora minorenne riesci a battere Nadal e raggiungere la 33esima posizione delle classifiche mondiali.

Il 2013 è stato un anno decisamente importante per il giovane tennista nato a Zagabria, è infatti l’anno del definitivo salto di qualità, accantona i tornei giovanili per fare il suo debutto ufficiale nel circuito maggiore. Le prime uscite sono tutt’altro che facili, il circuito maggiore è costellato di talenti ed insidie, spesso troppo ingombranti per un giovane come lui. Nonostante le difficoltà, continua a mostrare grande talento e buona determinazione, lavora sodo, si sacrifica e di conseguenza arrivano anche le prime vittorie importanti, come quella che abbiamo citato in precedenza, contro un certo maiorchino di nome Rafa Nadal, primo tennista in top ten che riesce a battere in carriera. In seguito si ripeterà con lo scozzese Andy Murray in quel di Dubai, ma i risultati continuano a essere decisamente altalenanti, la sua carriera assume sempre più le sembianze di una gigantesca giostra: “le montagne russe”.

Alternando vittorie esaltanti a sconfitte decisamente imbarazzanti, continua a disorientare tifosi e addetti ai lavori. La pressione su di lui è altissima, le aspettative, lo stress e qualche calo fisico fanno il resto, impedendo al giovane talento di compiere il definitivo salto di qualità che tutti aspettavamo. Boric è scaltro, se ne rende conto, sa che se vuole continuare a sognare in grande, qualcosa và cambiato e và fatto subito, Coric preferisce la scelta più drastica così invece di cambiare qualcosa decide di cambiare tutto: allenatore, preparatore atletico, fisioterapista e anche il manager, via, tutti a casa, si ricomincia da zero o meglio, Boric ricomincia da sé!  Cambia tutto il team, dunque, ricomincia dal coach Riccardo Piatti affiancato da Kristijan Schneider e i risultati effettivamente iniziano a vedersi, il suo gioco appare più centrato, quel carattere troppo spesso vulnerabile sembra iniziare a formarsi. La semifinale raggiunta ad Indian Wells prima e il titolo conquistato ad Halle ai danni di un affaticato Re Roger, fanno pensare che Coric stia percorrendo probabilmente la strada giusta, ma nel tennis mai dire mai, per eventuali risvolti non ci resta dunque che aspettare!

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