I GRANDI MATCH: LA FINALE DI WIMBLEDON 2009

Andy Roddick è stato un tennista che si è sempre fatto amare nel circuito. Mai banale nei commenti, autoironico e onesto contendente in campo. Tuttavia, dopo la finale di Wimbledon 2009, persa con tanti rimpianti contro il rivale di sempre Roger Federer, i suoi sostenitori sono aumentati in maniera esponenziale. Un controsenso, visto il punteggio finale. Ma nei grandi avvenimenti è glorioso anche perdere e la sontuosa prestazione dell’americano raccolse consensi tra gli addetti ai lavori e i fans. Anche lo stesso Roger Federer consolò il grande amico Andy. Tre finali a Londra per Roddick, tre sconfitte con Federer: viene automatico pensare a cosa sarebbe stata la sua carriera senza lo svizzero, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte…

In un torneo privo di Nadal e con Djokovic estromesso da un Haas in grande spolvero ad arrivare in fondo sono quattro giocatori decisamente a loro agio sui campi dell’All England Club: Roger Federer, cinque volte campione, affronta il tedesco Tommy Haas nella prima semifinale, sconfiggendolo in tre set; Andy Murray, beniamino di casa, viene sorpreso dall’esperienza dell’omonimo americano Roddick, che nega ai britannici la possibilità di tornare a vincere in casa. Sarà quindi Federer-Roddick la finale, come nel 2004 e nel 2005.

Con alle spalle l’esperienza delle due finale perse qualche anno fa, Roddick si presenta molto centrato e disputerà quella che è probabilmente la migliore partita della sua carriera. Praticamente straordinario al servizio, con l’unico break subito all’ultimo gioco dell’incontro, l’americano porta a casa con un accellerazione di rovescio il primo set, breakkando il proprio avversario al dodicesimo game. Roddick fa gara di testa anche nel secondo set: un altro parziale abbastanza veloce che viene deciso dal tie break. Roddick gioca splendidamente fino al 6-2 in suo favore, poi un passaggio a vuoto deleterio, condito da gravi errori come la fatidica voleè di rovescio sbagliata sul set point e l’improbabile discesa a rete del punto successivo, consegna il set a Federer. Roddick sa che un treno importante gli è appena sfuggito, ma con grande personalità riesce a rimanere in gara, nonostante un altro equilibratissimo parziale finisca, nuovamente al tie break, in mano a Federer.

Andy continua a combattere e riesce a trovare l’allungo decisivo nel quarto game, riuscendo a conquistare il quarto set. Il quinto set è una guerra di nervi, con poche occasioni per entrambi: Roddick va 15:40 sul nove pari, ma Federer mette due prime e si salva. Nel trentesimo game la fine della partita; aumentano le stecche di Roddick e Federer ne approfitta, trovando l’unico, decisivo break della partita. Un finale di partita crudele per l’americano, che scoppia in lacrime mentre ritorna verso gli spogliatoi.

Federer festeggia il sesto titolo, Roddick cerca di convincersi che avrà in futuro un’altra possibilità. Ma tutti, lui in primis, sanno che ha perso l’occasione della vita. Ma, alla fine, si è guadagnato un sacco di estimatori, per i valori che ha messo in mostra sul rettangolo di gioco.

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