Il Raccattapalle – Us Open, preview: Seppi e Fognini eroi per un giorno? A Nole e Rafa l’ardua sentenza

Non sembra voler conoscere sosta il processo di liquefazione che sta inesorabilmente estinguendo i martiri impegnati a New York.In meno di cinque giorni si annoverano già tredici ritiri per disidratazione, liofilizzazione ed essiccamento. Chi è impermeabile alle asperità climatiche è Roger Federer. L’ultima goccia di sudore versata dall’ignifugo elvetico risale all’11 Aprile 2009, data in cui contrasse il sacro vincolo del matrimonio contro Mirka Vavrinec.

 

rog2Nella notte italiana il pluridecorato Roger si è dilettato nell’ennessima dimostrazione di bullismo poetico, vivisezionando a cielo aperto l’incolpevole Darcis.
Andy Murray, invece, è stato costretto ad impronosticabili tribolazioni da un Mannarino in versione mannara. Per due set lo spelacchiato transalpino ha imposto la museruola al mordace scozzese, prima di subire l’ineluttabile rimonta.Le uniche sorpese sono giunte dal tabellone femminile: a dirla tutta pare sempre più fuori luogo stupirsi per le ondivaghe prestazioni di Wozniacki e Muguruza, presentatesi a questa edizione dello Slam statunitense in precarie condizioni psico-fisiche. Virando verso le quinta giornata non possiamo che principiare dagli impegni dei due compatrioti superstiti. Andreas Seppi e Fabio Fognini si sobbarcheranno l’onere di fronteggiare nientepopodimeno che Novak Djokovic e Rafa Nadal.

Il mite altoatesino dovrà sfoderare la tigna delle grandi occasioni, onde evitare l’erosione psicologica da parte del martellante belgradese. In fondo Andreas, sia nel remoto che nel recente passato, ha più volte dimostrato di poter competere con i famigerati big four. Nel lontano 2008 batté, in quel di Rotterdam, un certo Rafael da Manacor, successo al quale va sommata la sbalorditiva affermazione su Roger Federer nel corso dell’ultimo Australian Open.

Molteplici le analogie tra la sfida che lo vide contrapporsi all’elvetico a quella che lo vedrà impegnato contro il serbo: sia con Roger che con Novak il fatidico scontro giunge al terzo turno di un Major. Inoltre, alla vigilia del successo australe di Seppi, l’italiano era reduce da un bilancio di dieci sconfitte su dieci incontri contro Federer. Il passivo nei confronti di Nole è ancora più impietoso: 11 sconfitte su 11 sfide. Gli ultras del Seppio nazionale possono abbarbicarsi a questo incoraggiante parallelismo, prima di farsi sbatacchiare dall’annunciato uragano Novak.

Di tutt’altro tenore si annuncia il sedicesimo di finale del nostro ineffabile Fogna. Il ligure, una volta tanto, si è guadagnato l’onore delle cronache grazie ad un’inattesa redenzione. Ormai è risaputo che alla vigilia degli Us Open il ligure fosse a secco di successi sui campi veloci in tutto il 2015. Onta igniminiosa che Fognini è riuscito a cancellare, seppur parzialmente, quando ormai si dava per scontato l’ennesimo tracollo della sterminata serie.

L’indecifrabile taggiasco, invece, ha omaggiato la grande mela col suo insindacabile talento, stavolta supportato da determinazione e volitività. Johnson e Cuevas potevano rappresentare due insidie irrisolvibili per il Fognini di un paio di settimane fa, non per l’attuale ed agognata versione del più dotato tennista peninsulare.

Questa notte, per noi mangia spaghetti, andrà in scena il secondo round della scazzottata iniziata poco più di un mese fa ad Amburgo con Rafa Nadal. Da allora i due non si sono più affrontati, visti o parlati. Nelle conferenze stampa di vigilia Fogna ha utilizzato toni distensivi nei confronti del maiorchino, facendo ricadere la responsabilità dell’accaduto sull’onnipresente zio Toni. Nadal dal canto suo ha tradito una certa insofferenza una volta stuzzicato su questo tema, dimostrando di non aver ancora archiviato l’accaduto.

Le premesse umorali sono all’altezza di quelle tecniche. Dei tre confronti diretti di questo 2015 Fabio se n’è aggiudicati due (Rio de Janeiro e Barcellona) mentre Rafa si è rifatto conquistando il titolo ad Amburgo, al termine di una finale comunque memorabile, anche al di là del velenoso battibecco. Se Fogna manterrà il livello dei due turni precedenti potrà fare una bella figura in mondovisione. Se giocasse al meglio delle proprie possibilità potrebbe persino vincere. Molto più probabile che incappi nella solita ricaduta e faccia scempio di se stesso.

Merita menzione, tra gli incontri di rilevanza minore, l’impegno del campione in carica Marin Cilic (non è una battuta, controllate l’albo d’oro) opposto al trottolino finto-kazako Kukushkin. Non ci chiedete perchè ma sentiamo profumo, o per meglio dire olezzo, di cinque set.

Anche nel caso di Tommy Robredo-Benoît Paire e Milos Raonic-Feliciano Lopez non escludiamo sviluppi tantrici: Tommy e Benoit sono talmente complementari da essere spesso protagonisti di durature maratone all’insegna della schizofrenia. Nello scontro iberico-canadese Feliciano ha dimostrato in più di un’occasione di poter complicare i piani, o per meglio dire il piano, del monolitico Milos.

Fiondandoci sulle gentil donzelle, segnaliamo il terzo capitolo del più soporifero romanzo della letteratura sportiva contemporanea: Serena e la conquista del Grande Slam.
Dopo aver simulato traversie, impacci e crisi mistiche contro Kiki Bertens, Serenona potrà concedersi una mezz’oretta di svago e spensieratezza, grazie alla folcloristica Mattek-Sands. Più invitante l’incontro della sorellona Venus, opposta alla facinorosa Bencic. Interesse accresciuto dal potenziale incrocio che vedrà intersecarsi questi due match: Serena, con ogni probabilità, attende nei quarti la vincitrice della sfida tra la svizzera e la parente di secondo grado.Chiudiamo con Roberta Vinci, protagonista sin qui di un convincente percorso nel torneo, agevolato dalla mediocrità delle avversarie ricevute in sorte. Momento di grazia che potrebbe ulteriormente proseguire per la 32enne tarantina, dando una furtiva sbirciata al suo spicchio di tabellone. Fatto un sol boccone della Duque-Marino, sua avversaria odierna, Robertina potrebbe giocarsi l’accesso ai quarti di finale affrontando la vincente del derby della convalescenza tra Bouchard e Cibulkova.
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