Davide Pozzi: “Attualmente mi ispiro a Ebden e Herbert”

Davide Pozzi: “Attualmente mi ispiro a Ebden e Herbert”

Il francese e l’australiano sono i giocatori a cui si ispira Davide Pozzi, giovane giocatore che a gennaio 2019 avrà un ranking Atp. Attualmente si allena a Lecco, la cui squadra del circolo milita in serie A2.

di Adamo Recchia

A gennaio avrai un ranking che obiettivi hai per il 2019

Sicuramente prima di tutto quello di cercare di giocare più tornei internazionali possibili ora che molto probabilmente avrò la certezza di entrare quasi sempre nelle liste di accettazione. A differenza di quest anno, che è stato molto più difficile sotto l’aspetto organizzativo soprattutto per il fatto di non sapere mai se si riusciva ad entrare oppure no. Quindi l’obiettivo primario da gennaio una volta capito al 100% come funzionerà il nuovo circuito sarà quello di programmare una stagione il più completa possibile.

Come hai scoperto il tennis?

È iniziato tutto quando avevo 8 anni ed avevo un amico che già giocava da tempo. Allora un giorno, dopo diverse volte che andavo a vedere che si allenava, ho voluto provare e da lì è nata la mia passione che con il tempo è cresciuta sempre di più.

Quando hai capito potesse essere qualcosa più di un hobby?

Probabilmente negli ultimi anni i tornei età under 14 e 16 sono stati la cosa più importante che mi ha fatto venire ancora più voglia di giocare e di prendere questo sport sempre come un divertimento ma anche molto più seriamente. Da lì dove si iniziava già a respirare un aria diversa da quella dei tornei normali vicino a casa, dove si viaggiava per andare a giocare e dove c’era molto più agonismo e tensione. Evidentemente sono state queste cose a farmi capire davvero quanto tenevo e tengo a questo sport.

Che programmi di torneo hai per il 2019 come tornei?

Come dicevo prima, sicuramente quello di giocare il più possibile a livello internazionale ITF e all’inizio dell’anno di giocare qualche torneo BNL. Tutto questo, chiaramente, economicamente permettendo visto che le spese saranno comunque impegnative.

L’obiettivo primario quest’anno sarà quello di cercare di giocare più doppi possibili (chiaramente senza tralasciare il singolo), ci sto lavorando giorno per giorno con il mio allenatore per poter provare ad esprimere un gioco differente e per provare a puntare su una specialità che ho sempre preferito fin da bambino ma che purtroppo viene considerata poco in questo sport.

Raccontaci di Te dove Ti alleni e da chi è composto il Tuo staff

Mi alleno al tennis club Lecco, circolo per cui sono tesserato e gioco il campionato di serie A2, con Adamo Panzeri e Jonata Vitari con cui sono insieme da 2 anni e mezzo e che sono i due allenatori. Mentre per la preparazione atletica sono seguito dal preparatore atletico Mattia Bertani.

Davide Pozzi premiato da Gianni Clerici

Quali sono i Tuoi colpi migliori e quali dovresti migliorare

Il mio colpo migliore sicuramente è il rovescio anche se, per la tipologia un po’ particolare di gioco su cui sto lavorando ormai da mesi, ovvero quella del serve and volley, i colpi su cui sto maggiormente lavorando e che sicuramente devono essere migliorati sono volée e servizio.

Su quali superfici Ti esprimi meglio?

Come dicevo prima, per la tipologia di gioco che sto cercando di esprimere la mia situazione ideale sicuramente è sul campo in veloce e meglio ancora indoor, anche se sulla terra mi trovo comunque molto bene.

A quali giocatori Ti ispiri?

I giocatori che più sto prendendo come punto di riferimento sicuramente sono il francese Herbert e l‘australiano Ebden.

Next Gen quali sono le regole che approvi e quali no?

In realtà è un format che mi attira molto perché secondo me rende il gioco molto più avvincente e porta i giocatori a tenere il livello di attenzione ancora più alto su ogni punto. Solamente che comunque è difficile e strano in uno sport così “vecchio” e storico vedere un cambiamento abbastanza radicale del regolamento .

Nuovo format Coppa Davis cosa ne pensi?

In realtà non ho ancora ben capito al 100% come sarà, ma da quello che mi hanno spiegato non appoggio questa scelta di cambiare così radicalmente una competizione storica che potrebbe essere organizzata e soprattutto vissuta da parte delle tifoserie delle varie nazioni in maniera molto più profonda ed appassionata.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy