Deborah Chiesa: “Sto lavorando con un mental coach”

Deborah Chiesa: “Sto lavorando con un mental coach”

Abbiamo intervistato Deborah Chiesa, chiedendole alcune cose riguardo il suo ultimo anno. Come starà affrontando un periodo non positivo? Come procede il sodalizio con il suo coach? Ringraziamo Deborah per la grande disponibilità.

di Luciano Nocera

Ciao Deborah, iniziamo subito parlando del periodo negativo che hai affrontato fino a qualche mese fa. Da un po’ di tempo hai ripreso a fare buoni risultati ma a sprazzi. Secondo te, è stato il periodo peggiore della tua carriera?

Assolutamente no, ho passato un periodo difficile ma non lo posso definire il peggiore della mia carriera. Il periodo più buio è stato prima del 2017/2018, ovvero prima degli anni in cui ho fatto i miei migliori risultati. In questo ultimo anno non ho trovato grande continuità, ho vinto poche partite e ciò ti toglie fiducia, consapevolezza e ti fa venire tanti dubbi.

Come hai affrontato questo momento?

Non ho mai smesso di lavorare, ho cercato di migliorare i miei punti deboli cercando di trovare quella continuità che tempo fa mi dava più sicurezza quando entravo in campo.

Da un anno il tuo gioco sembra cambiato, con il dritto dai l’impressione di cercare profondità grazie a dei colpi in top, mentre con il rovescio tenti di prendere in mano il pallino del gioco. E’ una supposizione corretta? Se sì, come mai questo cambiamento rispetto a quando sembravi più aggressiva in campo?

Non mi sento di affermare di aver cambiato gioco, sto cercando di migliorarlo. Per esempio, dalla parte del dritto sto cercando di mettere in pratica degli accorgimenti tecnici. Ma non mi sento di dire che prima avessi un gioco diverso o più aggressivo. Ho sempre giocato meglio di rovescio, essendo il mio colpo più naturale. Di conseguenza, mi sento più sicura e cerco di spingere maggiormente. Il dritto è il colpo che provo a migliorare ogni giorno. Quando sono in fiducia sento di poterlo spingere di più, mentre in altri momenti, come questo in cui ero meno in fiducia, mi bloccavo un pochino e lo spingevo di meno.

I tuoi grandi risultati derivano da una collaborazione con i fratelli Piccari. Come state affrontando questo momento a luci ed ombre? Ci sono altre persone nel tuo staff?

Ci siamo messi a lavorare come facevamo già prima. Da un po’ di tempo ho iniziato a collaborare con un mental coach, così che mi possa aiutare a gestire meglio le situazioni complicate di una partita ma anche per superare i momenti difficili che esistono all’interno della carriera di una tennista. Sono convinta che questo momento passerà, devo continuare a lavorare senza perdermi d’animo. In queste situazioni si prende consapevolezza dei propri limiti e su cosa bisogna lavorare.

Hai tanti seguaci italiani che ti seguono e spesso nei forum spunta una domanda che non dovrebbe riguardare i tifosi, del tipo “Cambiare allenatore le farebbe bene?” Cosa ti senti di rispondere?

Per quanto riguarda l’allenatore, sono delle cose che ho preso anche io in considerazione, ne ho parlato con Francesco e con la mia famiglia ma secondo me non è questo il problema. Io so come mi alleno ed il gioco che riesco ad esprimere in allenamento. Purtroppo, non riesco a farlo altrettanto bene durante i tornei. Adesso la mia difficoltà maggiore è questa. L’allenatore non può farci nulla.

Hai perso tante partite per il rotto della cuffia. Come hai affrontato una situazione simile?

Dopo una brutta sconfitta continuo a lavorare giorno dopo giorno, più di questo non si può fare, infatti mi sento bene con la mia coscienza.

Va bene Deborah, abbiamo finito. Ti ringrazio per la grande disponibilità dimostrata. A presto!

Ti ringrazio per le domande e sono stata contenta di rispondere. A presto!

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