Nadal: “Nel 2016 vorrei tornare re della terra rossa”

Rafael Nadal e lo zio Toni in un’intervista a Sports Illustrated, concessa dopo il torneo di Pechino hanno parlato del lavoro che stanno svolgendo, delle innovazioni che intendono introdurre, e del programma che si sono prefissati, per un unico obiettivo, tornare a essere competitivi nel 2016.

Rafa accetta le dure critiche che ha ricevuto dai media e dagli addetti ai lavori, dopo l’ anno deludente che ha vissuto:” E ‘normale che quando vinci tutti ti esaltano, e quando smetti di vincere, vieni massacrato, fa parte del gioco.”

Una stagione negativa, non cancella le pagine di storia, scritte da Nadal, la grandezza delle sue imprese, lui che per molti anni, è stato l’ unico a poter competere con Re Roger. ” Sono felice e orgoglioso di quello che ho fatto per diventare il giocatore che sono, e continuerò a lavorare sodo, per avere l’  opportunità in futuro, di tornare a quei livelli”.

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Lo zio Toni, trova anche dei lati positivi di questa annata,  in cui Rafa, nonostante i problemi, si trova al settimo posto della Race, e attualmente sarebbe qualificato alle Finals.  “Mentalmente non è stato facile, quando non sei abituati a perdere così tante volte, ma nella vita si sa, le cose belle non durano per sempre e quindi bisogna accettarlo. Ora cercheremo, di lavorare sull’ intensità, e anche se non so a che livelli potremo arrivare, mi aspetto un Rafa di nuovo competitivo” – ha aggiunto Toni.

L’ ex numero uno, riconosce le difficoltà che incontrerà sul suo cammino, e cerca di fissare gli obiettivi: ” Quando giochi male per molto tempo è dura riuscire a tornare al proprio livello, io sto lavorando sodo, e sono contento di tutti i miglioramenti che sono arrivati finora. Penso che siamo sulla strada giusta , con l’atteggiamento positivo di tutto il team e , pur sapendo che le cose sono difficili, siamo in grado di tornare aibvertici di nuovo”.

Rafa poi cita Djokovic e ritiene improponibile il paragone col serbo, attualmente troppo superiore a lui, e fissa gli step del suo cammino: per prima cosa, ritrovare il gioco dei bei tempi, ed essere competitivi con tutti, senza trascurare i nuovi talenti che sono emersi quest’ anno, in seconda battuta, recuperare quella solidità mentale, che lo ha sempre contraddistinto, per poi arrivare ad essere di nuovo il Nadal che tutti ci ricordiamo, sulla terra rossa.

Un Nadal, apparso motivato e convinto, e allo stesso tempo tranquillo, per nulla ossessionato dalla sua “missione”, consapevole del fatto che, se sarà in grado di tornare re del rosso , sarà molto vicino al traguardo prefissato.

“Il vero sogno sarebbe tornare a giocarsi un titolo a Parigi, ma non bisogna aspettare fino a giugno per iniziare a giocare bene, occorre partire bene da subito, per aumentare la fiducia e avvicinarsi a piccoli passi all’ evento clou per essere di nuovo il migliore sulla terra”, ha aggiunto Toni, che cercherà di far lavorare Rafa sulle gambe e sugli spostamenti, da sempre il punto di forza del maiorchino.

 

Un Toni che nel corso della stagione travagliata del nipote, non è stato esentato da accuse e critiche, e cercare di capire se a Rafa fosse servito un nuovo coach, per uscire dal tunnel, è diventato un tema ricorrente.

“È facile parlare, chiedete a Rafael se dovremmo separarci, e se ha bisogno di un grande allenatore al suo fianco. Se pensassi che è meglio per lui, mi sarei già fatto da parte. Non voglio il meglio per me, ma per lui, io sono l’allenatore, ma sono anche suo zio. Se mi dicesse che, vuole provare con Nastase, e poi finisse per vincere il Roland Garros, non sarei dispiaciuto, anzi sarei molto felice, forse più di lui”.

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