WTA Roma, promosse e bocciate

Simona Halep alla riscossa, sfortunata Karolina Pliskova, riparte Garbine Muguruza, male invece Sofia Kenin e Kiki Bertens; ecco i voti di questa edizione del WTA di Roma

di Marco Bonavoglia

SIMONA HALEP 10
Buona la terza. Finalmente Simona è riuscita a mettere le mani su un trofeo che sgusciava via ogni volta all’ultimo. Lo ha fatto senza il caldo pubblico romano, ma esprimendo il tennis che la rende la migliore al mondo su terra rossa. Non è stato semplice, considerando che era il suo primo torneo dalla ripartenza, ma match dopo match ha migliorato fondamentali e forma fisica, giocando in semifinale il match più importante, contro Garbine Muguruza, che si sarebbe rivelata una finale anticipata. Nell’atto conclusivo, infatti, Pliskova ha alzato bandiera bianca a causa di un affaticamento muscolare ad una gamba, esattamente come era successo a Naomi Osaka a Cincinnati, e ha lasciato il campo sotto di un set e un break in lacrime. Probabilmente avrebbe preferito esultare dopo l’ultimo punto Halep, lasciandosi andare e festeggiando un nuovo grande traguardo raggiunto, ma questa vittoria le dà comunque fiducia per il Roland Garros, dove sarà la candidata più quotata per la vittoria.

KAROLINA PLISKOVA 9
Un voto dato anche da un po’ per solidarietà, visto il modo in cui si è conclusa la sua settimana romana. Era la campionessa in carica Karolina, lei che nel 2018 ha lasciato Roma infuriata a causa di un (gravissimo) errore arbitrale che l’ha danneggiata in un match contro Maria Sakkari. Nel 2019 è tornata carica e ha demolito chiunque, vincendo uno dei titoli più importanti del suo palmares. Difficile capire quanto l’infortunio abbia inciso sulla parte di finale che è stata giocata, in compenso peggio di così non poteva andare. Ora Pliskova ha gli occhi puntati su Parigi, e dovrà fare tutto il possibile per essere pronta tra pochi giorni. Gli Slam aiutano in termini di recupero – lo sa bene Osaka, che ne ha appena vinto uno con un affaticamento muscolare, che sia un segno del destino? – quindi ci potrà provare la ceca, ancora in cerca di un grande acuto Major per coronare la sua carriera.

GARBINE MUGURUZA 8,5
Garbine si è destata, e questa è una splendida notizia per tantissimi fan. Nonostante un caratterino non banale, Muguruza è una delle tenniste più amate del circuito e sapere che sarà al via a Parigi in buona forma è sicuramente positivo. Il torneo della spagnola è stato buono, ha battuto sulla strada la finalista uscente Konta e la recente finalista agli Us Open Azarenka, e ha dato grande battaglia a Simona Halep in semifinale, recuperando anche da 1-5 a 4-5 nel set decisivo prima di cedere. Qualche rimpianto c’è, visto che il titolo sarebbe stato suo, ma al momento l’importante è tornare a essere continua settimana dopo settimana. Un rematch con Halep a Parigi sarebbe intrigante, magari proprio nelle fasi finali.

MARKETA VONDROUSOVA 8
Anche alla giovane ceca Vondrousova serviva ripartire, lei che a metà 2019 si è dovuta operare ed è rientrata direttamente nel 2020, ma non ha fatto in tempo a riprendersi completamente che la pandemia l’ha messa a riposo per qualche mese ancora. A Roma aveva già fatto vedere belle cose in passato e ha saputo ripetersi in questo 2020. Pare che l’unico scoglio al momento sia la sua tenuta mentale, perché capita di vederla uscire dal match per ampi tratti, o interi set, prima di riprendersi. È un genere di distrazione che non ci si può permettere ad altissimi livelli, e sarebbe un peccato non vederla nell’olimpo perché esprime un tennis vario e intelligente che soprattutto su terra sa fare grandi danni. In finale avrebbe potuto causare grande scompiglio, visto che Halep fatica a digerire le variazioni di Marketa, ma ci ha pensato Pliskova a fermarla al penultimo atto. Massima allerta a Parigi, se rimarrà concentrata la vedremo direttamente almeno ai quarti.

ANETT KONTAVEIT 5,5
Ha perso contro una splendida Svetlana Kuznetsova in formato top10, ma questa sconfitta pesa per Kontaveit. La numero 1 estone arrivava a Roma come grande outsider visti gli ottimi risultati raggiunti su terra in questi anni, e avere una Svitolina appena rientrata nel circuito al terzo turno sembrava un’ottima prospettiva per agganciare i quarti di finale anche quest’anno. Aveva il match in pugno ma quando è arrivata davanti alla linea del traguardo ha allentato la presa e Kuznetsova ha abbastanza esperienza per non farsi scappare una chance del genere. Per Kontaveit ora obiettivo Parigi, dove può andare almeno alla seconda settimana, poi dipenderà molto dal sorteggio.

KIKI BERTENS 4,5
Era il rientro nel circuito, era un esordio non così semplice contro Hercog, ma ci si aspettava di più dall’olandese, diventata una delle migliori interpreti della terra. La sua corsa a Roma è finita prima di iniziare ma gli occhi sono già puntati su Parigi. Deve essere realista Kiki, questo Parigi, privo di alcune delle migliori al mondo e con altre non al top della forma, è la più grande occasione di prendersi un po’ di gloria e sollevare il trofeo di uno Slam. Servirà capire se match dopo match potrà prendere fiducia ed essere più efficace in campo.

BELINDA BENCIC 4
Il rientro è stato disastroso. Belinda non ha mai amato troppo la terra, non è il massimo per chi gioca spesso in controbalzo e cerca di impattare presto la palla, magari puntando ad un timing perfetto. Eppure nel 2019 aveva mostrato belle cose, anche grazie ad uno stato di forma smagliante. Ad ora è difficile capire se possa ritrovare presto il suo tennis, con Kovinic ha giocato male e con poche soluzioni, avrà bisogno della fortuna dalla sua parte per fare meglio a Parigi.

SOFIA KENIN 4
È brutto doverla bocciare di nuovo malamente, ma la realtà è che una campionessa Slam, che tra l’altro su terra sa anche giocare discretamente, non dovrebbe mai rimanere completamente impotente davanti ad una avversaria, al punto di andare sotto la doccia dopo una sonora bicicletta. Capita a tutti la giornata no, ma al momento è difficile pensare che Kenin possa replicare le grandi imprese del 2019 e inizio 2020. Sicuramente un bel risultato le darebbe di nuovo fiducia, per ora il tennis espresso è sotto ai suoi livelli. Per sua fortuna, ha parecchio tempo per tornare grande.

DARIA KASATKINA PREMIO SFORTUNA
Sfortunata è davvero un eufemismo. Da molti mesi ormai la giovane Kasatkina ha completamente perso il filo del suo tennis, quel tennis che l’aveva lanciata nelle prime 10 al mondo, in finale a Indian Wells e ai quarti a Wimbledon, tra i vari risultati. Arrivata a Roma ha superato le qualificazioni, ha battuto all’esordio la connazionale Zvonareva e Siniakova al secondo turno. Agli ottavi ha giocato alla pari con Victoria Azarenka, che dalla ripresa ha perso un solo match con Osaka e arrivava dal 6-0 6-0 contro Kenin, ma arrivate al tie break, Kasatkina è caduta nel tentativo di recupero di una palla corta e si è fatta male alla caviglia. Ha cercato di consolarla anche Vika (che prende invece il premio Fairplay), anche lei probabilmente conscia della sfortuna incredibile della sua avversaria. Ora Kasatkina proverà a essere al via a Parigi, anche se una distorsione alla caviglia ha solitamente bisogno di più tempo per migliorare. Oltre all’augurio di guarire presto c’è quello di ritrovare il tennis mostrato in quel set contro Azarenka, e di usarlo nel 2021 per rilanciarsi finalmente ai livelli che le competono.

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